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No-B day: miracolo a Roma

Report dalla manifestazione forse più significativa degli ultimi 15 anni: tutti insieme in piazza a chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi. Girodivite c’era.

di Serena Maiorana - mercoledì 9 dicembre 2009 - 2709 letture

Il 5 dicembre 2009 Roma si è tinta di viola.

Il viola come colore simbolo dell’Italia civile e democratica che è scesa in piazza compatta per chiedere le dimissioni del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Per dire di no al modello di governo telecentrico, antidemocratico e maschilista che ormai da troppi anni monopolizza la nostra politica, facendo del nostro paese una vergognosa anomalia cui da tempo il resto d’Europa e del mondo guardano con preoccupazione.

A fare parte del popolo viola in piazza della Repubblica a Roma nel pomeriggio di sabato scorso c’eravamo anche noi di Girodivite, pronti a partecipare e a raccontarvi la manifestazione più sorprendente, innovativa e socialmente rilevante degli ultimi 15 anni della nostra storia.

Tante le caratteristiche che hanno fatto del no-B day un evento eccezionale.

In primo luogo l’organizzazione dal basso: è stata la prima volta che in Italia una manifestazione è nata dalla semplice indignazione di singoli cittadini che, da soli, sono riusciti ad organizzarsi e a fare “rete”, tutti accomunati dalla stessa indignazione, rendendosi fautori di una protesta civile e democratica completamente apartitica.

In secondo luogo gli strumenti della partecipazione: la rete di internet è stata il luogo in cui la protesta è nata, prendendo consistenza e forma. L’utilizzo di internet per tutte le fasi dell’organizzazione ha posto le basi necessarie ad una partecipazione orizzontale e trasversale, lontana anni luce dalle solite organizzazioni gerarchiche. L’uso della rete è stato fondamentale anche e soprattutto nella fase promozionale e informativa: il tam-tam spontaneo del popolo di internet è stato l’unico strumento a disposizione dei manifestanti per far conoscere le istanze della loro protesta. E d’altronde non avrebbe potuto essere altrimenti in un paese in cui l’informazione ufficiale e nazionale mortifica ogni giorno se stessa e l’intelligenza dei suoi spettatori, ignorando i fatti e il mondo reale, diventando puro organo di propaganda governativa (l’unica televisione pubblica a mandare in onda la diretta della manifestazione è stata quella danese!).

La rete è diventata così, prima ancora della piazza, il nuovo luogo della protesta e della partecipazione civile, incredibile sfida sociale in un paese ancora tra i fanalini di coda dell’Europa informatizzata.

Ma il dato certamente più rilevante del no-B day è stato senza dubbio la partecipazione.

Il solito balletto di cifre continua ancora: 90.000 per la questura, oltre un milione per gli organizzatori. Noi che c’eravamo non possiamo fornire cifre esatte, ma certamente possiamo testimoniare l’immagine di una partecipazione inaspettata e sorprendente: sia piazza della Repubblica alla partenza che piazza San Giovanni all’arrivo straripavano di gente, trasformando le strade di Roma in una valanga umana. Ma ciò che ci ha maggiormente sorpresi non è stata solo la quantità ma anche la “qualità” della partecipazione: nonne, operai, studenti, impiegati, casalinghe, giovani e meno giovani hanno partecipato compatti, straordinaria eccezione in un paese in cui la divisione sociale è di solito l’unica certezza.

Il no-Berlusconi day è apparso, a chi c’era, come un miracolo democratico, un improvviso risveglio della coscienza civile di un paese intero, che decide tutto insieme di dire basta e di non accettare più l’inaccettabile. Ma non solo, è stato anche una sfida vinta: dell’informazione contro la censura, dei new media contro la tv, della partecipazione contro l’indifferenza. Un miracolo che si è ripetuto anche altrove, con sit-in organizzati in contemporanea in molte altre città d’Italia, d’Europa e del mondo (Siviglia, Madrid, Londra, Parigi, Montreal, San Francisco, San Paulo etc, solo per citarne alcune). Particolarmente partecipato a questo proposito il no-B day Berlino, che ha visto radunarsi davanti la Porta di Brandeburgo più di mille partecipanti. Per una volta nel nostro paese il popolo ha saputo riconquistare i suoi spazi e soprattutto crearne di nuovi, tornando ad essere protagonista della politica e lasciando ai partiti la posizione subalterna di adeguamento alle istanze del popolo. Così alla fine la protesta si è trasformata in una festa della partecipazione: tutti insieme, di nuovo fieri di essere italiani.

www.noberlusconiday.org

www.youtube.com/watch?v=wWxAochm6KU

Lo speciale di Girodivite dedicato alla manifestazione


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