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Campania: il Regno del possibile e delle occasioni perdute…

... mentre sta nascendo una nuova classe dirigente: classe 1972?

di Enzo Maddaloni - martedì 27 febbraio 2007 - 4319 letture

Lunedì 12 febbraio nella Sala Giunta della Camera di Commercio di Napoli, la Fondazione Centro di Iniziative Mezzogiorno Europa ha presentato il libro “Le prospettive Finanziarie UE 2007/2013 – qualità opportunità per Napoli e la Campania” e per tutto il mezzogiorno.

La ricerca è stata fatta da Pasquale Caccavale, Barbara Guastaferro, Claudio Longobardi e Caterina Nicolais ed è racchiusa in un libro che è stato finanziato dalla Camera di Commercio di Napoli. La ricerca fa il punto sull’uso dei fondi europei assegnati negli anni 2000/2006 all’Italia ed in particolare alla Campania e alle Regioni Meridionali oltre ad indicarci gli obiettivi sull’uso dei fondi 2007/2013.

Ventisei miliardi di euro assegnati all’Italia per la nuova programmazione Ue 2007/2013, di cui circa 18,9 per le quattro regioni ex obiettivo 1 (Campania, Sicilia, Calabria e Puglia), 9 miliardi di euro per l’attuazione del POR 2000-2006 da destinare ai nuovi interventi nella Regione entro il 2008, 3.9 miliardi di pagamenti complessivi certificati dalla Regione Campania al 30 ottobre 2006, pari a: il 51% circa dei fondi assegnati per il periodo 2000-06. Sono questi alcuni dei numeri contenuti nella ricerca “Le prospettive finanziarie Ue 2007/2013.

La ricerca, articolata in quattro studi, si interroga sulle prospettive di sviluppo che la nuova fase di programmazione finanziaria apertasi in Europa per il 2007/2013 e su cosa sarà in grado di offrire a Napoli e alla Campania

La Fondazione Mezzogiorno Europa con questa azione di promozione e riflessione, si pone nella sostanza come “centro di monitoraggio” sia sulle “esperienze compiute” che sulla qualità della spesa pubblica e sulla stessa "capacità produttiva dei singoli interventi futuri".

Relatori della presentazione della ricerca sono stati: Gaetano Cola Presidente Camera di Commercio di Napoli; Andrea Geremicca Presidente della Fondazione che tra i suoi promotori ascrive il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che alcuni mesi fa ha inaugurato anche una Scuola della Fondazione per una “Nuova Classe Dirigente”; Luigi Nicolas Ministro delle Riforme e delle Innovazione nella Pubblica Amministrazione; Francesco Boccia Dipartimento Sviluppo Presidenza del Consiglio dei Ministri; Massimo Lo Cicero Economista, Università Roma Tor Vergata; Isais Sales Consigliere Economico Presidente Regione Campania; Gianni Pittella Presidente Delegazione Italiana PSE Parlamento Europeo; Mariano D’Antonio Economista, Università Roma Tre.

Gli obiettivi di Agenda 2000/2006 sono stati raggiunti solo al 50-60% (in questo caso non è solo la percentuale delle risorse spese ma gli obiettivi di sviluppo complessivi raggiunti).

Ciò impone da parte della nostra Regione Campania, di tutto il mezzogiorno, la necessità di costruire un’azione sinergica capace di fare “sistema” per tutto il mezzogiorno. Nella sostanza si individua la priorità di costruire una vera è propria "struttura di coordinamento delle regioni meridionali", per capire, sulla base degli obiettivi posti a livello nazionale, quali progetti promuovere e finanziare, avendo coscienza che superata la fase delle “consulenze inutili” si ha bisogno di una forte e concreta capacità di “coesione progettuale”.

In poche parole occorerebbe superare le "100 idee" per ogni "città possibile" e puntare ad un’idea di sviluppo integrato di tutto il meridione d’Italia, capitalizzando gli investimenti. In questo senso andrebbe intesa anche l’azione del Governo che ha insediato per la regione Campania una “Unità Speciale per Napoli e Campania”.

