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A raffinerie alterne

Anche Siracusa è rientrata nelle verifiche periodiche sulle condizioni dell’aria della Regione. I risultati hanno dato esiti preoccupanti: al via le targhe alterne.

di Piero Buscemi - mercoledì 19 luglio 2006 - 3413 letture

A Siracusa mancava solo questo provvedimento del Comune, per essere integrata totalmente all’interno del circuito delle grandi metropoli italiane. Lo si era già fatto con le autorizzazioni alla creazione di almeno 5 mega supermercati della grande distribuzione, così tanto in voga di questi tempi. Si erano riusciti anche, a superare gli ostacoli di competenza che, si è saputo dopo, hanno sgravato la città di almeno un iper, visto che l’accesso è situato sul lato sinistro della strada, di competenza di altro comune. Questo ha permesso di poter ottenere altre concessioni per la realizzazione di nuove isole del consumismo, nel caso se ne sentisse il bisogno. Il progetto di gestire la città come se fosse una grande metropoli, era stato perfezionato con le rotonde alla francese, ma l’ultima novità è stata una scelta doverosa nei confronti dei cittadini, costretti a respirare quotidianamente gli scarichi del traffico cittadino.

Non è stato facile deliberare le targhe alterne in una città come Siracusa dove, a detta di molti, il cittadino medio usa la macchina “...anche per andare al cesso”. I rilevamenti degli esperti dell’Università di Catania, che avevano evidenziato un aumento oltre la soglia di sicurezza delle immissioni delle polveri fini nell’aria, hanno costretto a prendere questa decisione. Quindi, in piena sintonia con l’esperienza delle grandi città del nord, il Sindaco ha disposto che, da venerdì 7 luglio “...dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle ore 16,30 alle 18,30 la circolazione di tutti gli autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori non adibiti a servizio pubblico all’interno del territorio urbano, fatta eccezione per le Frazioni di Cassibile e Belvedere e le zone balneari, sarà consentita:

lunedì, mercoledì e venerdì per tutti i mezzi che hanno l’ultimo numero della targa dispari;

martedì e giovedì per tutti i mezzi che hanno l’ultimo numero di targa pari”.

Esclusi dal divieto gli autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori ad emissione nulla (motore elettrico) e gli autoveicoli alimenti a GPL e Metano a condizione che siano muniti di Bollino Blu in corso di validità, se immatricolati da oltre 4 anni. Sabato e domenica: nessun vincolo per tutti.

La prima curiosità, emersa dal provvedimento, è stata la scelta di limitare la circolazione solo in determinate fasce orarie. Qualche buontempone ha ipotizzato che l’amministrazione comunale avesse siglato accordi intercettati con il dio Eolo, per stabilire gli orari più propizi ad ingannare le apparecchiature adibite al rilevamento di emissione del CO2. Le conseguenze di un limite, soltanto orario, si sono manifestate nelle reazioni dei cittadini che, stressati e deturpati del diritto all’auto, quasi vitale a Siracusa lo ribadiamo, hanno invaso le strade dalle 18,31 in poi, forse, anche se in quel momento non avessero avuto una reale necessità.

I disagi e le priorità della cittadinanza sono state soddisfatti dai servizi pubblici. Da un po’ di tempo, a Siracusa si possono osservare con meraviglia ed orgoglio, le circolari dai moderni display luminosi che, sul frontale alto degli autobus, indicano le tappe di ogni singola corsa. Maestosi autobus bianchi che collegano le parti estreme della città.

Le lamentele, ammettiamolo, ci sono state. Pedoni alle fermate hanno evidenziato i lunghi tempi di attesa, ma come qualsiasi cosa, anche questo ipotetico inconveniente, visto da un altro punto di vista, è stato considerato un vantaggio. Così lo ha definito una simpatica turista spagnola, che ha voluto elargire degli apprezzamenti per l’occasione di una tintarella estemporanea, durante i tempi di attesa. Ed oltretutto, gratuita. Quest’ultimo attributo, le abbiamo fatto notare, è stata la spinta determinante per i siracusani meno convinti all’uso dei mezzi pubblici. In modo particolare, quando gratuito è stato abbinato al biglietto per il loro utilizzo.

Sui mezzi pubblici siracusani, si potrebbe aggiungere l’indagine condotta qualche anno fa sulla scelta dei cittadini per il raggiungimento del posto di lavoro. L’indagine era stata condotta dietro una delibera del Ministero dei Trasporti, atta al miglioramento delle condizioni di vita nella città italiane. Si era provveduto a distribuire un questionario, nei luoghi di lavoro quali uffici, banche, poste, contenente delle domande specifiche sull’uso spropositato dell’auto e la possibile alternativa degli autobus comunali.

Il responso sulle risposte, date dagli impiegati siracusani, non è stato molto pubblicizzato. In alcuni enti, l’indagine fu integrata dalla richiesta di suggerimenti per il miglioramento del servizio reso. Da allora, la gente continua a recarsi al lavoro con il proprio mezzo privato. Intanto, un’altra moda copiata dalle città del nord, è stata quella delle strisce blu del parcheggio. Abbinata alle ormai famose ZTL (zona a traffico limitato), che non è dato sapere, se siano più i limitati o i titolari di eccezioni speciali d’accesso.

Ma torniamo alle targhe alterne. Il 17 luglio, “... Rilevato che a seguito delle mutate condizioni ambientali..., già da alcuni giorni è stato riscontrato un abbassamento delle concentrazioni di pm10 nelle aree urbane...", il Sindaco di Siracusa ha sospeso, a partire dal 18 luglio, l’ordinanza di limite del traffico. La nuova situazione è stata determinata dalle richieste dei rappresentanti dell’Università di Catania, di poter effettuare una valutazione della situazione inquinamento, in condizioni di traffico normale. Verrebbe spontaneo chiedersi se, quindi, il provvedimento di blocco non sia stato deciso senza alcun riscontro oggettivo e se fosse stato il caso di trovare altrove, le cause dell’aumento delle immissioni delle particelle inquinanti nell’aria.

Da parte nostra, possiamo dire che la sera del 9 luglio, mentre la gente era distratta davanti ai televisori per la finale dei campionati mondiali di calcio, grazie al vento che spirava da nord-est, la città è stata invasa da uno sgradevole odore di uova marce che, dopo ingenui sospetti di abbuffate di frittate ed insalate di uova sode, ha fatto ricadere la distrazione degli astanti verso le raffinerie di Priolo e Melilli. Località, oltretutto, raggiungibili a qualsiasi orario, essendo considerate zone balneari, esenti quindi dal provvedimento targhe alterne.

Se consideriamo poi ammissibile, che il temporaneo limite di circolazione abbia potuto abbassare i livelli di pericolo in così breve tempo, chissà quali risultati sarebbero auspicabili, se i sindaci della zona deliberassero le raffinerie alterne? Risposta ardua da formulare, se si pensa che anni fa, luminari della scienza mondiale ipotizzarono che le cause del buco nell’ozono fossero addebitabili alle esalazioni anali degli animali da pascolo. In pratica, è come sostenere che, l’acqua rossa riscontrata tempo fa da Marina di Melilli, sia la conseguenza di un eccezionale ciclo mestruale di massa.


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