Una sindaca ridanciana

Lodi ora è più sicura, pulita, viva
di Adriano Todaro - mercoledì 3 ottobre 2018 - 545 letture

Siete mai stati a Lodi? Beh, se avete tempo veniteci perché è città interessante con i suoi 45 mila abitanti, piazza Vittoria con la Cattedrale cui si fondono tre stili, il romanico, il gotico e il rinascimentale, la chiesa di san Francesco e tanto altro. E fra questo tanto altro anche un museo importante: il Museo della Stampa. A fianco della Cattedrale c’è il Palazzo Broletto, oggi sede del Municipio.

E chi c’è dentro il Municipio? Il sindaco, certo. Ma chi è? Intanto è una gentile e ridanciana signorina che risponde al nome di Sara Casanova. Poi è un architetto e poi è della Lega di Salvini. Quindi, mica cazzi. È stata eletta nel 2017. Al primo turno era arrivata seconda dopo il candidato del Pd. Nel ballottaggio, dopo 15 giorni, ha rimontato e ha vinto grazie anche al fatto che si è apparentata con le quattro liste civiche che avevano sostenuto un fuoriuscito di Fi, tale Lorenzo Maggi poi premiato con lo strapuntino da vicesindaco.

Una stratega, questa Casanova, mica da ridere. Sara ha 40 anni, viso un po’ paciarotto ma simpatico e la immaginiamo cordiale, aperta ai bisogni della cittadinanza come tramandato dal Verbo salviniano. Io l’ho vista su youtube su un canale che si chiama LodiFanfulla.tv. Un’intervista-soffietto mentre amabilmente sta cenando al ristorante “Isola Caprera”. Il video dura 26 minuti e 11 secondi e lo raccomando caldamente. Invece di vedere in Tv “Uomini e Donne”, vedetevi questo perché molto istruttivo.

Intanto trovare un sindaco che ride in continuazione è una gioia per i nostri occhi e le nostre orecchie. Le domande dell’intervistatore, che magna con lei, sono profonde e attualissime. Ad esempio ad un certo punto propone alla sindaca mangereccia il gioco dell’alieno. In pratica, ti rapisce un alieno e puoi portare nella valigia una sola cosa, cosa porterebbe il sindaco? La sindaca risponde: un vestito. Ma va? E io che credevo che si portasse dietro il frullatore. Film e libro preferito? Guerre stellari, Henry Potter e non dimenticherebbe il cellulare.

Le domande, però, incalzano senza nessun rispetto per la sindaca e, soprattutto, per il cameriere che sta lì impalato pronto a versare il vino e cambiare i piatti: se dovesse fare una classifica fra denaro, sesso e potere come le posizionerebbe? Che a ben vedere è una domanda pertinente perché i sindaci, all’inizio delle riunioni di Giunta, hanno sempre questo dilemma. Casanova, invece, fedele al nome che porta, non ha dubbi. Li posizionerebbe non come sono stati posti dall’intervistatore ma al primo posto metterebbe il sesso, poi il denaro e, infine, il potere. Sappiamo poi, dall’intervista, che non è stata mai “mollata”, che ha fumato uno spinello a Londra e fra i vizi capitali abolirebbe la lussuria.

Bon. E la politica amministrativa non c’è? Certo che c’è. Sara Casanova vuole far diventare Lodi una città sicura, pulita, più viva. Ma davvero? Un programma cui nessun altro candidato aveva mai pensato sino a questo momento. E allora, fedele al mandato che i cittadini lodigiani gli hanno dato e alle indicazioni del Salvini, ha pensato bene di stilare un regolamento “per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate” per gli stranieri che hanno bambini a scuola. Traduzione del regolamento casanoviano: in aggiunta della dichiarazione del reddito, gli stranieri debbono portare anche le certificazioni di non possesso di case, conti correnti e auto nel loro Paese d’origine. Ma in originale, neh. Non fotocopie e niente autocertificazione che queste sono valide solo per gli italiani.

Se ci pensate bene è una regola di buon senso. È giusto avere l’originale del documento ed è semplice. Prendiamo uno che è scappato dalla Nigeria e dai fondamentalisti di Boko Aram. Scrive al comune di Bida, villaggio dove abitava, e si fa inviare l’originale del documento. Una cosa semplicissima come quando noi Italiani vorremmo capire se la nostra casa è accatastata e in quale anno lo è stata. Da noi il catasto funziona perfettamente così come i servizi per i cittadini di Bida.

E se non produco il documento? Niente paura. Il bambino, semplicemente, non potrà usare la mensa e lo scuolabus. La pacchia è finita e, quindi, ti porti da casa un panino che del resto è sempre di più di quanto mangiavi a Bida. I bambini che vengono mandati in un sotterraneo a mangiare sono 21, tutti nati in Italia. Possono stare in classe e imparare la lingua italiana, le operazioni, i verbi eccetera ma quando è ora di mangiare, pussa via, nel sotterraneo. E a scuola andateci a piedi che vi fa bene.

Mi sembra cosa buona e giusta. Questa Casanova si è laureata al Politecnico di Milano mica a Bida. Ah, dimenticavo. Nella video-intervista c’è una domanda per nulla banale, anzi una domanda direi esistenziale: “L’ultimo pensiero prima di dormire?”. “Faccio il punto della situazione, cosa ho fatto e cosa devo fare domani”. Epperò!

Chissà se penserà anche ai 21 bambini chiusi nel sotterraneo a mangiare il panino portato da casa. A mio parere per una Lodi “più sicura, più pulita, più viva”, togliamoci anche il panino. Ancora uno sforzo signorina Casanova. C’è la può fare anche lei e Matteo le sarà riconoscente come del resto i lodigiani. Anzi, prima gli italiani. Dai rifacciamo: e gli italiani saranno riconoscenti come del resto Matteo e i lodigiani.


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