Mi chiedo se chi pretende di riaprire tutto, oggi, sono gli stessi che gridavano di chiudere tutto 2 mesi fa

di Ugo Giansiracusa - lunedì 27 aprile 2020 - 123 letture

Mi chiedo se chi pretende di riaprire tutto, oggi, sono gli stessi che gridavano di chiudere tutto 2 mesi fa.

Quando giornalmente si contavano meno contagi e meno morti di oggi.

Certo che è strana sta cosa.

Mi chiedo quanto influisca la propaganda.

La percezione della realtà. La sensazione di paura è insicurezza.

Un mese e mezzo fa uscire era talmente pericoloso che sembrava una follia lasciare aperte anche le industrie strettamente necessarie a far funzionare il sistema, anche in emergenza.

Oggi bisogna riaprire tutto.

Ma proprio tutto. Asili compresi. Campionati di calcio. Sale bingo. Ristoranti. Tutto.

Altrimenti come si fa?

Ma voi, un mese e mezzo fa, cosa pensavate, quando volevate tutto chiuso? Che il virus, morto di noia, se ne sarebbe andato buono buono in un paio di settimane come un turista insoddisfatto?

Pensavate che la scienza avrebbe creato in quattro e quattrotto un rimedio miracoloso?

Credevate che il governo (qualsiasi governo) avrebbe potuto risolvere una pandemia planetaria con due o tre decreti urgenti?

Di sicuro conosco due persone che ieri gridavano chiudiamo tutto, governo criminale e oggi gridano apriamo tutto, governo criminale.

Voi no? Uno che gioca con le ruspe pure in quarantena e l’altra che vuole tutto con un click.

Sarà un caso?

E ovviamente hanno sguinzagliato tutto il loro apparato di propaganda. E ovviamente, noi, stanchi di questa situazione, gli diamo retta.

La paura della malattia è stata soppiantata da altre paure e disagi e problemi.

Puntano tutto su quello. E noi dietro.

Anche se la situazione di oggi è peggiore di quando avevamo chiuso.

Anche se c’è il rischio concreto di una nuova impennata dei contagi.

Il rischio di vanificare tutti gli sforzi.

Strana cosa la paura.


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