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Quattro amici con la passione per il teatro

Storia di una compagnia teatrale senza fondi, ma ricca di risorse. Il Teatro Studio Militello. La ricerca, il recupero delle tradizioni.

di Paola Fagone - mercoledì 5 ottobre 2005 - 5901 letture

Nell’estate del 1995 un gruppo di amici, accomunati dallo stesso interesse per il teatro, decide di costituire un gruppo sperimentale che avrebbe dovuto esibirsi durante le manifestazioni dell’Estate Militellese.

L’esperimento riesce e con successo; gli artisti, non professionisti, prestati al teatro per pura passione, voglia di esibirsi e sottratti alle loro innumerevoli attività quotidiane ed ai più disparati mestieri, decidono di continuare e mettono in scena una serie di commedie per la Festa del Barocco, rassegna internazionale che porta a Militello artisti di indiscusso talento e prestigio. Il successo è riconfermato, il teatro amatoriale del Teatro Studio Militello a sorpresa dimostra di avere tutte le caratteristiche e le potenzialità per poter continuare nella propria attività.

L’incontro con il regista Elio Gimbo farà il resto. Si costituisce quindi un laboratorio teatrale che prevede la sua collaborazione e la sua supervisione. Sono di quegli anni (1996 - 1998) le commedie Cavalleria Rusticana di G. Verga; Chanson de Roland - Anonimo, L’aria del Continente di N. Martoglio. L’associazione culturale già costituita permette alla compagnia di debuttare fuori i confini militellesi, dapprima nella provincia di Catania, poi in differenti rassegne nel territorio nazionale.

Il gruppo affiatato e ben assortito sforna autentici capolavori interpretativi, nonostante l’assoluta mancanza di basi drammatiche o teatrali. Gli artisti interpretano i personaggi cari al teatro italiano con estrema disinvoltura e carattere, non solo, l’attività del Teatro Studio Militello si completa anche con un attento lavoro di ricerca che consente di scavare nell’immenso patrimonio culturale, storico, linguistico di Militello.

Vi è infatti una specifica attenzione al recupero di situazioni, dialetti, personaggi liberamente interpretati che appartengono alla memoria collettiva del paese. La svolta viene data dall’intervento scrupoloso di Salvo P. Garufi, direttore artistico del Teatro Studio ed autore della maggior parte delle commedie in repertorio (Conversazione del Principe, Dinastie Regali, Presepio Barocco, La Partita dei scacchi viventi, Scene da un Natale Barocco, Una canzone per Donna Aldonza). I temi ricorrenti attingono dagli sfarzi delle antiche corti feudali del Militello che fu, come dai carmi dello straordinario Pietro Carrera, ecclettico artista locale (Militello, 1573 - Messina, 1647).

I consensi del pubblico sono sempre più crescenti ed infondono fiducia ai ventuno soci-artisti, nel frattempo maturati artisticamente, ma sempre alla ricerca di nuovi spunti ispirativi. E’ il periodo dunque delle contaminazioni classiche, nel tentativo di portare in scena l’impegnativo teatro greco antico.

Lo spunto viene dal supporto importante dell’unico attore professionista, il militellese Daniele Pillirone, diplomato all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica di Roma e specializzato in regia.

Per la sua esperienza teatrale con l’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, è in grado di fornire preziose nozioni ai ragazzi impegnati nell’attività teatrale. Il prossimo 14, 15 e 16 Ottobre, durante la Sagra della Mostarda e del Ficodindia, il Teatro Studio esordirà con un nuovo genere, rappresentando una tragedia di Euripide “Le Baccanti”.

Una scelta difficile che affronta un testo tradotto da Edoardo Sanguinetti ed un adattamento del linguaggio contestualizzato all’epoca che viviamo. Le tematiche sempre attuali del teatro classico sortiranno sicuramente l’interesse del pubblico.

Sempre durante le manifestazioni della tre giorni della sagra, in occasione del trentennale della morte di Pier Paolo Pasolini, il Teatro Studio si esibirà in un recital, “Visioni Corsare”, che prevede la lettura di brani tratti dalle opere dello scomparso artista. I testi, controversi e crudi, esprimono le più toccanti tematiche pasoliniane.

Il male di vivere degli emarginati sociali del romanzo “Ragazzi di vita” e di “Una vita violenta”, rispettivamente del 1955 e del 1959; le letture tratte dalle tematiche scottanti per la società benpensante e moderata di quegli anni, raccolte nel saggio “Lettere Luterane” e dei “Scritti Corsari”, dove con estrema lucidità l’autore affronta argomenti altrimenti manipolati dalla cultura filogovernativa di quegli anni.

Argomenti attuali dunque, che riteniamo verranno affrontati con sobrietà e sensibilità dall’interpretazione dei nostri bravi ragazzi con la insana, per molti demodé, passione per il teatro.

Info: Teatro Studio Militello - email: presidente@teatrostudiomilitello.it


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