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Il Clown Nanosecondo alle prese con la Squola dei Disertori ed il linguaglio bloggaggico pro del visorio e visionario della comunità provvisoria per salvare il grano ed il formicoso…..

P.S. In questa Squola dei Disertori si incominciò (così) a studiare per diventare più stupiti e stupidi per scrivere solo fiabe. Figuratevi che anche Michè materialista comunista ma europeista incomincio(ò) a scrivere fiabe per non diventare un pennuto. In questa squola si insegna a fare il pane, ad ascoltare il silenzio ed a parlare con il vento certo è ancora tutto provvisorio ma ce la stanno metttendo tutta...Qui si insegna a fare .....uacc uaa e cantare gli onci onci ed a mettere le lucciole nei barattoli......

di Enzo Maddaloni - mercoledì 15 ottobre 2008 - 5456 letture

C’era una volta, la squola dei disertori (*), in una agalattica lontanissima. Un piccolo blog spremuto sulle montagne dell’Arminico pianeta, là dove il vento spira forte tra le candele dei lacedoni causando lo spegnimento del motore delle moto del tempo.

E, cosi i lacedoni, bisaccesi, andraettesi, candelesi e lionesi ecc. ecc. come la loro tristezza infinita, saltellavano da una sedia all’altra, da un banco allalto della squola dei disertori.

Cosi in affitto, molti di loro tentavo lo sfratto da questa scuola di vita immondezzai e salendo su una sedia con un filo elettrico di mancanza di speranza tentavano il sommo sacrificio nel tentativo di accendere la luce ed eliminare le candele. Per loro l’biettivo di illuninare le case ormai senza più vacche e buoi nei pascoli e vuoti di mobili nella squola e nelle case della speranza sul loro futuro ma non serve resuscitavano.

Questo bloggaggio provvisorio sulle montagna dell’alta irpinica del grande oriente, che non era ancora un paese, ma solo un paesologo della terra d’irpinica del grande oriente (no! State tranquilli non era un terrazzo del massone della galassia del compasso e della bilancia) alla fine era solo “sprovvistadimenta comune” e, per questo usavano come odori sempre il polvere di Basilio che era sempre un po fuori dalle righe del quaderno, perchè aveva fatto tempo indietro uno scoppio di gomma con la moto ed aveva sbattuto la testa nel cestino della colazione.

Per risolvere questo inpicaggio del bloggaggio furono chiamati un sacco di intellettuali e anche non troppi attuali, quelli di storia e di geograficamente attempati.

E, fu così che un giorno non risuscitando più a venire fuori dall’impiccaggiamento arrivò un Angelo con i salvagenti.

Si vedeva che veniva da una famiglia in alto mare ed altamente allocata. Inaffatti la su discesamente era di un villaggio della costellazione che stava a 800 mt sul livello del mare i Lombardi dei Verderosa e, fu nominato in peccato scoordinatore delle costanze tristezze del bloggaggio e degli impicaggiamenti e dopo essere entrato di piatto si mise di chiatto tanto che faceva schiattare le gomme alle moto di tutti, nel mentre mechè si tirava i capelli.

Questa cosa, inaffatto, fece un po’ innervosire un’altro angelo che si chiamava spesso da solo di nome e di fatto MichèArcangelo mentre di gnome lo chiamavano gli altri e che faceva Fumaligallimichèlemà.

Era piccolo, piccolo come uno gnomo e teneva pochi capelli, perchè se li era tirati tutti, per non andare alla guerra del Formicossovo.

Fumaligallimichélemà, parlava di costruzionare una nuova comunità multifunzionale e multitettine, non più comunista ma plurastilaista, gnostica, dea del mente tellurica dopo l’80 era un pò sbandato per l’altura.

Certamente non era zarista, comunitariamente e provvisoriamente parlando era fortemente un “multicomunista”.

Lui insisteva tanto che ad ogni scassione della sua parola faceva urtare nel muro la macchina dell’Arcangelo dei Lombardi di Verde e Rosa.

