Ogni tanto scrivo dei miei figli

di Ugo Giansiracusa - venerdì 10 aprile 2020 - 1727 letture

Ogni tanto scrivo dei miei figli.

Insomma vi ho annoiati a morte fra fasi oppositiva del bimbo di 3 e disturbi adolescenziali della ragazza di 13.

Esigenze, bisogni, riflessioni etc etc...

In molti, moltissimi, hanno compreso quello che cercavo di comunicare. In fin dei conti utilizzo loro per parlare di altro.

Ma spesso (troppo) nei commenti arriva qualcuno a consigliare che "ci vogliono due pizze".

Passi la prima, sarà frustrato.

Passi la seconda, sarà un troll in cerca di rissa.

Passi la terza, sarà che ne ha prese tante che 2 gli sembrano carezze. Ma alla quarta e alla quinta diventa un problema.

Ve lo dico chiaramente.

Alzare le mani oltre ad essere un atto incivile è il fallimento di un genitore. È il fallimento di una società.

E non sto qui a santificare me stesso dicendo di non aver mai commesso questo errore.

Dico che in quel momento io ho dichiarato di aver commesso degli errori così macroscopici da aver innescato una guerra.

Insomma io sono stato un cretino e per rimediare alla mia dabbenaggine uso le mani.

Per aver ragione anche quando ho palesemente torto.

Come quando una società fa crescere sacche di povertà e malcontento e cerca di risolvere il problema con la repressione violenta.

Ma il problema non è di chi si ribella. Il problema è di quella società che non ha saputo dare ai propri figli quanto necessario per essere felici o quantomeno sereni.

Il problema non è il figlio o la figlia che manda a quel paese è del genitore che non ha saputo anticiparne le esigenze. E si rimedia con il ceffone. "non ti devi permettere!".

Avoja se si può permettere. Deve. È quello o quella che ha subito ed accettato tutte le nostre scelte. Se non possono criticarci loro ed essere arrabbiati chi può?

Se abbiamo fatto degli errori (ed è sicuro che li abbiamo fatti) se abbiamo commesso delle ingiustizie (ed è matematico che le abbiamo commesse) se abbiamo messo regole che noi per primi abbiamo infranto (e le infrangiamo, perché tanto le regole le facciamo noi) ci meritiamo ogni tanto un vaffa.

Ce lo meritiamo noi genitori che non siamo divinità e non abbiamo sempre ragione e a volte siamo meno ragionevoli dei nostri figli.

E se lo meritano i governanti, almeno alcuni, dato che le leggi in questo paese non sono uguali per tutti e che i loro errori a volte creano ingiustizie e soprusi veramente inaccettabili.

E no. La violenza e la repressione non sono mai, MAI, giustificate e giustificabili. Se non come atto di difesa.

Ma troppo spesso ho visto lo "stato" utilizzare i manganelli come certi genitori usano le mani.

In maniera del tutto ingiustificata. Per coprire errori e lacune. Per reprimere e riportare alla silenziosa obbedienza.

Ma non stai educando. Stai terrorizzando.

E non è esattamente la stessa cosa.


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