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Il sol dell’avvenire

Note sull’ultimo film di Nanni Moretti

di Pina La Villa - giovedì 21 settembre 2023 - 382 letture

Come un’incerta Antigone, abbiamo lasciato Margherita Buy, nel film Tre piani, vedova, finalmente riconciliata con il figlio, finalmente con indosso un vestito colorato, luminosa e sorridente.

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Nanni Moretti - locandina de Il sol dell\’avvenire

La ritroviamo nell’ultimo film di Nanni Moretti che cerca aiuto da uno psicanalista per trovare il coraggio di lasciare il marito – sempre Moretti – col quale la relazione è diventata sempre più opprimente.

Ci riuscirà, e grazie a lei il film sul PCI nel 1956, nei giorni difficili dell’invasione dell’Ungheria da parte dell’Unione sovietica, si potrà fare. In un’altra scena del film, o meglio in un altro dei film nel film, il regista intima al ragazzo di stare zitto mentre la sua ragazza gli rinfaccia quello che non va nel loro rapporto. Siamo alla fine degli anni Sessanta, il regista immagina che le donne siano riuscite a farsi ascoltare. Come nell’immaginario 1956.

I film di Moretti hanno più volte dimostrato la sua sensibilità verso la riflessione femminista, a partire dalla consapevolezza del rapporto fra pubblico e privato ("il privato è politico").

Quindi, sulla questione della storia fatta con i "se", la domanda non è - solo - cosa sarebbe successo se il PCI non avesse appoggiato l’invasione dell’Ungheria, la domanda è: cosa sarebbe successo se le donne avessero preso la parola veramente? Cosa sarebbe successo se fossero state ascoltate?

"Questa è una storia politica", dice il regista. "No, questa è una storia d’amore", dice l’attrice ribelle.

Storia d’amore, riflessione sull’arte, sul cinema, sulla nostra storia recente. L’ultimo film di Nanni Moretti è tutto questo, e altro ancora. Tutto però, nel più puro stile morettiano, tenuto insieme dalla presenza di Giovanni, il protagonista – lo stesso Nanni Moretti – con le sue fissazioni, la sua nevrosi, la sua storia. Tutto tenuto insieme dai colori caldi del suo cinema migliore, come un abbraccio.

Non si può raccontare un film come quello di Nanni Moretti, perché ogni immagine, ogni scena condensa diversi racconti, è il frutto della stratificazione di storie, di rimandi, di citazioni interne ed esterne al cinema.

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Nanni Moretti e Margherita Buy - Il sol dell\’avvenire

“Il sol dell’avvenire” è un film di riconciliazione: con la propria vita e la propria storia. Una storia individuale e collettiva. Riconciliazione con le proprie speranze e le proprie sconfitte, con gli errori e le illuminazioni, con le persone che l’hanno attraversata, nel privato e nel pubblico.

Una storia da raccontare alle nuove generazioni.

“Ma c’erano i comunisti in Italia?” Il giovane collaboratore del regista si lascia sfuggire questa domanda. Il regista, inorridito dall’ignoranza, stordito dal senso di estraneità in un mondo che non è più il suo, spiega e comincia a raccontare: “Negli anni Cinquanta il PCI aveva due milioni di iscritti…”

Il Sol dell’Avvenire, film diretto da Nanni Moretti, vede protagonisti Giovanni (Moretti), un regista sempre meno in sintonia con il mondo attorno a lui. Sta girando un film ambientato nel 1956, la storia del segretario della sezione del PCI del quartiere romano del Quarticciolo che deve capire come reagire all’invio dei carri armati sovietici a Budapest. La produttrice del film è sua moglie Paola (Margherita Buy), che però sta pensando di lasciarlo, anche se Giovanni non lo sa.

Giovanni sta anche scrivendo un film tratto da "Il nuotatore" di John Cheever, e allo stesso tempo immagina di girare un film che racconti la storia quarantennale di una coppia, con tante canzoni italiane a fare da sottofondo. [1]

[1] Da: ComingSoon.


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