Tanto che l’Arcangelo verde e rosa, ad un certo punto andò in scissione perché non sapeva se palpeggiare lui o l’altro …era in crisi di assistenza essenziale anche lui …il rischio era grande come il parco dell’irpinia d’orienta che rischiava di perderlo e poteva diventare gay e si sarebbe beccato la scomunica del grande sacerdote del pianete Arminico.

Si certo lui continuava addire parole aVvAnVerA, e riusciva a fargliele girare a tutti tanto, che L’Ingegnènzolungo tecnico dei suoni e della orchidea bloggadica si impennò talmente con la sua moto che si bloggo talmente che arrivò nelle gole(del)to in un batter di vento di spina di grano.

L’Ingegnènzoluongo ne diceva così tante e le faceva così bene, le parole una sopressata all’altra ed alle altre che è cresciuto, con formaggio di montagna di pecora e pane di quello fato con il fornaio di Cairano.

Diventando grande, unpò sovrappeso, la madre gli comprò una moto con le ruote che giravano in maniera vorticosa, per cercare di farlo dimagrire un pò. Lei (la moto) si metteva in sella alla madre e lui le correva dietro.

E, così ha fatto tante strade, anche per via aerea. E, si la sua moto quando si incazzava di brutto gli volavano i pistoni e le catene tanto che tutti quelli che gli stavano intorno si beccavan i raggi delle ruote che si conficcavano come spine di pesce nella gola e così tacevano finalmenter e che cazz.

La sua moto, un Galletto di Guzzi, di quelli che non fanno “br, br” ma “brontolo, brontolo e spack spack”, figuratevi che era talmente intellggentissima che riusciva a parlare con la sua marmitta.

La marmitta, tanto che era brava che faceva, anche lei, un sacco di in grano con il cambio. Era velocissima e facevano così un sacco di sorpassamenti. La mamma di lui lo iscrisse alla federa del letto che faceva tante buone azioni con le moto spaziali “guzzi” che “brontolano, brontalono” e una volta addormentatisi la sera sognava mandrie di moto imbirrazzite.

La federa del cuscino che faveva nuvole di buone azioni stava bene sulla starda fino alle due di notte ed era talemente istruttiva e costruttiva che faceva anche ascensori da bagno, molto bellissimi, tanto da essere climatici e così fu richiamato come tenico ad allestire l’arredo nella scuola dei disertori. E, si bisognava cambiare tutto in questa scuola di merda.

E, così iniziò insieme allo zio a montanarsi la testata della moto con gli arredi da bagno ideal standars e ad organizzare radunate oceaniche nella sala dell’aula di magna e nel comunale di Andratta che però non poteva accogliere più di 5 umani e centocinquanta moto.

Fu cosi che nella scuola dei disertori misero misero 3 bagni e 14 ponti per cambiare l’olio alle moto.

Anche Nanosecondo aveva un moto “guzzi” perpetuo galletto.

Era proprio un cesso di moto d’epoca, tanto d’epoca che poteva viaggiare nell’epoca che voleva, tanto non pagava ne l’assicurazione, ne il bollo. Però era una grande marcatempo, avvolte ci stava sopra ore intere anzi ci trovava gusto a marcarsi con il giro su quel cesso di moto perché era un pò stitico, nonostante i cambi d’olio che si era incoiato per non inguinale il formicossovo.

E, fu così l’Ingegnenzoluongo ha cominciato a volere e rivendicare i suoi spaziassiderali e tecnicinetrgalattici ed a reclamare la sua indipendenza motoriale, per costruire la scuola degli eroi.

E, allora è arrivato l’Arcangelo di Lombardi verde e rosa (studio accozzato con un’altro angelointergalattico dei lombardi, satellite del pianete Lione) e gli ha fatto una cameretta tutta per lui in Altura.

Altura è un’altro pianeta della costellazione del Formicosolo dove gli umani che ci abitano mettono solo lucciole nei barattoli. Ma michè non c’è mai riuscito perchè prendeva sempre barattoli con i tappi grandi e le lucciole sono piccole.

