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Salerno: in città si aggira un killer invisibile

Il radon (Rn, numero atomico 86) è un gas raro radioattivo, incolore, estremamente volatile e viene generato continuamente da alcune rocce della crosta terrestre ed in particolare modo da lave, da tufi, da pozzolane, da alcuni graniti, ecc. e diffonde nell’aria

di Vincenzo Raimondo Greco - mercoledì 4 ottobre 2006 - 5339 letture

Il radon (Rn, numero atomico 86) è un gas raro radioattivo, incolore, estremamente volatile e viene generato continuamente da alcune rocce della crosta terrestre ed in particolare modo da lave, da tufi, da pozzolane, da alcuni graniti, ecc. e diffonde nell’aria dal suolo e dall’acqua (nella quale può disciogliersi). E’ inserito dall’Oms nel gruppo 1 delle sostanze cancerogene. In spazi aperti, è diluito dalle correnti d’aria e raggiunge solo basse concentrazioni, al contrario, in un ambiente chiuso, come può essere quello di un’abitazione, il radon può accumularsi e raggiungere alte concentrazioni. Il radon è presente in alte quantità nel sottosuolo del Veneto, della Lombardia, del Friuli-Venezia Giulia del Lazio e della Campania. Quello che è comunemente noto come "il Killer silenzioso" dal sottosuolo passa nelle abitazioni attraverso fessure e piccoli fori delle cantine e dei piani seminterrati. Alcuni studi nell’ultimo decennio hanno dimostrato che l’esposizione a radon ad alte concentrazioni aumenta di molto il rischio di tumore polmonare. Si stima, infatti, sia la causa del 20% dei tumori polmonari in Italia.

Sull’argomento sono stati resi noti i risultati di una indagine condotta da Altroconsumo. All’iniziativa hanno risposto oltre 2.500 soci dell’associazione, “interessati a scoprire l’eventuale presenza nella propria abitazione del gas, dannoso per la salute: è la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo”. Su un totale di 2543 adesioni in tutta Italia, 245, circa il 10%, hanno registrato valori superiori a 400 Bq/mc (Becquerel al metro cubo) che è la soglia oltre la quale è consigliato un intervento di bonifica sulle abitazioni, secondo una Raccomandazione dell’Unione europea. I luoghi più a rischio risultano in Lombardia, Friuli, Campania, Lazio e Piemonte. Le province con i valori registrati più elevati: Salerno, Roma, Viterbo, Latina e Biella.

Il problema non è confinato a poche zone del Paese: nel complesso il valore-soglia è stato superato almeno una volta in 12 regioni su 20 e nel 38% delle 101 province. In Campania, invece, il valore-soglia è stato superato nel 20% delle rilevazioni, cioè 22 campioni su 112. “Oggi i danni alla salute causati da questo gas sono ignorati – affermano i responsabili di Altroconsumo - non vi sono campagne informative, né politiche di prevenzione, con attenzione all’utilizzo dei materiali e alle tecniche di costruzione abitativa. La legge in vigore è limitata solo ai luoghi di lavoro, mentre è proprio nelle abitazioni private che soggiornano più a lungo anziani e bambini, individui la cui salute è più vulnerabile”.

Ecco perché l’associazione indipendente di consumatori chiede che sia istituita una mappatura aggiornata del territorio per monitorare la presenza del gas cancerogeno. Rischi molto seri, quindi, ma non inevitabili. L’azione immediata è quella di aerare gli ambienti, aprendo spesso le finestre. Certo è una soluzione tampone ma serve per diluire il radon accumulato e diminuirne la concentrazione indoor.

Poi ci sono gli interventi che puntano a ostacolare il più possibile l’ingresso del gas: si va dalla sigillatura delle possibili vie d’ingresso del gas, come crepe e fessure alla costruzione di pozzetti che aspirano il gas dal sottosuolo e lo rilasciano in atmosfera; dalla depressurizzazione del vespaio alla tecnica della parete ventilata.

Tutti interventi che possono essere realizzati in modo più semplice e meno costoso in fase di costruzione o di ristrutturazione dell’abitazione. Argomento sul quale, purtroppo, anche le amministrazioni pubbliche sono insensibili.

Vincenzo Greco


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