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Chi semina arcobaleni raccoglie angolature

Angolature noir / di Paolo Calzolaio ; prefazione di Massimo Carlotto. - Linea Edizioni 2024. - 362 p. - (Linea saggistica). - ISBN 979-1-28156-205-9.

di Alessandra Calanchi - domenica 17 marzo 2024 - 562 letture

Mi fa molto piacere che questo volume, scritto da un caro amico e studioso di grande sapienza e lucidità, peraltro con prefazione super-competente, esca a dieci anni esatti dalla pubblicazione di un suo fratello maggiore (solo per età): Arcobaleno noir. Genesi, diaspora e nuove cittadinanze del noir (Galaad Edizioni). Curato dalla sottoscritta, comprendeva contributi di esperti di diverse discipline (Alessandro Agostinelli, Maurizio Ascari, Giacomo Brunetti, Roberta Denaro, Leonardo Gandini, Andrea Laquidara, Massimo Locatelli, Bruno Lo Turco, Paolo Magagnin, David Levente Palatinus, Pasquale Pede, Antonio Tricomi) e già teorizzava il noir come “una realtà culturale dinamica e migrante, un arcobaleno di sfumature, un’esperienza nomade seppur radicata nei suoi contesti d’origine”.

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Copertina di Angolature noir, di Valerio Calzolaio

Oggi Calzolaio raccoglie il testimone, portando avanti un’analoga riflessione su questo genere che da sempre è insofferente ai confini e alle gerarchizzazioni del Canone. Sempre in bilico fra “giallo” e “thriller”, dissimile ma non troppo dal “true crime”, impegnato ma senza compromettersi, il noir fa spallucce all’horror, al fantasy e alla fantascienza e continua a sgomitare fra gli scaffali delle librerie. Complici le traduzioni (migliorate nel corso del tempo), i nuovi autori italiani, e il proliferare di festival, convegni e giornate di studio che senza farlo uscire dai vicoli (di chandleriana memoria) lo hanno comunque portato anche dentro l’accademia.

Il noir assorbe sempre le conflittualità del suo tempo – e oggi sono i flussi migratori, il cambiamento climatico, la violenza di genere, il postumano, le varie crisi identitarie – senza però perdere la sua specificità, che è una specificità impalpabile, fatta di atmosfere e impressioni, eppure inconfondibile. E Calzolaio ne traccia con cura e professionalità i percorsi, specificando che il sostantivo cruciale del titolo, “angolature”, va riferito “sia al rapporto fra tutte le forme di letteratura sia alla storia plurale e disorganica di cosa può intendersi per genere noir. Meccanismi, espedienti, tecniche, regole, stili, per esempio narrazioni in prima o terza persona, uso del tempo presente o passato, punteggiature […]”. Inoltre, Calzolaio dichiara con legittimo orgoglio che quasi tutti gli articoli presentati nel volume sono usciti su Il Bo Live, straordinario magazine culturale e scientifico dell’università di Padova, che fin da quando era cartacea ha dato spazio, accanto ai temi oggetto di dibattito politico, ai generi letterari popolari e in particolare alla crime fiction. Calzolaio non dimentica nessuno: accanto ai case studies dedicati a specifici scrittori, redige nell’Introduzione una lunghissima e inclusiva lista di autori e autrici. Lista che mi sento di sottoscrivere al 100 % anche se mi sento di aggiungere due autrici che meritano attenzione: Cristina Brondoni e Deborah Brizzi. L’assenza di Andrea Camilleri è ovviamente una dimenticanza.

