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Intimidazione fascista contro i Disobbedienti a Bologna

Quattro gomme tagliate e svastiche e croci celtiche sull’autovettura privata. Uno dei leader dei disobbedienti bolognesi, Domenico Mucignat del Tpo, ha trovato così la sua auto, parcheggiata alla prima periferia di Bologna, tra le mura del centro storico e lo stadio Dall’Ara.
di Cesare Piccitto - mercoledì 18 febbraio 2004 - 7547 letture

di red unita.it

«Mi hanno tagliato le gomme dell’auto - ha detto Mucignat - e disegnato svastiche e croci celtiche. È chiaramente un’intimidazione fatta da persone che mi hanno seguito, perché non parcheggio mai nello stesso posto. È un fatto molto grave, è una cosa diversa dalle molotov lanciate contro il teatro polivalente occupato (il ’quartier generalè dei dissobedienti, ndr), che denuncia l’innalzamento del livello dello scontro. Il segnale è che chi fa un certo tipo di attività in città deve stare attento».

«Non sono preoccupato per me stesso, mi secca solo dover perdere tempo per rimettere a posto l’auto». ma, soprattutto, «un livello di scontro così alto non si è mai raggiunto, anche se rientra nel clima di quanto sta succedendo da un anno a questa parte, con aggressioni a danno di ragazzini che partecipano ai cortei e lanci di molotov contro il tpo».

Secondo Mucignat «certi ambienti di destra continuano ad agire impuniti e nell’ombra contro persone che, come noi disobbedienti, agiscono a volto scoperto e per questo pagano un prezzo a livello personale. Occorre che gli esponenti politici che dai banchi del consiglio comunale o del Parlamento ci additano per nome, definendoci squadristi, riflettano sul fatto che così rischiano di trasformarsi in mandanti di intimidazioni o peggio».

«Tutti questi atti - dice Mucignat - vengono fatti a danno di persone che in questa città hanno sempre agito in modo pubblico, a viso scoperto. Significa, dunque, che qui non si può fare un certo tipo di azione politica». e l’innalzamento della tensione che si sta verificando «è molto pericolosa», soprattutto alla vigilia delle elezioni amministrative. «Chi finora non ha agito per contrastare gli episodi fascisti di cui siamo stati vittime ha grosse responsabilità in tutto ciò. finora è passato il messaggio per cui si gode di una certa impunità». Mucignat insiste: «noi riteniamo che i mandanti morali, etici e politici di queste azioni siano coloro che dai giornali, dai banchi del consiglio comunale e del parlamento, ci hanno indicato con nome e cognome, hanno indicato le nostre sedi come covi quasi paralleli ad al Qaeda, inventando stupidaggini di ogni tipo».

Immediate le prese di posizione a sinistra. «Quanto accaduto è un fatto grave che rappresenta un’intimidazione fascista contro l’azione del movimento», ha detto il deputato dei Verdi Paolo Cento, secondo il quale «è necessaria un’immediata mobilitazione democratica della città di Bologna per respingere queste provocazioni e costruire un clima di agibilità democratica per i movimenti. Anche il Ministro degli Interni è bene che cominci a guardare quel che accade a Bologna e in Emilia-Romagna - ha sottolineato il parlamentare - dove da troppi mesi si susseguono atti di intimidazione e di provocazione da parte di bande neofasciste».

Secondo Tiziano Loreti e Maurizio Zamboni, componente della segreteria e capogruppo in Comune del Prc, «si tratta di una grave intimidazione di chiara marca fascista e nazista contro un compagno tra i più attivi del Movimento in città». Loreti e Zamboni hanno espresso «massima solidarietà» a Mucignat, aggiungendo: «Rifondazione comunista - è la conclusione - ribadisce che l’ antifascismo è sempre stato e sempre sarà uno dei principali valori del suo agire politico e, di conseguenza, si mobiliterà insieme a tutti gli altri compagni del Movimento e del Social Forum per contrastare queste ignobili provocazioni».

«Si tratta di un gravissimo atto di intimidazione, ancora più grave, perché fatto sotto casa e contro una singola persona - ha commentato il Bologna social forum -. Mucignat ieri sera, con tantissimi altri compagni e compagne era all’ assemblea che si è tenuta all’ ex Mercato 24 per discutere del blitz di polizia, carabinieri e polizia municipale di quattro giorni fa al Centro sociale XM24. Le modalità con cui l’ intimidazione fascista si è prodotta dimostrano che Mucignat è stato seguito o è stato atteso nelle vicinanze della sua abitazione e che, quindi, il gesto è stato compiuto per colpire non genericamente un gruppo o uno spazio sociale ma una singola persona che per la sua attività quotidiana è molto visibile nel movimento e nella sfera pubblica cittadina. Ci impegniamo come movimento a continuare a contrastare politicamente la canaglia fascista e nazista. Se pensano di intimidirci, hanno sbagliato indirizzo», ha assicurano il Bsf.


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> Intimidazione fascista contro i Disobbedienti a Bologna
20 febbraio 2004

oggi alle 17.00 manifestazione in piazza dell’unità a bologna... forse poco pubblicizzata
Intimidazione fascista contro i Disobbedienti a Bologna
14 novembre 2005, di : AMMIRATRICE

vi voglio bene DISOBBEDIENTI
    Intimidazione fascista contro i Disobbedienti a Bologna
    21 ottobre 2006

    hanno fatto solo che bene...vergognatevi e andate a lavorare con le vostre tute bianke del kazzo!!!
    Intimidazione fascista contro i Disobbedienti a Bologna
    21 marzo 2007, di : alessandro

    Ad una cosa non disubbidite mai: all’ assegno che vi perviene dai vostri genitori che vi mantengono anche dopo i trent’ anni, il vostro grande cruccio è che la vostra generazione verrà ricordata solo per le scritte sui muri e per i "cioè...voglio dire". Fatevi una overdose che fate prima!!!!
Intimidazione fascista contro i Disobbedienti a Bologna
12 agosto 2007

non amo i fascisti ma anche voi mi fate schifo con la vostra retorica e la vostra demagogia... Andate a lavorare