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Violenze sulle donne, 100 i casi in versilia: gelosie, liti, emarginazione

di Letizia Tassinari - martedì 3 febbraio 2009 - 4005 letture

Violenze sulle donne, 100 i casi in versilia: gelosie, liti, emarginazione

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Violenza sulle donne

Fonte You Tube

Due casi di stalking sono stati risolti in pochi giorni dagli uomini del Commissariato di Polizia di Viareggio ed hanno scongiurato il ripetersi di violenze inflitte a due donne. Il primo è finito con la condanna di un innamorato respinto, rumeno come la molestata, beccato in flagrante dagli agenti di una volante. Il secondo trae invece origine da una denuncia di una ragazza romena vessata dall’ex fidanzato italiano incline a considerare le donne dell’est come persone bisognose di sistemazione, come il matrimonio, e perciò oggetto di soprusi. La giovane residente a Viareggio da oltre dieci anni e perfettamente integrata sia socialmente che lavorativamente, si era confidata con un ispettore del Commissariato, raccontando di non sopportare più le umiliazioni e le vessazioni a cui l’aveva costretta il compagno, italiano e più anziano di lei di oltre 20 anni. L’uomo, apparentemente affabile e gentile, con il quale aveva vissuto per 3 anni, le aveva poi costruito attorno una sorta di gabbia d’oro, forse per gelosia, ma forse per totale senso del possesso, per non farla “evadere”. Toccato il fondo, con liti, schiaffi ed occhi neri anche solo per un numero di telefono trovato memorizzato sul cellulare, con scuse successive e promesse di cambiare, e mai mantenute, la ragazza aveva deciso di troncare e andarsene. Da lì era poi iniziata una serie di persecuzioni, e come un ragno che tesse la rete per catturare la sua vittima, il non rassegnato ex si era messo a pedinare la donna, appostandosi sotto casa e sul posto di lavoro, riempiendola di telefonate di minacce se non fosse tornata con lui e di centinaia di sms di amore al giorno. Come una preda da braccare, il protagonista, discendente di un’agiata famiglia di pellai di Santa Croce sull’Arno, passava ore anche a chiedere intercessione agli amici comuni dicendosi disperato. E’ stata la sezione del settore anticrimine del Commissariato, dedicata a certe problematiche a salvarl: portato il caso all’attenzione della Procura di Lucca il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso un ordine un ordine di arresti domiciliari.

Accanto al dirigente Laricchia, al vice Testaì e all’ispettore Magliulo, ieri mattina al Commissariato c’erano anche le responsabili del Centro Anti Violenza della Casa delle Donne Raffaelli e Baldi e l’assessore al sociale Fantoni. Un progetto di aiuto contro le “violenze di genere”, “L’una per l’altra”, che coinvolge il volontariato, Polizia e Carabinieri. Le responsabili della Rete, dove solo nel 2008 si sono rivolte 100 donne nelle stesse condizioni, dai 16 ai 70 anni, di persona o contattando il numero verde 800614822, mentre ancora si discute il disegno di legge sulla introduzione dell’articolo 612 bis del codice penale, che consentirà nuove misure cautelari in caso di persecuzione di una donna, chiedono a gran voce un centro di accoglienza per chi, vittima, non sa dove rifugiarsi.

Letizia Tassinari


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