La prima parte del volume spazia da Poe a Sciascia, da Hammett a De Cataldo, da Simenon ad Atwood a Carofiglio. Tra le numerose intuizioni, da sottolineare la consapevolezza di una maturità/maturazione del genere nel nostro Paese, vuoi per via di innovazioni contenutistiche – per esempio, il fatto che con Romanzo criminale non abbiamo più “un” cattivo ma un cattivo collettivo – vuoi perché non si tratta mai di un genere di puro intrattenimento: “In Italia l’utilizzo è divenuto via via talmente pervasivo che ha finito per sostituire il nostro tradizionale e intraducibile giallo. […] Emerge come davvero il noir sia innanzitutto stile, movimento, sensibilità, atmosfera di disagi e incompiutezze. Come la vita.”

La seconda parte, che si richiama letteralmente all’immagine dell’arcobaleno (“arcobaleno di geografie ed ecosistemi di generi e colori”), si apre con una dichiarazione che non lascia spazio agli equivoci: “Da ormai quasi quarant’anni in Italia il noir ha soppiantato il giallo, non bisogna certo dispiacersene”. Non posso che concordare: è il noir, e non il giallo, il genere che meglio rappresenta la società, che meglio interpreta le crisi del contemporaneo e che denuncia le storture del sistema. Come scrive Calzolaio, “il noir è decisamente più realistico nel trattare contraddizioni e conflitti del mondo contemporaneo e nel rappresentare le biodiversità e le specificità sociali delle città e delle campagne”. Allo stesso tempo, Calzolaio dimostra un estremo rispetto anche per il giallo, di cui passa in rassegna le tappe e la storia, citando le opere di autori stranieri (Michel Bussi) e italiani (Carlo Toffalori) in cui la contaminazione fra scienza e letteratura danno un nuovo spessore al giallo. Un altro capitolo è dedicato alla grande autrice spagnola Alicia Giménez-Bartlett, che ha ispirato la serie italiana Petra con la splendida coppia Paola Cortellesi – Andrea Pennacchi. Tocca poi alla norvegese Anne Holt e Jo Nesbø, agli statunitensi Evan Hunter/Ed McBain e Don Winslow, ai francesi Jean-Claude Izzo, Pennac e Fred Vargas, fino a quella che è forse la parte più interessante del volume, in quanto si tratta di autori a noi meno noti: il noir africano di Moussa Konaté, il noir sudafricano di Deon Meyer, il noir sino-americano di Qiu Xiaolong, il messicano Francisco Ignacio Taibo Mahojo.

La terza parte è dedicata a un’attenta catalogazione e conseguente riflessione sui festival e sulle giornate di studio dedicati al noir. Con una certa soddisfazione trascrivo la parte dedicata a “Urbinoir, convegno accademico che da oltre dieci anni si svolge annualmente in novembre a Urbino e che per altro ha uno splendido sito e sta evolvendo verso maggiori durate”. Negli anni 2008-2009-2010 durò una sola giornata; dal 2011 si svolge a novembre su tre giornate e vede la presenza di autori, studiosi, scrittori, traduttori, oltre alla nascita parallela del sito Urbinoir e della collana Urbinoir Studi giunta al ventesimo volume (in corso di pubblicazione).


Valerio Calzolaio è stato deputato, presidente della Commissione Ambiente e sottosegretario al Ministero dell’Ambiente. È stato inoltre consulente ONU, del segretariato della Convenzione per la lotta alla siccità e alla desertificazione (UNCCD) nel 2002 e dal 2006 al 2009. Come giornalista e saggista ha collaborato con numerosi quotidiani nazionali, curando l’edizione di volumi collettanei e scrivendo libri su argomenti storici e ambientali e saggi scientifici di materia costituzionalistica. È autore di Ecoprofughi. Migrazioni forzate di ieri, di oggi, di domani (2010), Migrazioni. La rivoluzione dei Global Compact (2019), La specie meticcia. Introduzione multidisciplinare a una teoria scientifica del migrare (2019), Il forse. Cronache dalla pandemia in corso tra scienza ed etica della responsabilità (2020) e Isole carcere. Geografia e storia (2022). È componente della giuria del Premio Scerbanenco dal 2000.


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Copertina di Arcobaleno noir, a cura di Alessandra Calanchi


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