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Seduti sì, sdraiati no

Regole e regolette estetiche in Piazza del campo a Siena.

di Francesco Chiantese - giovedì 14 ottobre 2004 - 8332 letture

Come si fa a preservare una delle piazze più belle del mondo? Siamo sicuri che a Siena, le istituzioni, se lo domandano da sempre e, da sempre, stilano con santo impegno regolamenti mirati a difendere Piazza del campo dai turisti e dagli sfaccendati studenti che passano le ore ad incontrarsi nello spazio, che nei giorni di Palio, è destinato al tufo ed ai cavalli. Gia recentemente abbiamo assistito allo zelo con cui la polizia comunale ha suggerito con multe da 500 euro agli "occupanti" la piazza di non suonare, fare cori o cose troppo disdicevolmente sonore nello spazio più importante della città; ed ai bambini, molti episodi di questo tipo ci sono stati in passato, è proibito giocare con la palla o con gli acquiloni nella Piazza perchè inevitabilmente disturberebbero i turisti.

Noi avevamo dubbi sull’utilità di queste regole. Ora questi dubbi ci sono stati confermati da uno degli uomini incaricati di applicare il potere esecutivo del comune.

Qualche minuto fa, infatti, lo zelante ha fatto con cura il proprio dovere girando all’interno della Piazza e chiedendo a tutti coloro, cittadini, studenti e turisti, che stavano godendosi sdraiati gli ultimi raggi di un sole autunnale, di sedersi. Ebbene si. Secondo il regolamento comunale è lecito sedersi in Piazza del campo a Siena, ma non sdraiarsi. Ignoranti, infatti non ci è dato conoscere certe regole se non leggendo direttamente il regolamento comunale, abbiamo chiesto al tutore della legge di essere istruiti in merito. Quest’ultimo, probabilmente troppo affaccendato per chiarire i nostri dubbi, si è limitato ad indicarci il blocchetto delle multe proponendoci di mettere per iscritto tali regole.

Come chiarimento una multa.

Ottimo sistema educativo, chissà se lo stesso applicherà questo stesso stile accompagnando dall’altra parte della strada i bambini all’uscita di scuola.

Perchè il problema è questo. Chiunque abbia un pò di senno fà di tutto per difendere la bellezza di quella Piazza. Chi lavora tanto per cercare delle regole, delle mediazioni vivibili tra le abitudini e le necessità, dovrebbe far in modo che queste regole vengano fatte conoscere, vengano fatte capire. Insomma. Capiamo le più semplici regole di civiltà, ma questa ci risulta proprio difficile. Che differenza c’è tra un paio di turisti a sedere ed un paio di turisti sdraiati? I turisti, di passaggio in città, si sono messi a sedere divertiti dalla bizzarra richiesta...torneranno in Europa con il ricordo di questo strano uso "italiano"...ma noi che viviamo a Siena? Noi abbiamo riso, finchè abbiamo creduto di avere davanti a noi un vigile simpatico e burlone; abbiamo smesso quando ci è stata proposta in alternativa una multa.

Ma per cosa? Qualcuno ci spiega come mai, chiedendo informazioni, in tutta risposta si riceve la minaccia di una multa?

Vorrei evitare, ma proprio non mi riesce, una chiusura in toni retorici sul senso della piazza nella cultura italiana. Una civiltà profondamente ricca come quella senese aveva concepito una Piazza che fosse luogo di scambio culturale, di trattative commerciali, di crescita dei bambini...una sorta di agorà del popolo senese e dei suoi ospiti. Perchè trasformare tutto questo in una vetrina? Perchè tutto questo mi puzza di museificazione della cultura e delle tradizioni di cui spesso si parla?

Proveremo ad affrontare questo tema assieme, consultando esperti e responsabili in merito.

Per adesso, chiediamo al Comune di Siena, di cui stiamo apprezzando le importanti iniziative culturali (ultimissime il treking urbano ed i percorsi turistici per audiolesi), di aiutarci a comprendere il perchè di questa regola. Di fare insomma, quello che un semplice addetto della polizia municipale, si è rifiutato di fare.


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> Seduti sì, sdraiati no
15 novembre 2004, di : valerio

Complimenti per il pezzo.

Sono rimasto anch’io allibito quando ho saputo del nuovo Regolamento della Pulizia Municipale di Siena (approvato dopo 73 anni dal precedente). In effetti, quella che sembra una questione minore, quasi una bizzarria di una tranquilla città di provincia, nasconde invece aspetti che se analizzati un po’ più in profondità possono rivelarsi interessanti.

La prima domanda da porsi è: può un regolamento comunale disciplinare anche la postura dei suoi cittadini? E’ cioè costituzionalmente valido un provvedimento che vieta l’assunzione di una determinata postura in un preciso luogo del suo territorio?

E se anche fosse costituzionalmente valido, perché una Giunta (tra tutte le rogne che deve continuamente affrontare) sente questo insopprimibile bisogno di studiare e presentare in Consiglio comunale un nuovo regolamento (che tra l’altro disciplina anche l’attività degli artisti di strada e la possibilità di mangiare -sì, anche mangiare- sotto la Torre del Mangia) ?

Qual è stato, se c’è stato, il tono del dibattito che ha portato all’approvazione di questo regolamento? Si sono registrate spaccature significative all’interno della maggioranza o, come temo, la questione è stata sbrigativamente archiviata (perché tanto nè ai consiglieri, né ai cittadini senesi, verrà mai in mente di sdraiarsi in Piazza del Campo, dopo aver fatto un applaudito spettacolo di equilibrismo ed aver mangiato un meritato “ciaccino” al prosciutto).

A chi giova infatti una rigida regolamentazione del bivacco urbano: da un lato ai ristoratori che vista la mancanza di alternativa faranno pagare (ancora di più) a peso d’oro i loro coperti, dall’altro ai benpensanti che quando si troveranno ad attraversare la piazza, potranno vedere solo distese di tavolini occupati da coppie di obesi nord-americani o frotte di giapponesi intruppati e intronati, senza mai incontrare un solo paio di cosce olandesi appisolatesi accanto ai colombi della FonteGaia?

Ma ristoratori e benpensanti non dovevano essere lo zoccolo duro dell’elettorato neo-con ? E invece ce li ritroviamo alla guida di quella che (sulla carta) dovrebbe essere una giunta di sinistra, in una città di sinistra, in una regione di sinistra!

Certo, per chi amministra una realtà come Siena è molto più semplice blandire il ceto medio-alto che favorire quello medio-basso, per esempio con una politica aggressiva sul costo della casa che a Siena ha ormai raggiunto livelli osceni. Molto meglio occuparsi dello scottante problema della pennichella dei turisti!

Saluti

Valerio M.

    > ulteriori chiarimenti
    1 maggio 2005, di : Francesco

    a precisazione di quanto da voi scritto:

    a Siena:
    - è vietato sdraiarsi, è permesso sedersi
    - ma se stai mangiando un panino è vietato anche sedersi, devi farlo fermo in piedi o deambulando
    - è permesso eccezionalmente sedersi in Piazza del Mercato
    - è vietato stare a torso nudo
    - è vietato togliersi le scarpe
    - è permesso togliersi le scarpe se di tengono i calzini
    - è vietato fare l’elemosina facendo mostra dei propri problemi fisici