Il quadro della settimana: “Artemisia” di Harmenszoon Rembrandt van Rijn

1634. Olio su tela, cm 142 x 153. Ubicato al Museo Prado di Madrid
di Orazio Leotta - martedì 24 dicembre 2013 - 1948 letture

La tela rappresenta una figura femminile, sontuosamente vestita di abiti quasi dorati, raffigurata nell’atto di ricevere da un’ancella una preziosa coppa. La nobile dama potrebbe rappresentare la regina cartaginese Sofonisba, la quale, per evitare di cadere in mano agli odiati nemici romani, si era tolta la vita con il veleno fattole pervenire dal marito. Sulla lettura del tema si è proposta però un’altra ipotesi – oggi maggiormente condivisa – secondo la quale la donna potrebbe essere Artemisia, regina di Pergamo.

Come racconta lo storico romano Valerio Massimo, Artemisia, 64)_Rembrandt-Artemisia[1] rimasta vedova di Mausolo, aveva sentito talmente la mancanza del marito che non solo gli aveva eretto un grandioso monumento funebre, detto appunto Mausoleo, ma aveva voluto anche ricongiungersi a lui bevendone le ceneri: nel quadro, la regina sarebbe dunque raffigurata nell’atto di ricevere la coppa con le ceneri. Ambedue queste identificazioni si adattano alla sensazione dell’incombere della morte, all’atmosfera lugubre e carica di presagi del dipinto, accresciuta dalla presenza di una vecchia che emerge dall’ombra.

Qualunque sia, comunque, l’identità della donna raffigurata, senz’altro il dipinto celebra un’eroina di grande temperamento, animata da un’incrollabile fede coniugale: per questo si è ipotizzato che nel volto della figura si celi un ritratto di Saskia, la giovane moglie del pittore. Il volto della grandiosa figura è modellato con forza da una luce calda e dorata che riesce ad esaltare la sontuosità delle stoffe e i preziosi metalli lavorati della coppa oltre a fare risplendere la bionda chioma della regina.

Il nitore della pelle appare ancor più evidente accanto alla sfarzosa veste ricamata. Altro evidente contrasto si rileva dalle tonalità intense e dorate del primo piano in conflitto con l’inquietante penombra del fondo (ove si ravvisa una pittura progressivamente più sciolta e una pennellata rapida).


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