Speriamo così che il governo nazionale voglia finalmente “prescrivere” una “terapia”, a fronte di una "diagnosi" di fallimento, del “sistema Campania”.

Quello che è emerso (ancora una volta) dagli interventi dei relatori è che noi non abbiamo bisogno di maggiori risorse, ma di saper spendere meglio quelle che abbiamo avuto assegnate.

Qui ritorno per un attimo all’incapacità di spesa dei fondi in conto capitale ex art 20 Legge 67 Finanziaria 1988, per gli adeguamenti strutturali in sanità, per non parlare dell’incapacità di "governare" il sistema rifiuti in Campania o l’inquinamento ambientale ed i problemi connessi alla qualità della catena alimentare, rischiando con ciò di non costruire quelle premesse utili all’uso dei nuovi fondi concependo gli stessi come risorse "aggiuntive".

Certo non ci siamo salvati neppure per il trasporto, se Salerno aspetta da oltre 15 anni il completamento dell’aeroporto ed ancora una decisione per la costruzione del nuovo porto, spostandolo da dove è attualmente, evitando cosi il pericolo di nuovi morti per incidenti da TIR.

Queste non sono buone premessa al raggiungimento degli obiettivi nazionali ed europei. Nel mezzogiorno gli investimenti in opere pubbliche, in base alle stime di contabilità economica effettuate dalla SVIMEZ, hanno registrato nel periodo 1996/2005 un andamento peggiore delle regioni del Centro Nord.

Il quadro che viene fuori da questa ricerca è che il Mezzogiorno non ha saputo neppure sfruttare le risorse disponibili, beneficiando così solo in parte anche delle stesse opportunità offerte dalle dinamiche del turismo.

L’inefficienza poi del funzionamento delle amministrazioni pubbliche, come capacità di fornire servizi ai cittadini e come capacità di governo del territorio, ha fatto fallire le possibilità di utilizzare interamente queste risorse nell’ottica, appunto, di risorse aggiuntive anche ad altri capitali e di investimento privato.

In questo la camorra e le devianze sociali l’hanno fatta da padrona. Sono stati per certi versi gli unici che hanno avuto la capacità di "investire sui giovani e nei territori".

Per assurdo l’occasione dei nuovi finanziamenti, rischia di arenarsi ed imbrigliarsi in questa logica perversa se non si spezza il metodo "Sistema Gomorra". L’obiettivo primario resta per tutti noi riuscire a correggere gli errori del passato.

Va dato atto che autorevoli organismi istituzionali prendono finalmente atto del fallimento di una politica regionale che ha saputo “governare” solo localismi "feudali", senza nessuna logica di visione d’insieme.

Ma questo è solo un problema di “nuova classe dirigente”? Anche! Ma, serve qualcosa di più!

Serve, alla luce di queste nuove opportunità, un nuovo “Piano Marschal”. Un "piano strategico", non più “patti”, che ci consentono di uscire finalmente dall’emergenza del quotidiano.

Un piano, fondato semplicemente da una reale presa di coscienza delle responsabilità. Un piano, che non faccia più finta della gravità della situazione che esiste in Campania, sia sul piano politico che istituzionale, come ancora in verità ci "racconta" Isaia Sales (uno e trino). Questa è la sola premessa per ridare fiducia anche agli investimenti privati e riuscire ad utilizzare meglio queste risorse: "fare sistema".

Fare "coesione" è uno degli obiettivi nazionali dell’uso dei fondi che non significa dare poco a tutti. La stessa ricerca ha messo in evidenza l’incapacità di molti comuni comuni di utilizzare le risorse restituendo il 97% dei fondi assegnati negli anni precedenti.

Ci possiamo, ci dobbiamo, abbiamo l’obbligo di fidarci dell’impegno di “monitoraggio” assunto dalla Fondazione Mezzogiorno Europa, a partire dal suo Presidente Andrea Geremicca. Sono tutte persone degne di altissima stima, ma non credo che basti, pur apprezzando l’impegno.

