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Diario inutile

Torniamo a parlare di Siracusa e dei suoi problemi quotidiani. Lo facciamo ispirandoci a una rubrica utilizzata dal settimanale “Avvenimenti”, durante la sua diffusione cartacea degli anni Novanta.

di Piero Buscemi - mercoledì 4 aprile 2007 - 4950 letture

Abbiamo voluto rispolverare il settimanale Avvenimenti, modello di cronaca alternativa nato nei primi anni Novanta e molto diffuso ai tempi della Prima Guerra del Golfo. Quella voluta da Bush padre, per intendersi. Lo facciamo per riepilogare alcune notizie recenti, inerenti la città di Siracusa.

E’ doveroso fare una premessa. Una premessa legata, come ogni anno, all’avvicinarsi della stagione turistica per eccellenza, che tocca l’apice in estate, ma che già in queste settimane pone i presupposti per preventivare l’andamento dei mesi che verranno. E’ di questo periodo, anche, l’abitudine di tornare a discutere delle potenzialità di Siracusa nell’economia turistica, dello sfruttamento del suo attributo “Patrimonio dell’Umanità”, del riciclaggio ambientale della sua zona industriale.

Siracusa è, e rimane in ogni caso, una città. E come tale, accomuna la propria individualità con il destino delle altre città italiane. Con i sue problematiche e le sue contraddizioni, difficilmente oscurate dai panorami paesaggistici e dai siti storico-architettonici, che da sempre, hanno attirato il visitatore. Gli avvenimenti accennati, e in ordine cronologico sparso, tenteranno di “attirare” la sensibilità di coloro, che nativi o soltanto ospiti, sperano in un utilizzo diverso delle risorse di questa città.

Cominceremo ricordando, o forse comunicando, la notizia dell’incendio sviluppatosi la scorsa settimana, allo stabilimento Sicarb, un’azienda che produce carbone da gusci mandorle nella zona industriale di Siracusa. La preoccupazione per la vicinanza ad alcuni impianti che lavorano combustibili, nella vicina strada statale 114, ha messo in apprensione il nucleo batteriologico dei vigili del fuoco e della protezione civile regionale. L’incendio, domato un’ora dopo, si era sviluppato un camino della "Sicarb", a causa del surriscaldamento dei filtri. La diagnosi successiva, che ha escluso la tossicità’ del fumo sprigionatosi, non ha “spento” l’allarmismo diffuso e giustificato per la pericolosità della zona, di recente spesso coinvolta in incidenti della stessa natura.

Siracusa, inoltre, ben rappresenta la malasanità italiana, al centro delle cronache nazionali da un po’ di tempo. Un esempio è l’inchiesta avviata ai danni dei cinque, tra medici e infermieri, per la morte di Ornella Cassola, 63 anni, deceduta dopo un’operazione a un braccio fratturato all’ospedale Umberto I. Un episodio che si va ad aggiungere agli altri incresciosi ed inaccettabili, casi di decesso, le cui motivazioni sono oggetto di altre indagini da parte degli inquirenti.

Non va meglio neanche per il fenomeno bullismo scolastico, vero o presunto, secondo le smentite della trasmissione televisiva “Striscia la notizia”, sul caso montato con sapienza cinematografica da un gruppo di ragazzi di Napoli, che scandalizzò l’opinione pubblica, qualche settimana fa. A Siracusa, mai ultima in questi casi di arroganza gratuita, una madre, accompagnata dalla figlia, ha aggredito e malmenato un’insegnante di inglese, perché non condivideva il giudizio della teacher sulla conoscenza della lingua da parte della studentessa. Un giudizio espresso con un brutto voto in pagella. Un ottimo esempio di proselitismo educativo per le giovani generazioni.

Nel campo immigrazioni, Siracusa interessata da sempre al fenomeno degli sbarchi di clandestini, intercettati al largo delle sue coste, si ritrova anche a dover gestire i conflitti etnici, che sfociano spesso in episodi di violenza e rivendicazione territoriale. Eventi che le forze dell’ordine, ridotte ai minimi termini per politiche economiche al risparmio, non riescono a contrastare del tutto. Caso recente, ma non ultimo, un uomo polacco di 22 anni ferito alla gola da una coltellata, nei pressi della stazione centrale ferroviaria.

Scontato sottolineare, poi, che Siracusa può vantare criminali indigeni di spicco, utili a riempire le pagine di cronaca nera dei quotidiani locali. A volte il diavolo ci mette la coda, ed allora un giovane strappato alla vita, può far riflettere più che un commento di piazza, perso nelle esternazioni notturne. E così, la morte del ragazzo di 15 anni ucciso a coltellate su un autobus di linea, da parte di uno squilibrato cinquantenne, con documentati precedenti di violenza, ha scosso la distrazione della gente. Le cause, poi, di quest’assurdo delitto, imputabili al fastidio procurato dal quindicenne con il suo vociare, costituiscono un aggravante sull’eventualità di non aver limitato adeguatamente il campo di azione dell’omicida.

Potremmo dilungarci con la descrizione di altri episodi, che rischierebbero di sminuire l’attributo di “patrimonio”. Potremmo parlare del pesce contaminato dagli scarichi delle raffinerie, esposto nei banchi dei mercati rionali della provincia. Potremmo parlare delle voragini, che gli acquazzoni stagionali ci lasciano come eredità, in attesa che l’amministrazione ripaghi i danni fisici procurati al malcapitato, che ci è finito dentro con la ruota anteriore del motorino. Potremmo parlare dell’ennesima falla del sistema idrico cittadino. O potremmo parlare dell’immondizia riscontrabile nelle riserve del Ciane, delle Saline o del Plemmirio. Preferiamo fermarci qui. Riserviamo il resto per nuovi spunti sui quali costruire altri articoli di denuncia ed indignazione. Nel frattempo, attendiamo i suggerimenti dei lettori, che ci sottolineeranno gli argomenti che distrattamente, abbiamo tralasciato.


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