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La corsa dell’Ora è su Netflix

Il docu-film "La corsa dell’Ora" di Antonio Bellia, vincitore del nastro d’argento come miglior documentario

di redazione cinema - sabato 15 ottobre 2022 - 2435 letture

Da sabato 15 ottobre 2022 verrà trasmesso su Netflix il docu-film “La corsa dell’Ora” del regista e fotografo Antonio Bellia, vincitore nel 2018 del Nastro d’argento come miglior documentario.

Il film, per la cui realizzazione è stato consultato il patrimonio della Biblioteca dell’Istituto Gramsci di Palermo riguardante la collezione del quotidiano L’Ora e l’archivio della redazione, è stato prodotto con il contributo della Regione siciliana - Sicilia film Commission con il supporto della Biblioteca regionale.

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La corsa de L’Ora - Pippo Del Bono attore nel docu-film diretto da Antonio Bellia

Girato in parte nei locali dell’Istituto, il film ripercorre la storia del quotidiano a partire dal 1954, anno in cui arrivò in redazione il leggendario direttore Vittorio Nisticò, e rievoca il ventennio della sua direzione da tutti considerata uno dei massimi esempi di giornalismo al servizio della lotta alla mafia.

Nell’opera di Antonio Bellia è altresì rappresentato l’impegno di una generazione di intellettuali e artisti quali Sciascia, Consolo, Dolci, Guttuso, Caruso, che si fanno carico della necessità di essere interpreti di un cambiamento sociale e civile e che scelgono il quotidiano palermitano come luogo e strumento di questa grande scommessa [1]. Il giornale in pochi anni diviene il perno della lotta alla “mentalità mafiosa”, Nisticò diventa un maestro del giornalismo e l’Ora una grande scuola, una “fabbrica delle notizie”.

“La cosa che mi ha stupito di più studiando, cercando tra gli archivi dell’Ora – ha dichiarato Bellia – è lo spessore culturale di questo piccolo giornale. Le pagine della cultura sono straordinarie. Vi erano i contributi di Leonardo Sciascia, Consolo, Bufalino, Perriera, Danilo Dolci, intellettuali siciliani e non, che frequentavano quella redazione”.

“Attraverso l’analisi testuale del piccolo quotidiano palermitano – dichiarava nel 2018 Antonio Bellia – mi son fatto l’idea che «L’Ora» rappresenta la nascita “dell’anno zero” della lotta alla “mentalità mafiosa”, rappresenta l’anno zero della presa di coscienza e di consapevolezza da parte degli intellettuali siciliani. La nascita dell’esigenza da parte loro di una presa di posizione; la lotta alla mafia doveva partire dalla accettazione del fenomeno mafioso e dalla necessità di combatterla attraverso lo strumento che gli era più consono e cioè attraverso la scrittura, attraverso la denuncia, attraverso la presa di consapevolezza che la mafia non era solo piccola criminalità, ma era diventata un elemento fondante della società civile, un elemento fondante i rapporti di potere e politica. Per la prima volta si denuncia pubblicamente sulle prime pagine di un quotidiano la connivenza tra politica e mafia e lo si fa in modo forte, palese e determinato, mettendosi contro la politica, contro la magistratura e contro una grossa fetta della parte dirigente del nostro Paese, pubblicando nomi e cognomi sulle prime pagine sia di mafiosi capimafia sia di politici, imprenditori e società civile che facevano parte di questo meccanismo mafioso [2].

Il film si avvale dell’interpretazione di Pippo Del Bono-Nisticò, attore di teatro di prima grandezza, oltre che della sapienza tecnica del direttore della fotografa Daniele Ciprì. Il film era stato rifiutato dalla Rai nel 2017, ma acquistato e trasmesso poi da Sky [3].

[1] Vedi anche: La Stampa.

[2] cfr.: FareFilm.

[3] Vedi: Palermo Today.


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