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Viaggiatori tedeschi in Sicilia

"Tutto camminerebbe meglio se ognuno camminasse di più"

di Pina La Villa - mercoledì 29 giugno 2011 - 8399 letture

"Chiunque voglia studiare da lontano un paese straniero, lo abbia visitato o meno, cercherà sempre il maggior numero di testimonianze, la cui varietà in questo caso suscita più interesse per i diversi tempi di osservazione e le diverse prospettive che tornano alquanto utili a chi intende vedere e giudicare. Resoconti di viaggio di epoche diverse sono da considerare quasi memorie dei luoghi visitati; la situazione reale del momento viene percepita e fissata, mentre nella realtà parecchio cambia e fenomeni del tutto nuovi appaiono già a distanza di pochi anni…Dove meglio che nei viaggi si distinguono le nazioni e i loro abitanti? Ognuno reca un modo di giudicare, tipico del proprio paese. Ognuno ha un certo criterio circa il buono, il degno, il desiderabile, l’eccellente; e anche lo specifico carattere del tempo di cui i viaggiatori portano il segno, si manifesta" (Goethe.)

Goethe scrive queste parole nel 1811, prima del suo viaggio in Italia, in omaggio a un grande viaggiatore tedesco, Hackert.

Agli inizi dell’ottocento si è consolidata una lunga tradizione di viaggi in Italia,all’inizio dalla Francia e dall’Inghilterra ma poi soprattutto dalla Germania. Nel settecento era nato anche un nuovo genere letterario, la prosa di viaggio,il cui compito non era semplicemente informativo. Si trattava di filtrare, per la società borghese, tramite la letteratura, l’esperienza di un mondo diverso.

La più antica forma di viaggio è il pellegrinaggio, che ebbe come meta pressoché esclusiva Roma, includendo però anche Malta, l’"ultimo avamposto della Cristianità". Il mezzo d’espressione letteraria è costituito dai libri di mirabilie, che offrono ai viaggiatori a Roma ogni specie di notizie mirabolanti e di pettegolezzi da sacrestia curiale e che hanno la funzione di rinsaldare la fede.

Ai pellegrinaggi si accoppia, in seguito sostituendolo del tutto, il cosiddetto Kavalierstour (giro delle corti). A questo tipo di viaggio succede quello di studio compiuto a piedi da archeologi, naturalisti, storici della politica e delle idee.

Il viaggio assume un valore formativo, offre la possibilità di approfondire interessi scientifici e artistici specializzati, come nel caso di Winkelmann.

Nella II metà del XVIII secolo alla nostalgia per il mondo antico e le sue reliquie si aggiunge l’attrazione per la natura e il paesaggio.

Quando dal paesaggio esteriore si passa a quello interiore siamo già al viaggio sentimentale (Sterne)

Nel genere letterario della relazione di viaggio i tedeschi si distinguono nettamente dagli Inglesi e dai Francesi ed anche dagli Olandesi, per l’interesse verso la classicità: i tedeschi vedono la Sicilia attraverso il passato (al contrario del vivo interesse per il presente del diario di Montaigne).

Tuttavia la "fisionomia d’Italia" in tutte le sue varianti estetiche e culturali nasce in Inghilterra e in Francia.

L’interesse per le opere d’arte è inglese, soprattutto attraverso l’opera di J. Evelyn (The Diary, 1620-1646).

All’irlandese Patrick Brydon si deve il libro A tour trough Sicily and Malta, 1773 e all’inglese Henry Swinburne i Travels in the two Sicilies in the yars 1777,1778,17779 and 1780, apparsi nel 1785.

La ricerca sul "pittoresco" è inaugurata, tra il 1781 e il 1786, dai francesi Jean Houel e Jean-Claude Richard.

Anche le donne viaggiano, ma le troviamo fra le scrittrici che raccontano viaggi solo nel XIX secolo. Dal suo viaggio in Italia la contessa Ida Hahn-Hahnr (1805-1880) ricava un romanzo dal titolo Al di là dei monti.

La baronessa Marie Esperance di Schwartz (1818-1819) scrive nel 1860 Sguardo sulla Calabria e sulle isole Lipari.