E, ciò per evitare che anche lui, l’Ingegnenzoluongo, diventasse come Fumaligallimichélemà che non assecondandosi da lui (l’Ingegnenzoluongo) perché aVvolte attaccava la spina senza rosa e verde dimenticandosi che andava a batteria e allora dalla faccia verde e rosa, mettendo in moto un registratore di marca aVVanvera, (nome di marca registratore scelto apposta tanto per identificare contenente e contenuto, forma e sostanza, pane e focaccia, capra e cavoli, moglie piena e botte ubriaca, grano e zizzania, multieuropeacomunitari e comuniextralarge ma sempre comunisti, ecc.).

Certo che lui, - ma chi mo mi so perso come al solito – l’Ingenerenzoluongo ingolfato come il carburatore della sua moto guzzi, che non è un cesso come quella di Nanosecondo - ma poco ci manca che rà che la prendono e la perdonano per un un bidè.

E, sconfortato ultimamente proprio dal bidèa di una ricerca scientifica (che non conosce bene) che negli ultimi anni è stata fatta, grazie anche all’uso delle nuove tecniche neuroimmaginifiche della macchina PET (tomografia ad emissione di positroni – non negatoni) che ha rovesciato la prospettiva architettonica delle linguaccie umane, chiarendo con la varrichina, che le parole possono essere mattoni per costruire muri o per mandarle in fronte a qualcuno per farlo male come i neuroumoni a specchio, tu mi specchi ed io ti rispecchio, tu mi becchi ed io ti ribecco, chiarendo anche con il vetril, come le stesse linguacce umane dipendono dall’evoluzione delle nostre (in)capacità mentali e linguistiche e come le stesse linguacce umane appoggino i loro travianti slinguamenti ad altre facoltà (non universitarie desertificate) come l’intelligenza sociale ed ecologica ed extalologica (copia che ti passa al di la di tutto è stato già scritto), si era rotto per questo i neuroni a specchio e rischiava pure dieci anni di disgrazie. Figurat!

Quindi adesso confortato da questi studi che hanno sconfermato ciò che gli intellettuali di destra e di sinistra per secoli ci hanno propinato ma che i linguisti, i neuroscienziati (solo da pochi anni) gli Esseni (popolo morto nel mare degli antichi segreti) da 2200 anni (figurat!) ipotizzavano da tempo, ossia che nelle nuove scuole ci volevano più specchi, per stipidirsi e così finalmente stupirsi!

La componente morfologica, quella semantica e quella sintattica del linguaggio sono dotate di una loro individualità, anche spaziale e l’approccio tradizionale: fonetici e fonemi dei primitivi, innati e arbitrari, dipendono solo dai loro vincoli bio-meccanici-nuoronali "specchio/specchio" ....delle mie brame chi ha la più bella moto provvisoria della comunità provvisoria e multidimensionale?

E, cosi compresero, con le loro moto che erano molto intelligenti, non evitarono più di porsi la domanda “da dove deriviamo?”. ....O meglio, da dove discendiamo?

Alla fine festeggiarono provvisoriamente il compleanno della comunità e arrivarono alla conclusione che non discendevano dalle scimmie come Darminico aveva sostenuto fino a quel momento, ma sia lui che tutti gli altri comunisti ops pardò comunitari, come Michèlemà, dopo aver compresso purè e pesche compresero che si mangiava tutti i giorni le banane, per metterle nelle marmitte per sparare delle scorregge potentissime con le loro moto capirono cosi finalmente che discendevano dalle moto e non dalle sciemmie.

Per questo motivo l’Ingegnenzoluongo si rese conto che aVvolte non c’è bisogno di matera le spine nelle rose, anche perché le pesche non vanno correndo come le spine delle rose che vanno a solo a batteria, e che aVvolte qualcuno, come Michèlarcangelo Fumaligallimichelema, possa sembrare che utilizza parole inventate e prive di senso (definite pseudoparole), ma in effetti esse da sole si muovono, nello spazio tempo del suo passato, che ha perso ogni riferimento con il presente.

Il problema è però, continuando a rispettare (almeno) solo le regole grammaticali (non sempre ci riesco) e non quelle più della logica corrente appunto delle spine delle rose verdi perché a Vvolte anche l’acqua innaffia le spine senza rosa, sparare dalla marmitta della moto qualche banana non credo che possa far a qualcuno anche il potassio fà mantenere la pressione piu’ costante nelle ruote.

