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"Salerno in Piazza": Priorità alla Sanità Pubblica!

Il coordinamento delle Associazioni "Salerno in Piazza" e del Tribunale dei diritti del Malato di Salerno nella giornata del 9 novembre 2020 ha rivendicato di nuovo con forza di dare “Priorità alla Sanità Pubblica”.
di Enzo Maddaloni - mercoledì 11 novembre 2020 - 318 letture

I cittadini sono esausti. L’ASL risponde. Cittadinanza Attiva, il Tribunale dei diritti del Malato e il coordinamento di associazioni cittadine “Salerno in piazza” hanno rivendicato e ottenuto un primo incontro lunedì 9/11/2020 con i vertici dell’ASL Salerno.

Una delegazione del Coordinamento è stata quindi ricevuta alle 12,00 del 09/11/2020 dalla Direzione Generale dell’ASL di Salerno.

"Il coordinamento attende ora riscontri concreti alle richieste anche recepite dalla delegazione di parte pubblica dell’ASL di Salerno.

Nel corso dell’incontro il Coordinamento "SALERNO IN PIAZZA" ha ribadito che l’emergenza Covid in corso ha scoperchiato il vaso di Pandora, delle ormai insostenibili inefficienze causate da una storica precarizzazione dei principi di prevenzione socio-sanitaria primari sul territorio che dovevano essere già strumenti operativi della riforma del sistema sanitario come: la continuità assistenziale di medicina territoriale integrata, l’assistenza domiciliare integrata, tanto a livello nazionale quanto ed in particolare a livello regionale.

Dopo otto lunghi mesi dall’inizio di questa pandemia, ed in mancanza anche di un Piano Pandemico Nazionale (pare pure "segretato" vedasi trasmissione Report del 02/11/2020) il personale medico e tutti gli operatori sanitari non sono gli unici ad essere esausti. Sono anche tanti cittadini a non reggere più lo stato di confusione e caos in cui versa la sanità pubblica.

Nello specifico ai cittadini salernitani è stata ufficialmente preclusa la possibilità di utilizzare i servizi radiologici, sia dell’unico ospedale, il Ruggi, sia delle strutture di sostegno al servizio sanitario come il Da Procida.

Nel contempo tutte le cliniche private e i centri diagnostici hanno esaurito i tetti di spesa convenzionati.

In altre parole, tantissime persone affette da malattie anche croniche, addirittura malati di cancro, che necessitano di esami costanti e soprattutto costosissimi, ora sono costretti a pagarli di tasca propria. Chi non può permetterselo, ha smesso di monitorarsi.

E’ per questo che Cittadinanza Attiva, il Tribunale diritti del Malato e il coordinamento di associazioni salernitane “Salerno in piazza”, per lunedì 9 novembre 2020, aveva organizzato un presidio di protesta sotto la sede dell’ASL di Salerno in via Nizza previsto per le ore 15,30 poi rinviato a fronte della convocazione dell’incontro tenutosi nella stessa giornata alle ore 12,00 con la Direzione dell’ASL di Salerno che compre, per competenza, tutto il territorio della stessa provincia.

Il coordinamento a conclusione dell’incontro ha sottolineiamo la disponibilità dell’ente sanitario ad ascoltare le istanze dei cittadini, ricevendo in riunione una propria delegazione (ristretta).

Il confronto sembra aver prodotto più di un risultato sperato:

- gli stessi rappresentanti dell’ASL hanno sottolineato la criticità del momento, mettendoci anche al corrente delle prossime iniziative con le quali tenteranno di potenziare l’erogazione dei servizi sanitari in territorio salernitano. Come nel caso dell’apertura immediata di un’USCA (Unità speciale di continuità assistenziale) per il Covid in via Allende a Salerno, oltre attivarsi per completare l’apertura di tutte e 26 USCA (pare inizialmente) previste dai decreti (inizialmente) per la provincia di Salerno (al momento ne sono state già attivate 14 in provincia) ed ora indicate in 22 nell’allegato "piano di potenziamento" pubblicato in questi giorni (novembre 2020) nel BURC della Regione Campania.

