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Della logica del salvacondotto e del green pass

La convivenza è un patto, un contratto sociale in forma scritta, necessario e prezioso, ma come assicurare la convivenza pacifica tra soggetti e interessi diversi e in potenziale conflitto?

di Massimo Stefano Russo - sabato 7 agosto 2021 - 924 letture

Il salvacondotto nasce storicamente come attestato per consentire e garantire la libera circolazione di persone e cose. Ha il compito di certificare e riconoscere il possesso dei requisiti minimi, indispensabili e necessari per muoversi e poter così accedere in sicurezza a spazi e luoghi sia pubblici che privati. Nel salvacondotto si identifica una forma di salvezza che si richiama alla buona condotta che accompagna e accredita i movimenti ed è fonte di garanzia. La buona condotta, nel rispetto di norme e regole condivise, permette di salvaguardare e prevenire i rischi ed è determinante per il benessere individuale e la salvezza collettiva. È l’autorità designata a rilasciare il salvacondotto che dà il lasciapassare, una forma di liberatoria, un atto non solo formale, ma sostanziale che serve a rassicurare e dare sicurezza.

Il linguaggio legale deve avere chiarezza, semplicità e univocità semantica, per evitare un’ambiguità interpretative delle regole. Il salvacondotto corrisponde a un principio di legalità, che è indispensabile e fondamentale sottoscrivere. Nel caso specifico della pandemia serve a neutralizzare la diffusione del contagio. L’indisciplina genera sregolatezza.

Il salvacondotto, presentato come lasciapassare, storicamente ha un valore e un potere positivo: legittima l’agire, nell’effettivo esercizio della libertà. L’accesso a spazi e luoghi chiusi oggi è subordinato al possesso del green pass. Un atto normativo “eccezionale”, fondamentale e indispensabile per garantire il diritto alla salute. Il salvacondotto, è una forma di tutela che riconosce il valore della prevenzione e detta normativamente l’agire, attraverso le regole; ha un suo specifico valore garantista. Rappresenta un atto democratico di presa di coscienza. Detta limiti e vincoli che disciplinano e garantiscono, per garantire la convivenza pacifica e assicurare a tutti la massima libertà compatibile con quella degli altri. Limitare i poteri di alcuni garantisce i diritti di tutti e nello specifico amplia e rafforza delle opportunità.

salvacondotto

La convivenza è un patto, un contratto sociale in forma scritta, necessario e prezioso, ma come assicurare la convivenza pacifica tra soggetti e interessi diversi e in potenziale conflitto? Il salvacondotto in quanto patto di mutuo soccorso è garanzia per tutti dei diritti vitali legati alla salute. Una decisione normativa basata su criteri oggettivi e scientifici. Le regole sono importanti, ma se poco e male conosciute possono risultare incomprensibili e sconcertare. La rete, i social, sono fonte generosa e inesauribile di argomentazioni, spesso viziate da prese di posizioni a priori. Aumentano così i non esperti che nel rigettano le opinioni condivise dagli esperti arrivano a considerarle vere e proprie cospirazioni e nel contestare sbraitano con ingiurie e diffamazioni. La risposta alle questioni aperte che rimane sconosciuta richiede alla scienza l’essere perfezionata e aggiornata di continuo. La vita reale che ha molti elementi di incertezza richiede la capacità di elaborare, comunicare e seguire argomentazioni logiche complesse. In questa ottica è importante che nell’elaborare la complessità, si stia attenti nel seguire il ragionamento, ma ciò richiede tempo, competenza, razionalità e intelligenza.

È il metodo logico che ci consente di costruire argomentazioni con deduzioni meticolose, con l’analisi del significato vero delle cose. Come applicare la logica al mondo reale in cui viviamo e dove non sempre si riesce a essere logici? Ci aiuta il riferimento alle spiegazioni e argomentazioni matematiche, solide e inequivocabili. La crescita della complessità fa crescere la produzione giuridica delle norme, con il principio di legalità garante di certezza, grazie alle norme “poste” da autorità dotate di competenza normativa. Sostenere che il green pass apre alla dittatura sanitaria è un’opinione scriteriata. Vuol dire non conoscere o peggio ancora voler ignorare la storia e l’orrore dei totalitarismi. È un’affermazione contraddittoria che trova consenso nel movimento “Io apro” nato per rivendicare il diritto giusto alla ripresa del proprio lavoro e che oggi chiama a infrangere la legge per imporre, l’esercizio “irregolare” e incontrollabile, delle proprie attività.