Finalmente, esclamò: "E, che palle cu sti rosa verde, coloriamole gialle il colore della gioia e dell’amicizia!"

Durante questi esperimenti cromatici del come colorare la vita è stata rilevata l’attivazione di una componente profonda e selettiva dell’area di “brocca” nella regione frontale inferiore dell’emisfero destro.

E’ stato inoltre osservato che, all’interno di questo sistema, il nucleo caudato e l’insula dell’emisfero sinistro si attivano selettivamente soltanto durante il processo di analisi sintattica. E che le masse dei volumi concomitanti, scovolgono un’alliterazione biologica nel sub cosciente, mentre i toni ultrasonici sviluppano una corrente anonima tripartita, che accende fiamma nel pupillo del sentimentalismo. In parole crociate: l’amore.

E, fu cosi che l’ingegnenzoluongo si cromò la moto tutta di giallo, di arancione e di rosso per far felice l’Argangelo Michè.

Da qui il ricongiungimento ionosferico del lato sinistro e destro del cervello. Il maschile e il femminile…che finalmente univa l’utero al dilettevole senza lesbo e gay perchè lui era maciste.

E, cosi risuscito dalla tristezza e mise in asse la convergenza delle ruote della moto per ripartire in cinque uomini alla ricerca del sesto: si chiamava Consapevole ed anche lui aveva una moto perpetua.

Solo così unificandosi con gli altri avrebbero dato il tratto ai loro sensi che per il momento erano solo cinque dell’ave maria.

Quando risucirono a trvare Consapevole furono capaci tutti di sorvolare "provvisoriamente" il fomicossovo con le moto del tempo, nel metrò alcuni strani omini stavano tentando di fare dei buchi giganteschi per terra per piantare carotoni giganti.

Più in la pero di spaccone nel mentre pensavano di vacche videre alcune capre, conigli, maiali ed uomni tutti nudi che correvano con gli obrelloni per andare prendere il sole stessi come l’ombra sotto le eliche delle palle eloiche che nel frattempo giravano senza spine nella corrente e per questo si poteva risparmiare di costruire anche le coperte termonucleari.

Vai facile! Gridò un antico contadino che con le spine in grano la marcia gioiosa della vita nel mentre gridava: Berlusconi illunimanci tu: datti fuoco!

E tutti cosi poterono prendere le lucciole per metterle nei barattoli.

E, tutti visssero felice e contenti senza discariche e coperte termonucleari perchè avevano capito che superate tutte le rotture di ruote, finalmente, potevano morire non più conversanti ma resuscitare vivissimi insieme alle lucciole nei barattali all’ombra delle rose senza spine di grano del formicoso per costruire tutti insieme la vera scuola di terra, del cielo, del grano, del vento, del silenzio e del sorriso.

(continua)

C’è bisogno di nuove scuole in Italia. Dove ci siano maestri capaci di insegnare la fantasia, a fare acrobazie ed a far girare le palle e le clave. C’è bisogno di nuove scuole di eroi e non di disertori. C’è bisogno di continuare a fare il pane. Io amo mangiare il pane e per fare il pane serve il grano. In uno dei pochi posti in Italia dove si pianta ancora il grano per tutti noi, ci vogliono costruire una mega discarica da tre milioni di metri cubi di munnezza.

Salviamo il formicoso, per poter continuare ad insegnare ai nostri figli che l’isola che non c’è esiste per d’avvero. E’ il luogo dove il vento scuote gli animi ribelli e il sole regge le spighe, nel bene e nel male. Dove c’è l’unione tra il cielo, la terra e quel che c’è in mezzo...Guardala qui (foto) si chiama l’isola del Formicoso.

E’ troppo bella per non essere più vera.

Questa è l’area che vogliamo salvare e dove vogliono metterci la megadiscarica......si al parco dell’irpinia d’oriente dove ancora si vedono le lucciole di sera.

