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New Social Web: il cuore metallico si occupa delle tematiche sociali

Il game designer sono coloro che si occupano di inventare i nuovi giochi da distribuire in Internet. La loro finalità è occuparsi delle problematiche sociali. Trasformare in gioco le divergenze del mondo...
di Paola Fagone - mercoledì 15 novembre 2006 - 2475 letture

Il New Social Web è la nuova frontiera del sociale via etere. E’ un fenomeno di costume che coinvolge i game designer di tutto il mondo e dilaga con successo nella rete.
Il game designer sono coloro che si occupano di inventare i nuovi giochi da distribuire in Internet. La loro finalità è occuparsi delle problematiche sociali. Trasformare in gioco le divergenze del mondo del lavoro, dell’immigrazione, dell’integrazione, degli scontri razziali o del conflitto tra Oriente ed Occidente. Attraverso il gioco è i suoi ostacoli, con ironia, si possono affrontare sfide virtuali che hanno fondamenti di realtà.
Il più quotato game designer è il danese Gonzalo Frasca. Le sue creazioni sono ispirate dagli eventi della cronaca internazionale. Formatosi con i fumetti e il cinema, soprattutto quello contemporaneo, ha mescolato i due generi ed è riuscito a creare i giochi più intriganti che confondono realtà e la finzione. Integrando la storia contemporanea, il suo social game più famoso ha per tema il terrorismo. Ogni civile ucciso fa nascere nuovi terroristi. L’intento è scuotere le coscienze e fare apprendere anche attraverso l’attività ludica tematiche di grande importanza e rilevanza sociale.

Il game designer si formano in tutto il mondo e sono l’espressione del loro mondo, del territorio da cui provengono. In Australia è molto in voga un videogioco che affronta le problematiche dei centri di accoglienza e le condizioni dei rifugiati politici.
Il game “Escare from Woomera” (www.escapefromwoomera.org) è realizzato dall’artista Julian Oliver e da un gruppo di game-designer australiani. In America con il game “take back Illinois” del gruppo Persuasive Games (www.persuasivegames.com) si cerca di migliorare il sistema sanitario americano.

In Italia i designer di Molle Industria fanno giocare i web nauti stimolandoli ad affrontare delle problematiche della disoccupazione, dei non contratti di lavoro, della flessibilità che le giovani generazioni devono risolvere loro malgrado. Internet quindi, può essere uno strumento di riflessione per quanti ne usufruiscono e lo vivono come momento di evasione. Considerando la potenza dello strumento mediatico, ci si deve porre il problema di educare gli utenti anche attraverso la comprensione di importanti questioni internazionali.
Mentre la televisione si autocelebra cercando di mettere in discussione la sua funzione educativa e se è in grado di poterla affrontare fino in fondo, l’utente della rete è messo davanti al work in progress di Internet. La rete si sta attrezzando ad affrontare nuovi sviluppi. Esaurendo il suo ruolo di contenitore pubblicitario, con uniche finalità di marketing, Internet deve necessariamente assumersi la responsabilità di veicolare anche messaggi di valenza sociale. Se non fosse così, si ritaglierebbe il solo spazio di contenitore interattivo di realtà che, fino ad un certo punto, si possono considerare "reali". Il tentativo è quello di riscaldare il cuore metallico della macchina fredda che è il calcolatore elettronico.

In qualche modo vengono mosse le stesse critiche che furono fatte alla televisione, a quell’oggetto sconosciuto che entrava nelle nostre case e doveva sostituire la saggezza degli anziani, il calore del focolare domestico, di un buon libro, di un momento di aggregazione tra degli individui che si raccontano e parlano delle loro esperienze di vita. In fondo, cosa chiediamo ai nostri elettrodomestici? Semplificare la nostra vita e renderla migliore, a tal punto da poterla considerare determinabile e forse anche prevedibile. Per fortuna, la vita ci mette in contatto con la parte più profonda del nostro Io e ci consente di poter dire con assoluta franchezza che oltre non c’è il mondo che il mondo è fatto di simili a noi che si possono comprendere, contestare, amare, odiare, ma non ignorare.

L’uomo non potrà mai ignorare un suo simile, alienarsi a tal punto con la tecnologia senza poterne uscire sconfitto, ferito, abbandonato a se stesso. Gli strumenti aiutano, ma non sostituiscono i rapporti interpersonali che consentono la sopravvivenza spirituale degli individui. Umanizzare il mezzo tecnologico diviene istintivo, ma è ridicolo quanto mettere fiocco e mantellina al cagnetto che portiamo a passeggio.


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