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Salvador Allende vince le elezioni

Era il 4 settembre 1970 e la Unidad Popolar, con a capo Salvador Allende, medico, marxista, co-fondatore del Partito Socialista Cileno, vinceva le elezioni in Cile.
di Orazio Leotta - mercoledì 1 settembre 2010 - 1993 letture

La Democrazia. Di essa c’è sempre tanto desiderio, tanta richiesta, così tanta, che la voglia di viverla, di sentirne il profumo ci fa spesso voltare indietro per assaporarne certi momenti, lontani.

Come a cercare quegli esempi di vera democrazia, di quella che fece e ci fece sognare, che riempì i cuori di speranza. Come un venticello, soffiato abbastanza per essere avvertito, fresco per essere gradito e intenso da dare fastidio a chi i venti non li sopporta, tranne che non siano venti di guerra.

Salvador_Allende Siamo nel 1970, in Cile. Si vota per eleggere il presidente. La Unidad Popular, una coalizione di centro-sinistra (Partito Socialista, Partito Radicale, Partito Comunista e Movimento de Acciòn Popular Unitario con l’appoggio esterno di tutti i sindacati), presenta il suo candidato. E’ Salvador Allende, classe 1908, medico, marxista, co-fondatore del Partito Socialista Cileno.

Gli sfidanti sono il conservatore Jorge Alessandri e il democristiano Radomiro Tomic. Allende prende più voti di tutti e il Congresso Nazionale ratifica la sua elezione a presidente (intervento necessario per chi non superava al primo turno il 50,01 % dei consensi). Il Congresso si pone sulla stessa linea degli elettori cileni e addirittura con l’81,38 % degli aventi diritto dà il via libera ad Allende. Primo candidato marxista ad essere eletto democraticamente in un paese del Sudamerica.

Nazionalizzazione del rame, riforma agraria, aumento dei salari, riforme progressiste, in una parola, promuovere la via cilena al socialismo. Questi ed altri i primi diktat del neo presidente: al primo posto, i lavoratori, le famiglie, la giustizia sociale, l’equa ripartizione del reddito, il paese. Musica soave per le orecchie di un popolo lavoratore, spesso vessato dagli interessi americani in quell’area. Naturalmente il tutto durò poco.

L’imperialismo americano, che già in sede di campagna elettorale aveva finanziato le coalizioni degli altri candidati alla presidenza, pose le basi dapprima per l’embargo e poi per un golpe militare. Kissinger ebbe a dire: “L’irresponsabilità di un popolo scellerato che pone le basi per il socialismo, non deve essere tollerata. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati soli a decidere….” . Nixon dal canto suo, che già mal sopportava le visite di Fidel Castro in Cile, non nascose mai la sua antipatia per il nuovo corso cileno. E golpe fu.

Il Generale Pinochet prese il potere con un colpo di stato l’11 Settembre 1973. I golpisti bombardarono il Palazzo Presidenziale (La Moneda) con dei caccia Hawker Hunter di fabbricazione britannica. Allende morì nel corso dell’assalto e dell’incendio che ne conseguì. Forse si suicidò, magari con quel fucile mitragliatore AK-47 regalatogli da Fidel Castro (tesi portata avanti dal medico personale di Allende).

Un estremo atto, oseremo dire romantico: "Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una lezione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento", queste le ultime sue parole al paese, proferite alla radio (ore 9.20 a Radio Magallanes), poche ore prima della morte.

Il golpe di Pinochet ebbe un’influenza politica enorme in tutto il mondo, e l’eco di questo avvenimento si farà sentire significativamente anche in Italia negli anni settanta. Salvador Allende rimane tuttora uno dei pochi presidenti che, eletti democraticamente, abbiano tentato la costruzione di una società socialista. Con l’appoggio a Pinochet, gli USA vollero preventivamente stroncare sul nascere la via democratica al socialismo, mandando un inquietante segnale di avvertimento a tutti i partiti socialisti e comunisti che in maniera democratica stavano rafforzandosi in vari paesi del mondo.

In Italia, in particolare, il P.C.I. visse gli anni ’70 con una sorta di "paura di vincere" e di subire una sorte analoga a quella di Allende (peraltro giustificata a posteriori dalla scoperta di organizzazioni segrete come Operazione Gladio e P2), e dall’altra parte le frange più estreme e violente si diedero definitivamente alla lotta armata e al terrorismo, ritenendo impossibile la costruzione di una società socialista in Occidente con metodi democratici. Questo evento rappresentò quindi uno spartiacque per la storia non soltanto cilena.

In allegato, le ultime parole pronunciate da Salvador Allende.


Questo articolo è stato pubblicato in Girodivite Primopiano/Politiche l’11 settembre 2010. Spostato in Girodivite Dossier/11 settembre 1973 l’11 settembre 2019.



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