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com:80/no-alla-discarica-del-formicoso/

http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157604801105191/

questa è la scuola dei disertori (*):

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/09/14/la-scuola-dei-disertori/#comments


- Ci sono 3 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Post Scritteriatum Avvanvera
16 ottobre 2008, di : Enzo Maddaloni

Scuola di disertori o di eroi?
Post Scritteriatum Avvanvera
16 ottobre 2008, di : Enzo Maddaloni

Squola di disertori o di eroi?
SQUOLA DI DISERTORI, Mi sembra ovvio...
4 novembre 2008, di : Enzo Maddaloni

Più che di punti dettagliati http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/11/03/idea-della-comunita-provvisoria/#comments ci sarebbe bisogno di UNA VISIONE PROFONDA.

L’osservazione del periodo di sperimentazione fin qui fatto dalla Comunità Provvisoria avrebbe bisogno dell’avvio di una nuova fase che chiamerei “VISIONE PROFONDA DELLA COMUNITA’ PROVVISORIA”.

Perché visione profonda?. Qui mi viene in mente Einstein quando descrisse il processo mediante il quale era arrivato a definire la teoria della relatività: la chiave, disse usando una parafrasi, era consistita nell’osservare il dato sperimentale attraverso l’IMAGGINAZIONE DI UN BAMBINO, in quanto svincolata dalla conoscenza della fisica newtoniana; solo allora fu in grado di superare la tradizionale ottica meccanicistica di interpretazione del mondo.

Nella sostanza c’è bisogno di eliminare propri i PUNTI di PARTENZA LIBERANDOCI dai NOSTRI SCHEMI MENTALI per raggiungere un reale LIVELLO DI LIBERAZIONE cognitivo dell’attuale situazione: nella sostanza la VISIONE PROFONDA è la VISIONE DI UN BAMBINO CHE SI FA’ SOLO DOMANDE (senza pretendere di dare risposte nell’immediato).

Qui ne accenno alcune:

- Se avreste la libertà totale di impostare un nuovo corso partendo dai vostri cinque sensi per ricercare il sesto coscienza e consapevolezza rispetto all’esperienza fatta fino ad oggi, come la progettereste questa comunità provvisoria?

- Nella sostanza qual è (oggi) la vostra visione profonda di bambino ?

Provate ad essere creativi; Non frenate la vostra fantasia; Non limitatevi all’idea vecchia ne tanto alle tradizioni; Anziché sollecitare dibattiti sui vari piani di azione affidatevi al processo più che alle vostre convinzioni; provate a farvi domande e a darvi risposte che alimentano la consapevolezza di appartenenza alla comunità, una comunità da poco costituita deve andare alla ricerca di uno scopo unificante; una visione profonda richiede semplicità e re/iscrizioni di significati terminologici come: democrazia, spiritualità, censure, blog, ecc. (per citarne alcuni); in caso di crisi c’è bisogno di fare chiarezza sui termini che potrebbero risultare ambigui prima di procedere con il processo di ri-definizione e poi ri-costruzione della comunità provvisoria.

Risposte come: NO perche’!; O si però! NO non ho tempo; INIBISCONO LA LIBERA CIRCOLAZIONE DI IDEE (un po’ come già è successo)… E, solo questa NUTRE LA VISIONE PROFONDA DELLE COSE CHE SI VOGLIONO REALIZZARE.

Dopo quindi le domande una delle pratiche preparatorie potrebbe essere UN COUNCIL nel quale si parla con il cuore di bambino e si cercano di dare le risposte giuste al nuove sentire comunitario.

Per questo come Clown Dottore della Comunità Provvisoria ho dichiarato “QUARANTENA” il virus della tristezza imperversava e l’angelo della morte aveva già fatto troppe vittime, non c’è bisogno più di eroi ma solo di disertori per recuperare una VISIONE PROFONDA (in silenzio ed in profondo ascolto di se e delle domande che gli altri ci possono rivolge).

Appuntamento a ROCCA SAN FELICE (AV) il 10 dicembre alle ore 18,00 al solito posto (chi vene, vene) vi aspetto.

ops….ssssssshhhhhhhh adesso rispettiamo la "QUARANTENA"…dormo ronc,….ronc,,,,ronc…Nanos