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“Il Clan”, un fatto di cronaca realmente accaduto in Argentina

Il film di Pablo Trapero, Leone d’argento alla 72.ma Mostra del Cinema di Venezia, in sala dal 25 agosto distribuito da 01
di Orazio Leotta - sabato 20 agosto 2016 - 2952 letture

Prodotto, fra gli altri, anche da Pedro e Agustin Almodovar, “Il Clan” può definirsi un film scomodo che ripercorre anni molto bui dell’Argentina, quelli della dittatura, nei quali, oltre alle migliaia di desaparecidos torturati e uccisi dalla gerarchia militare, vi fu un’ondata di violenza caratterizzata anche da sequestri di persona a scopo di estorsione resi possibili grazie alle coperture che l’allora governo militare offrì ai gruppi malavitosi.

Uno di questi fu il clan Puccio, un clan diciamo a conduzione familiare, in cui il capofamiglia Arquimedes Puccio con la complicità o il silenzio assenso degli altri familiari (moglie, tre figli maschi e due femmine) “arrotondava” il mensile con occasionali sequestri di persona, le cui vittime, per lo più rampolli di famiglie bene di Buenos Aires, venivano scelte fra le conoscenze di uno dei figli, giocatore di rugby, che arrivò a militare perfino nella nazionale maggiore dei Pumas.

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G. Francella

Gli anni della dittatura furono quelli tra il 1976 e il 1983, ma le malefatte della famiglia Puccio (tutti insieme a ora di pranzo e a messa la domenica) continuarono anche durante la democrazia, fino al 1985, quando venendo gradatamente meno la copertura politico/militare di un tempo il clan fu sgominato con l’arresto del capofamiglia che scontò 23 anni di carcere per poi beneficiare degli arresti domiciliari negando sempre ogni addebito.

Il film è stato premiato alla 72.ma Mostra Internazionale del Cinema di Venezia con il Leone d’argento per la migliore regia a Pablo Trapero, uno dei registi sudamericani, al pari del cileno Pablo Larrain, più promettenti dell’ultima generazione, che ha potuto beneficiare nel cast dell’operato di Guillermo Francella nei panni di Arquimedes Puccio (Francella è il n.1 dei comici in Argentina, qui in un insolito ruolo da duro) e di Peter Lanzani (che nella vita è il fidanzato di Martina Stoessel, la Violetta delle fortunata Serie TV).

Il film distribuito dalla Fox per l’America Latina è stato l’unico dei film in concorso all’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia ad essere uscito nelle sale (solo quelle argentine) prima della proiezione in laguna riscuotendo molto successo al botteghino a prescindere pertanto dalle informazioni che gli spettatori, specie i più giovani, avevano avuto su quelle tristi vicende di cronaca; ciò significa che il film funziona di per sé, in quanto thriller, in quanto film drammatico, indpendentemente dalla sua collocazione storico-temporale, permeato fra l’altro dalle note di una colonna sonora che tende a unire la musica internazionale a quella nazionale di quegli anni.


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