Sul suo viaggio a Malta il Principe Ludovico di Anhalt-Cöthen (1579-1650). fa un resoconto in versi alessandrini:

("I Siciliani erano reputati astuti. Ma riottosi, soprattutto dagli antichi". )

In compagnia del fratello del viceré spagnolo il principe cavalca da Scicli fino a Palermo, attraversando il centro della Sicilia. Si interessa esclusivamente alle testimonianze dell’occidente cristiano e alla pesca notturna di acciughe.

Ritornato in Germania fonda, sull’esempio italiano, e a ricordo del suo viaggio nel sud, la prima società per lo studio della lingua tedesca, che denomina "Ordine delle palme" o "Accademia feconda".

Il Duca di Braunschwig-Luneburgo (1579-1666) in un suo manoscritto, sottolinea gli aspetti pericolosi del viaggio in Sicilia e a Malta. A Siracusa deve dormire per due notti sulla feluca, a Taormina in una cantina.

G.J.Grasser (1579-1650) pubblica nel 1610 nove libri sull’Italia, il sesto è dedicato alla Sicilia. Visita soprattutto le città città costiere e parla di "ogni sorta di bei frutti, melangoli, limoni, aranci e simili". Philipp Clüver (1580-1622), fondatore della geografia di indirizzo storico, pubblica nel 1619 e 1622 i volumi Sicilia antiqua e Italia antiqua,

Avventura e curiosità nella relazione di viaggio di Adam Ebert (1653-1735), che negli anni 1679-1680 si spinge fino a Siracusa. Ebert è un giurista di Francoforte sull’Oder che viaggia a proprie spese, anche se non gli mancano lettere di presentazione.La relazione del suo viaggio viene pubblicata solo nel 1723 con lo pseudonimo di Aulo Apronio.

Lamberto Federico Corfey (1645-1773), capitano, storico e poeta. Il viaggio si svolge nel 1700, accompagnato dal fratello Cristiano Enrico. Si imbarca su una tartana genovese a Napoli il 3 maggio e giunge a Messina il 10 maggio.Parla di Catania, Augusta, Siracusa in corso di ricostruzione dopo i terremoti del 1669 e 1693.

Il diario di Samuele barone palatino di Schmettau (1684-1751) parla dell’assedio posto a Messina nel corso della guerra degli Austriaci contro gli Spagnoli

Johann Hermann von Riedesel (1740-1785) allievo di Winkelmann, intraprende il viaggio in Sicilia nel 1767. Il libro, con la prefazione del maestro apparve nel 1771 a Zurigo, Viaggio attraverso la Sicilia e la magna Grecia.

Il viaggio più interessante, anche perché documentato da belle immagini, è quello di Jakob Philipp Hackert (1737-1807), che si svolge nella primavera del 1777 in compagnia degli inglesi Knight e Gore. Pittore - a Napoli e Caserta - con le sue opere Hackert dà forma al "paesaggio ideale del Sud"... La corte borbonica fuggita a Palermo lo diffama come simpatizzante giacobino, gli occupanti francesi lo sospettano di realismo. Assieme al fratello Giorgio, incisore a Caserta, pone in salvo se stesso e le sue opere d’arte in Toscana.

Carlo Ulisse De Salis Marschlins (1760-1818), visita la Sicilia dall’1 marzo al 18 luglio 1788 e pubblica le note di viaggio sotto forma di nove lettere. Accompagna a piedi suo zio, un generale, da Messina a Catania e poi, attraverso Siracusa, Trapani e Agrigento, fino a Palermo. Tratta dell’agricoltura e della storia naturale, ma, influenzato da Rousseau, tiene conto anche degli aspetti economici e politici. La sua relazione di viaggio è una delle poche tradotte in italiano.

Giorgio Arnoldo Jacobi (1768-1845) viaggia in Sicilia dal 27 maggio al 10 luglio 1792. Ne parla in Lettere dalla Svizzera e dall’Italia, sette lettere, un terzo dell’opera sono dedicate alla Sicilia. Coste settentrionali.