Certo, dobbiamo partire dalle cose che ci propone l’On. Isaia Sales nel dare un’obiettivo di ristrutturazione dei quartieri del centro storico di Napoli affidandoli al governo dei "giovani studenti": classe 70 in su. Ma, questo non era quello che si proponeva già la giunta Bassolino alcuni anni fà?

Non dimentichiamo che ci sono molti Sindaci del Vallo di Diano che hanno chiesto l’annessione alla Basilicata. "Pensare globale agire locale" e poi questo non era un progetto degli anni passati, perchè non siamo riusciti a realizzarlo?

Ma l’On. Isaia Sales ,a parte scrivere libri, non è ancora il consulente economico del Presidente Bassolino?

Una delle priorità è proprio quella di ritrovare il coraggio di "ricostruire" i luoghi della partecipazione e del controllo civico e democratico. Ricostruire tutte le periferie da Scampia a Sapri. Sapri, dove molti anni fà qualcuno ha cercato invano di costruire l’Italia.

Servono “arbitri” e "netturbini"; funzione che gli stessi partiti, oggi al governo della Regione Campania, hanno perso del tutto, atomizzando la volontà, la voglia, le spinte ideali di molti giovani relegandoli al solo ruolo di sudditi se non peggio di schiavi, in mano alle logiche clientelari o peggio della camorra !

Bisogna prender atto finalmente che c’è in Campania una vecchia classe dirigente “giurassica”. La questione non è solo rappresentata da un indice anagrafico (chiaramente) ma dalla loro mentalità e cultura politica che ha ucciso la speranza per un futuro più dignitoso per tutti.

Solo in questa ottica potremmo tutti plaudire l’iniziativa della Fondazione Mezzogiorno Europa che ha pure istituito una Scuola per creare una "nuova classe dirigente". Questa rappresenta una delle priorità sulla quale investire, per creare un reale sviluppo della nostra regione e del meridione d’Italia.

Questa, dovrà essere considerta la prima è la vera "infrastruttura": delle coscienze; della cosapevolezza; della responsabilità; delle regole. Questa può realizzarsi solo nella scuola, nei quartieri, nei sistemi sociali e nelle relazione umane. Questo è il vero cambio del "paradigma".

Sono tornato a Salerno in serata con un minimo di speranza in più. Seduti dietro di me, sull’autobus della SITA, c’erano due giovani credo avvocati, dirigenti (in erba) di qualche settore della Regione Campania; classe ’72 (si raccontavano episodi degli anni di scuola e della loro esperienza lavorativa). Parlavano tra di loro, in verità anche un pò ad alta voce. La cosa in verità mi è sembrata pure un pò strana a dire il vero.

Commentavano alcune situazione con le quali si erano trovati a confrontarsi nell’attività di ufficio. Delibere senza impegni spesi, pagamenti a fornitori senza neppure un minimo di indagine di mercato,..neppure tre preventivi; acquisti affidati con una semplice lettera e pure ancora da liquidare e loro si chiedevano e "... adesso come facciamo?" Gestione "liquidazione" area del contezioso legale?

Per non parlare dell’assenza di una vera e propria gara di acquisto. I due parlando tra di loro e sempre a tono alto - mi è sembrato che lo facessero apposta per farmi sentire - si chiedevano di come fosse stato possibile in questi anni tutto ciò, senza che nessuno intervenisse per "correggere il metodo di gestione della cosa pubblica".

Si vedeva, anzi sentivo e percepivo che erano freschi di incarico. A quel punto mi stavo quasi girando per chiedergli: scusate ma da dove venite? Siete per caso di un’altra nazione (anche se parlavano perfettamente l’italiano) ? Siete extra terrestri? O forse siete Angeli messi li apposta per provocarmi ?

