Sei all'interno di >> :.: Primo Piano | Movimento |

AN all’attacco di Indymedia

L’attuale classe dirigente continua verso la strada della "criminalizzazione del dissenso". Speriamo che non si passi dalla teoria alla pratica. Si invaliderebbe il libero confronto di opinioni differenti.
di Cesare Piccitto - sabato 29 novembre 2003 - 5223 letture

«Alcune Procure italiane hanno aperto un’inchiesta sul sito www.Indymedia.org ». A darne notizia Mario Landolfi, primo firmatario di un’interpellanza urgente «sui deliranti e violenti attacchi contenuti nel web no global nei confronti dei soldati italiani morti a Nassiriya». (da L’unità)

Il Portavoce di An cita la risposta del Sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Valentino, che ha annunciato l’apertura di un procedimento penale da parte di alcune procure (tra le quali Bologna, Napoli, Vallo della Lucania, Salerno, Brescia e Bari) per il reato di vilipendio della Repubblica, delle Istituzioni costituzionali e delle forze armate. Il governo non ha escluso l’attivazione di procedure di rogatorie internazionali, rese necessarie dalla ramificazione oltre i confini italiani dei server di Indymedia. Landolfi, che ha ricordato la presenza sul sito di link riferibili ai Ds (Indymedia Italia cita spesso l’Unità on line ndr), ai Comunisti italiani e a Rifondazione Comunista, ha espresso «soddisfazione» per la dichiarata volontà del governo di non sottovalutare nè banalizzare queste «aberranti forme di teppismo elettronico».

Il tutto è iniziato con alcuni articoli di quotidiani nazionali a forte tiratura che hanno monitorato il forum libero del sito di Indymedia dall’attentato di Nassyria in poi. Si faceva riferimento a alcune e-mail che, a partire da sentimenti di rifiuto della guerra in Iraq e dalla repulsione verso la retorica nazionalista utilizzata dagli esponenti governativi dopo la strage, arrivavano a giudizi anche pesanti sul tricolore, il sentimento patriottico ecc.

Ciò che Landolfi - e altri - non sa o fa finta di non sapere è che per sua natura e linea editoriale i forum di Indymedia in tutto il mondo sono assolutamente liberi e non vengono censurati da una redazione centrale, che per altro non esiste neanche, essendo Indymedia per l’appunto un network indipendente.

( Ndr - Con la stessa solerzia saranno monitorati i forum di Forza Nuova, di siti legati alla Lega Nord o quello di Forza Italia? )

Fonte: Megachip.info


Rispondere all'articolo - Ci sono 2 contributi al forum. - Policy sui Forum -
> AN all’attacco di Indymedia
25 marzo 2004, di : una penzionata con la minima

Non ci sono parole per descrivere il comportamento di questo governo che non sa fare altro che stare agli ordini dei vari Busch. I nostri soldati anche secondo me sono stati mandati allo sbaraglio, facendo poi lo sceneggiato del pianto in tutta Italia, facendo credere che erano li per la pace, quale pace? Il dispiacere per queste morti e per tutte le morti di guerre assurde, di innocenti, di bambini,non dicono niente a questi signori? Perchè non spedere il danaro per riparare i danni fatti, nel passato e nel presente, nel mondo dal nostro "mondo civile", invece che comperare armi e appropriarsi dei bene appartenenti a tutto il mondo? Odio chi è ricco, odio chi sfrutta i poveri, gli ignoranti, i disoccupati e le donne. Loro questi governanti come gli altri di altri paesi ricchi sono sciacalli e fanno finta di nonvedere chi muore di fame, di sete, di bombe, di armi... loro...

Maria Rosaria Marchetti

    > AN all’attacco di Indymedia
    31 marzo 2004

    Signora Marchetti (spero che lei sappia in veneto cos’e’ una "marchetta"), mi stupisco che lei sappia come si usa un computer, ma forse sarebbe stato meglio che avesse imparato a scrivere correttamente: sorvolando su "Busch" che non sarebbe cmq una parola italiana, ho forti dubbi che "penzionanta" sia italiano. Se lei ha cosi’ tante "buone idee" e vuole esprimerle forse sarebbe il caso che imparasse correttamente almeno una lingua, la propria, per farlo. Sempre che tra tutte le cose che odia non ci sia anche l’italiano... :-)