Ci si dimentica che la libertà è una conquista e passa attraverso l’agire responsabile, nel rispetto della legalità. L’alleanza tra la destra estrema, quanti sono contrari ai vaccini e tutta una galassia che si proclama libertaria è inquietante: rappresenta – con rispetto parlando e senza offendere nessuno – il declino della ragione, o meglio del pensiero logico-razionale. Si preferisce, in nome di una libertà a sé, declamata a senso unico, a proprio uso e consumo, appellarsi a presunti medici e sedicenti scienziati indipendenti, tutti affascinati nell’accreditare il mondo magico e rinnegare la conoscenza scientifica. L’ignoranza spacciata per conoscenza e la menzogna per verità dove portano? Che dire a chi è convinto che la terra è piatta? Quantomeno non prenda gli aerei perché in base alle sue convinzioni i piani di volo sono tutti sballati e potrebbe sfracellarsi, in ogni caso finirebbe fuori rotta, senza sapere come arrivare dove si vuole andare. La disinformazione inquina il dibattito pubblico, con i demagoghi, che in un circolo vizioso di narrazioni tossiche, hanno successo grazie all’abuso dei media digitali. Il principio della legalità va espresso con autorevolezza, ancor più oggi che il rapporto tra politica e diritto si è complicato. La politica va subordinata al diritto, poiché nella legge sta la ragione. Cosa accade se lo Stato perde la sua centralità e i poteri si dislocano?

I beni ecologici e i diritti fondamentali a essi connessi vanno tutelati, grazie ai presidi garantisti rafforzati con nuove funzioni e istituzioni globali di garanzia. Ma come fornire delle garanzie idonee se si considera il green pass illegittimo? Chi può sostenere l’incostituzionalità del green pass? Il diritto alla salute va garantito con idonee leggi di attuazione, soprattutto se l’inosservanza e la violazione della legge contrasta col diritto alla libertà, in quanto ai diritti corrispondono di riflesso dei doveri. La democrazia esprime il principio di maggioranza e bisogna essere coerenti, soprattutto se si ritiene una norma invalidante, per evitare che la crisi dello Stato nazionale diventi radicale e irreversibile. I contenuti prodotti dalle norme vanno attuati e rispettati.

Il popolo è una pluralità eterogenea di soggetti differenti e disuguali che scende a patti, mentre è nella giungla che si vive sregolati e selvaggi. Per prevenire i contagi ed evitare una diffusione esponenziale le circostanze eccezionali richiedono misure indispensabili che possono arrivare a limitare e perfino sospendere dei diritti fondamentali.

Il virus ha contagiato maggiormente i poveri e i fragili e sono cresciute le disuguaglianze e la povertà assoluta. La perdita dell’occupazione, chiuse le piccole imprese ed espulsa la forza lavoro impossibilitata allo smart working, ha colpito i lavoratori precari.

Contro il pericolo pandemico annunciato e previsto, poiché la prevenzione costa e non è redditizia nell’immediato, non si è fatto nulla e i governi, totalmente imprevidenti, sono stati colti impreparati. Sin dall’inizio sono mancate le misure più elementari per far fronte al contagio. Coronavirus, riconoscibile come l’effetto collaterale di tante catastrofi ecologiche, rileva i nessi che collegano la salute delle persone con la salute del pianeta e il nostro avere un rapporto malato con l’ambiente. Ricordiamoci che l’interdipendenza è profonda e ognuno di noi dipende dalla salute degli altri. Siamo tutti responsabili di fronte a coronavirus e il carattere globale del contagio richiede una riposta globale.


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