Giuseppe Hager (1757-1819) viaggia in Sicilia nel 1795, per la notizia della presenza di un codice arabo di Tito Livio. L’opera è Donne, passeggiate e società a Palermo nello scorcio del secolo XVIII , 1799

Johann Gottfried Seume (1763-1810) scrive Passeggiata a Siracusa nell’anno 1802 ("Tutto camminerebbe meglio se ognuno camminasse di più" sono sue parole come le seguenti: "Se promener, avanzarsi, dice il francese; spazieren, misurare lo spazio, dice il tedesco; to walk, camminare, dice l’inglese. Tre piccolissimi ma non insignificanti tratti dei diversi caratteri nazionali")

Carlo Grass (1767- 1814) scrive Viaggio siciliano ovvero estratti dal diario di un pittore paesaggista(1815). Dice che occorre avere un punto di vista poetico. Secondo lui senza un punto di vista poetico sarebbe impossibile resistere a lungo in Sicilia. Grass appartiene al circolo degli amici di Shiller e dal 1802 visse a Roma, dove poi morì a causa di un incidente.

Philipp Joseph von Rehfues (1799-1843) Lo stato attuale dell’isola di Sicilia,1807. Parla della festa di santa Rosalia, della liberalità di Caramanico ma ci sono anche appendici sull’Etna, le ricchezze naturali della Sicilia, la letteratura e l’arte siciliana dal 1790 al 1803.

Carlo Federico Schinkel (1781-1841) Diario di viaggio in Sicilia, 1862, architettura medievale "la vera impronta di un’arte e di un carattere nutriti di filosofia".

Gugliemo Waiblinger (1804-1830) percorre le coste orientali della Sicilia fino a Siracusa, passando per Taormina e Catania, nell’agosto del 1829. Egli trascorre ore "felici" nella valle dei Templi di Agrigento, visita Selinunte, Marsala, Trapani e Palermo. Lavora ad un dramma sul figlio di Federico II di Hohenstaufen, che intitola Manfredi. Compone 17 poesie, nelle quali manifesta le sue impressioni sulla Sicilia. Da svevo, quale egli era, era attratto soprattutto dalla Sicilia della cultura degli Hohenstaufen. Nel duomo di Palermo medita su Federico II, cui dedica un’ode. Nelle sue poesie descrive la Sicilia da un punto di vista estetico. A definire il senso della sua vita potrebbero forse servire i versi di quel conte tedesco che, cinque anni dopo Waiblinger, morirà a Siracusa: Chi con gli occhi ha contemplato la bellezza è già ormai affidato alla morte (August von Platen, Tristan) Waiblinger morì a 26 anni, a Roma, in conseguenza degli strapazzi procuratisi durante il viaggio in Sicilia e fu seppellito nel cimitero della piramide di Cestio, a Roma.

Ferdinando Gregorovius (1821-1891), compie anni di pellegrinaggio. Guarda al paesaggio con l’occhio dello storico, rimanendo, tuttavia, aderente alle epoche; non concede alcun privilegio alla Magna Grecia. Percepisce la Sicilia come la sintesi di un magico triangolo: oriente africano, oriente asiatico e occidente europeo. Percorre la Sicilia nel 1854 (Palermo), nel 1855 (Agrigento e Siracusa) e nel 1880 (Segesta, Selinunte ed Erice)

Theodor Mommsen (1817-1903), viaggia in Sicilia nel 1845. All’inizio degli anni ottanta è ospite del principe di Torremuzza nella residenza estiva di Cefalù. Si occupa dell’influsso romano in Sicilia. Interesse storico-antiquario.

Richard Wagner (1813-1883) viaggia in Sicilia dal 5 novembre 1881 al 13 aprile 1882, con tappe a Palermo, Monreale, Catania e Acireale.

La baronessa Marie Esperance di Schwartz (1818-1819), pseudonimo Elpis Melena - speranza nera . Nell’ottobre del 1859, su richiesta del suo amico Garibaldi si reca a Messina in missione segreta per fungere da messaggera della proclamazione dell’unificazione nazionale e del risorgimento italiano per conto di Garibaldi. Da questo viaggio il libro Sguardo sulla Calabria e sulle isole Lipari (1860)..

Bibliografia:

Gerd van de Moetter, Breve profilo storico-bibliografico dei viaggiatori tedeschi in Sicilia 1600-1900,Società messinese di storia patria, Messina 1991

Ingrid Hiller Foti, Viaggiatori tedeschi nella Sicilia orientale (1592-1822) Tipografia Edigraf, Via Alfonzetti, 90- Catania, Febbraio 1981


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