Da entrambe le parti si è mostrata consapevolezza sull’insufficienza di una sola unità di crisi per una città con oltre 130mila abitanti, e ciò considerato che il parametro-standard per singola USCA prevede un bacino di 50000 abitanti ma la stessa ASL ha assicurato l’impegno a potenziare innanzitutto il personale di questa prima USCA a Salerno ed alla quale dovrebbero seguirne almeno altre due in tempi più immediati per Salerno città;

- il coordinamento ha anche chiesto che l’attività dell’USCA istituita, e delle prossime 26 per tutta la provincia di Salerno, sia assolutamente conforme al protocollo previsto dalla legge, svolgendo sia TUTTE le attività di diagnostica e monitoraggio, ma anche di integrazione alla continuità assistenziale e medicina territoriale, attraverso il supporto dei Distretti Socio Sanitari, ribadendo che l’intervento socio-sanitario per combattere l’epidemia in corso va riformulato sui principi di INTEGRAZIONE E PREVENZIONE PRIMARIA sanciti dai principi di riforma stessi del sistema sanitario nazionale e richiamati nella Legge 833/78 e sue successive integrazioni, all’interno dei territori, per evitare il ricorso, quando non ce n’è bisogno, al ricovero ospedaliero per non strangolare le stesse capacità degli ospedali. Insomma portare a casa del paziente l’ospedale nei casi meno acuti dei sintomi con tutte le misure di tutela necessarie;

- Altresì il coordinamento ha chiesto il potenziamento del poliambulatorio già esistente nel quartiere di Pastena-Salerno, che venga dotato di un ecografo con tutte le sonde necessarie e di nuova generazione, e di una TAC, per consentire con la piastra radiologica (di cui già è dotato) tutti gli esami necessari, ad esempio ai pazienti oncologici e non solo.

Le parti hanno confermato un nuovo incontro già fissato per il 30 novembre 2020 - tra associazioni sottoscriventi, cittadinanza e ASL Salerno - per fare un punto sullo stato delle richieste avanzate e in generale sull’attività istituzionale a tutela della salute delle persone.

Per noi cittadini tutto ciò resta un diritto inviolabile sul quale la politica non può mai agire al ribasso, nemmeno e soprattutto durante una pandemia. Per questo NOI cittadini non abbasseremo la guardia." (dal comunicato stampa del coordinamento Salerno in Piazza)

Contatti Coordinamento "Salerno in Piazza": Margaret Cittadino – 335.7488485 Lambros Adreou - 340.9076682

"Riflessione Postuma"

Come in ogni aspetto degli approcci di buona sanità e di buona salute la priorità è l’integrazione degli approcci medici, e mai come nel caso dell’emergenza covid, ciò può ritenersi fondamentale ed unica strategia.

D’altronde, tutto ciò era già scritto e previsto nei principi di Riforma del Sistema Sanitario Nazionale con le Legge 833/78 con il 60% delle risorse da destinare al territorio ed il 40% agli ospedali: l’integrazione della presa in cura della persona; resta oggi ancora più valida di prima, salvo le scelte storiche sbagliate di invertire l’uso delle risorse economiche a favore degli ospedali a danno della prevenzione e della rete territoriale. Tutti i nodi vengono al pettini dopo una politica selvaggia di Ospedalizzazione.

Il concetto di prendersi cura non è stato mai avulso dai contesti sociali nei quali si vive e specialmente oggi dove i virus volano comodamente seduti negli aeroplani o in piccoli animaletti anch’essi volanti?

Lo stesso aggravarsi di questa situazione, al di là di ogni giudizio di parte e di merito, risponde più a logiche di schieramenti strumentali che a rifletterci assumono due nature:
- consumistica con lo "stiamo aperti";
- od a logiche di copertura di carenze con lo: "stiamo chiusi".

Ora visto che ci dobbiamo convivere ancora a lungo con questo "blip" di Virus, tanto vale comprendere che la questione non sta tanto nel fatto di preoccuparci di mettere in sofferenza gli ospedali, ma semmai del trasferire l’ospedale nei territori, attraverso i vecchi principi della stessa riforma sanitaria, poi strumentalmente e in gran parte negati, a favore delle prestazione ad alto costo, attraverso il sistema dei DRG (valori economici per tipologia di prestazione di ricovero) che hanno avuto, nel corso di questi anni, solo il merito di aver affamato il sistema: "debiti pubblici, privati interessi (?! Gli esempi sarebbero molti da fare e ve li risparmio).

Dire ed accusare oggi che il sistema sanitario non funziona da parte di chi ha prodotto tutto ciò è il vero negazionismo, che falsifica la realtà dei fatti ed è un’ipocrisia politica criminale di sistema creata ad arte da qualcuno per indurci a cambiare sistema: Pubblico o Privato?.

