Un fine settimana con Sofia...

...passando per gli Scavi di Pompei

di Piero Buscemi - mercoledì 29 maggio 2024 - 790 letture

Pochissime notorietà del cinema, e non solo, possono vantare il privilegio di far parlare di sé dopo oltre settanta anni di carriera, come nel caso di Sofia Costanza Brigida Villani Scicolone, in arte Sofia Loren . Il primo film che l’ha vista protagonista è Cuori sul mare del 1950, alla regia c’era Giorgio Bianchi, il regista di Totò e Peppino divisi a Berlino (1962) per intenderci, l’attrice fu accreditata come Sofia Cicolone in un ruolo secondario. L’ultima volta che l’abbiamo vista recitare è stato con il film La vita davanti a sé del 2020 e con la regia del figlio Edoardo Ponti. L’auspicio è di poterla rivedere presto sul grande schermo.

Quando si parla della Loren, poi, non è mai necessario utilizzare il cognome, che sia quello all’anagrafe o quello d’arte. Sofia è più che sufficiente per capire subito a chi ci stiamo riferendo. Le occasioni e i modi per omaggiare la sua capacità recitativa e, soprattutto, la sua intensità nel trasmettere sempre in tutte le sue interpretazioni, quel lato umano che una diva di una bellezza ancora disarmante, ha fatto la differenza con tante altre protagoniste della settima arte che l’Italia ha potuto vantare nella storia del nostro cinema.

Ci siamo recati, così, a Sorrento per farci coinvolgere in uno di questi omaggi all’arte di questa vera eccellenza italiana. Venuti a conoscenza di una mostra fotografica, ci siamo recati sul posto per ripercorrere la carriera dell’artista attraverso le immagini esposte. Organizzata dall’Associazione “Piacere Sorrento“, in collaborazione con la Galleria di Raffaele Celentano, ABout by Stylo Project, About Sorrento, e con il prezioso contributo dell’English Inn e il patrocinio del Comune di Sorrento, la mostra è stata allestita in uno dei due muri che costituisce quello che viene considerato il più stretto vicolo della cittadina, ossia il Vicolo II Furio, notissimo ai turisti perché è il punto di partenza per percorrere la discesa che conduce a Marina Grande, la cui spiaggia è stata più volte palcoscenico particolare per gli scatti fotografici che l’hanno vista protagonista. Sarà possibile visitarla fino al prossimo 2 giugno.

Sofia con Totò, Sofia con John Wayne, Sofia con Vittorio De Sica, Sofia con Walter Matthau. Sofia con tutto il suo fascino intramontabile. Queste alcune delle immagini che si possono ammirare, facendoci conquistare da quella sana nostalgia che non è solo legata a quegli anni, che pensiamo migliori, ma anche da quella emozione che ogni singola sequenza filmata ci riconduce ad una delle più grandi attrici italiane di sempre. Non esagerato, considerarla la più grande in assoluto.

Quale occasione migliore, trovandoci in Campania, per approfondire i ricordi legati alla carriera dell’attrice e raggiungere la Certosa di San Lorenzo a Padula, nell’entroterra salernitano. Per chi non lo ricordasse, la Certosa è stata scelta dal regista Francesco Rosi per girare il suo C’era una volta... nel 1967. La storia impossibile d’amore tra la popolana Isabella Candelora, interpretata manco a dirlo da una conturbante Sofia Loren, e il principe spagnolo Rodrigo Fernandez, i cui panni furono vestiti da Omar Sharif, che due anni prima aveva interpretato Il Dottor Zivago di David Lean.

La visita alla Certosa merita una sosta obbligata. Una costruzione che risale al 1306 e che, per secoli, ha ospitato i monaci certosini. La storia di questo convento fu traviata dall’arrivo di Gioacchino Murat, fidato uomo di Napoleone Bonaparte, che soppresse l’ordine e trasformò lo stabile in una caserma. Dopo un temporaneo rientro dei certosini con il ritorno al potere dei Borboni, gli stessi furono costretti ad abbandonarla definitivamente dopo l’Unità d’Italia.

Utilizzata come carcere e campo di concentramento durante le due guerre mondiali, dal 1957 ospita un Museo archeologico che conserva i resti recuperati nelle necropoli di Sala Consilina e Padula. Nella Certosa, oltre ai numerosi chiostri meritevoli di una passeggiata sotto i portici, c’è da ricordare la famosa frittata dalle mille uova che, seconda un mito mai sfatato, fu preparata dai monaci in occasione della visita di Carlo V che passò dalla Certosa nel 1535, di ritorno dalla conquista di Tunisi, strappata agli Ottomani. Una tradizione che si ripete ogni anno in agosto a ridosso della notte di San Lorenzo.

Per raggiungerla, consigliamo vivamente di non impostare alcun navigatore, in quanto si rischia davvero di percorrere strade secondarie e sterrate non proprio battibili facilmente. Uscendo a Padula-Buonabitacolo sulla autostrada A2, la Salerno-Reggio Calabria, sono presenti le indicazioni sulla destra del primo bivio. È sufficiente seguire la SP 19 e le successive indicazioni per la Certosa.

Durante in nostro fine settimana tra la provincia di Salerno e quella di Napoli, non potevamo resistere alla tentazione di entrare per l’ennesima volta all’interno degli Scavi di Pompei. Un’emozione che si rinnova ogni volta, tra luoghi già visti, tra quelli da rivedere con maggiore attenzione, tra quelli che si sono aggiunti nel corso degli anni e quelli, inevitabilmente, che abbiamo dimenticato. È come rivedere un film di Sofia Loren e scoprire sempre nuovi dettagli che sono stati trascurati nelle precedenti occasioni.

Tornando alla Loren, il prossimo 20 settembre, ’a femmena divina per eccellenza, festeggerà il compleanno. Nel pieno rispetto della più tradizionale scaramanzia che questi luoghi ci suggeriscono, non anticipiamo gli auguri, né tanto meno ci permettiamo di indicare quanti anni saranno. Doveroso stringere in mano il corno rosso napoletano perché, come ebbe a dire un altro artista partenopeo, il grande Eduardo, "Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male".

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Sofia e John Wayne
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Sofia e Totò
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Sofia e Walter
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Mostra Sofia a Sorrento
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Ingresso Certosa San Lorenzo
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Cortile
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Interno
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Refettorio
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Pompei


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