Stavo quasi per dirgli che quello che stavano verificando era solo forse la punta dell’Jceberg. Certo, (pensavo tra me e me) dopo aver visto il Cristo Velato nella Cappella di San Severo, nel Regno del possibile e delle occasioni perdute… posso fare anche incontri "miracolosi" di questo tipo?

Se sono due Angeli comunque abitano a Salerno. Stavano tornando certamente a casa. La cosa che più mi ha fatto piacere è stata quella di ascoltare anche dalla loro voce: “… quella vecchia con i capelli biondi, … si è una della triade che propone queste determine dirigenziali senza ne capo ne coda, ... finalmente pare che se ne va in pensione… chi sa … dopo possiamo pian piano cambiare le cose ed impostare il lavoro dell’ufficio rispettando un metodo di trasparenza amministrativa!" …

Risponde l’altra (si, uno dei due è donna, anche se gli Angeli non hanno sesso), "... Certo! Ma, mi chiedo: come hanno fatto fino adesso a giustifcare queste cose?” ... Risponde l’altro: ”... non ti preoccupare ormai è inutile guardare al passato bisogna solo lavorare per sanare il possibile e recuperare le occasioni perdute e cambiare questo "sistema".

Siamo arrivati a Salerno, sono scesi due fermate prima della mia. Uno di loro chiede all’altro piove? E l’altro: "Ti lascio l’ombrello se vuoi ...." ...."...Scherzi, non ne ho bisogno!"

Li avrei voluti abbracciare, in quell’attimo, ho avuto la conferma che erano due Angeli! E se pure mi sono sbagliato credo che il miracolo si stia compiendo. Sta nascendo una nuova classe dirigente: classe 72.


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Campania: il Regno del possibile e delle occasioni perdute…
6 marzo 2007

Cu avi la rugna si ratta!
Campania: il Regno del possibile e delle occasioni perdute…
22 marzo 2007, di : Enzo Maddaloni

FONDI COMUNITARI: IOSSA ED OLIVIERO, «BASSOLINO VENGA IN CONSIGLIO A RELAZIONARE SUGLI INVESTIMENTI EFFETTUATI»

NAPOLI 22/03/2007 Nota congiunta dei consiglieri regionali dello Sdi, Felice Iossa e Gennaro Oliviero sui fondi comunitari utilizzati in Campania:

«Crediamo - dicono Iossa ed Oliviero - che sia venuta finalmente l’ora che il Presidente della Giunta venga in Consiglio Regionale per relazionare sugli investimenti effettuati e sui risultati conseguiti nel corso /el settennio precedente, sull’impiego dei fondi comunitari e sulle strategie che si pone la Regione per il prossimo settennio. Anche per comprendere i criteri utilizzati per i 70 progetti presentati dalla Giunta. Noi non siamo fra quelli che muovono critiche immotivate all’operato del governo regionale; ma nessuno potrà mai convincerci che in Campania si stiano facendo le grandi cose di cui si parla. A parte le metropolitane e le infrastrutture dei trasporti che restano l’unico punto fermo della politica regionale, tutto il resto è spesa improduttiva». «Un Bilancio regionale con un deficit sanitario spaventoso - aggiungono i consiglieri regionali dello Sdi - una spesa per la macchina regionale che è quattro volte la somma destinata allo sviluppo economico e con i Fondi europei distribuiti su un parco progetti di cui nessuno riesce a dimostrare l’efficacia e l’utilità. Tutto questo non può offrire alcuna base per lo sviluppo economico della regione. Né vale, muovere critiche all’imprenditoria privata che resta ferma in attesa di sapere cosa intende fare la mano pubblica sull’area di Bagnoli, sulla città orientale, e sulle possibilità di sviluppo dell’area portuale. L’unica cosa di cui si sente parlare nel comune capoluogo è del nuovo stadio di calcio. Piuttosto ci preoccuperemmo per tempo di rimettere in moto l’azione di governo fermata da veti incrociati interni alla maggioranza e da una scollatura evidente tra Giunta e Consiglio».