Questa si resta l’unica cosa negazionista oggi, da parte di alcune classi dirigenti politiche che hanno esse stesse prodotto questo risultato in tanti anni di smantellamento di quelle strutture socio-sanitarie deputate alla prevenzione e alla prese in cura dei pazienti, oggi affermano ed hanno la faccia tosta di dirci il contrario di tutto. Ciò non è più sopportabile!

Questo è il SUPER VIRUS che va estirpato perché ha INFETTATO GIA’ PRIMA DEL COVID i nostri cervelli e parti della stessa e cosiddetta sinistra che ha sempre cercato di scimmiottare principi di liberismo del si salvi chi può, nel mentre la destra liberista e marcia ci sguazza.

Questo è il vero delitto compiuto e perpetrato almeno negli ultimi 30 anni da tutti, nessuno escluso e guai a scagliare la prima pietra perché si correrebbe il rischio di buttare con l’acqua sporca anche il bambino e specialmente di fronte all’arroganza e scelleratezza di una classe politica che ci racconta da anni e ancora oggi che "privato è bello".

Oggi urge fare un piccolo passo indietro e, attraverso i sistemi delle strutture socio-sanitarie e distrettuali pubbliche deputate alla tutela della salute pubblica, ribadire con forza che la salute non è una merce!

C’è bisogno come sostiene il Coordinamento "Salerno in Piazza-priorità alla Sanità Pubblica" di attivare le strutture necessarie come le USCA in tutti i territori in rete ed integrati alla Continuità Assistenziale - Ospedale di Comunità, ecc. senza "regalare" più soldi alle strutture private. L’unica mia preoccupazione e che dopo un "escursus progettuale dei diversi Piani" (Mda Marzo a Novembre/2020 da parte della Regione Campania, va preso atto anche che il personale necessario (medici e infermieri, oss) sarà integrato a far data dal 1° gennaio 2020. Senza parlare poi delle programma di connessione on line "SINFONIA".

Forse per questi motivi ancora oggi si fa ancora ricorso alle Case per Anziani in alcune regione per destinare persone anziane positive al covid con tutto ciò che questo ha rappresentato appena poco tempo fa, nel nord Italia, forse perché il modello ha funzionato talmente bene (sic!) da esportarlo? O perché poi in fondo "gli anziani non producono"(?) La guerra tra generazioni è esplosa già da tempo e non ce ne eravamo accorti?

Urge ricostruire un etica del concetto di buona vita e buona salute.

Urge riportare nei luoghi di vita la medicina che cura e si prende cura. Urge ricostruire un tessuto sociale di solidarietà tra gli umani, contro ogni odio e divisioni. Urge ricostruire più che strutture di "Continuità Assistenziale" le "Comunità che si prendono cura di ..." dei propri vecchi, grandi e piccini, in ordine ai livelli di gravità delle stato di salute e delle esigenze sociali in cui versano.

Questa è l’unica strada percorribile, oltre ogni paura e per prendersi cura, prima ancora che della malattia, di tutto ciò che di umano ci resta, infondendo negli animi delle persone finalmente fiducia, speranze, amore e non più odio e paure.

Insomma, d’ora in poi, ognuno deve dare conto di quello che fa.

Rivendicare diritti non basta più c’è bisogno di rivendicare doveri da parte di chi opera in questi settori pubblici primari e chiedere ogni santo e benedetto giorno di vita che ci resta: come stai spendono i soldi in sanità? Rispondono a bisogni reali, oppure a indotti bisogni e strumentali interessi di parte?

"Non tutti i mali vengono per nuocere?" Certo, se penso ai morti che ha prodotto penso proprio di no anche perché sono in età a rischio, pure pensionato e un po’ rincoglionito - come già sapete - ma resta un occasione preziosa per riflettere e per chiederci tutti dove abbiamo sbagliato?

Perderla questa occasione sarebbe il vero disastro umano.

La terra è incinta sta nascendo il nuovo.

(Riflessione Postuma a cura di Enzo Maddaloni)

P.S. Il primo protocollo delle USCA è stato emanato il primo a Marzo, poi Aprile, Maggio, Luglio, Ottobre fino all’ultimo qui allegato di questi giorni da parte della Regione Campania. Non so se in questa corsa al virus, hanno fatto meglio le altre ma non credo.


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