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Mediterraneo tossico: l’Italia trionfa nell’inquinamento marino


Dal rapporto dell’UNEP (il programma ambientale dell’ONU) il mar Mediterraneo risulta tra i più inquinati del mondo; il WWF propone urgenti contromisure
sabato 3 gennaio 2004, di Gaetano Mangiameli - 9602 letture

Un poco esaltante testa a testa sulle emissioni inquinanti nel Mediterraneo vede l’Italia e la Francia in prima linea nel preoccupante rapporto dell’UNEP (il programma ambientale dell’ONU). Secondo questo rapporto, pubblicato a Catania nel mese di Novembre, in occasione del XIII incontro della Convenzione di Barcellona per la protezione del Mediterraneo, ogni anno vengono scaricate nel Mediterraneo 55 tonnellate di lindane. Si tratta di un pesticida il cui uso è vietato nell’UE già dall’inizio degli anni ’90. Il lindane è uno dei cosiddetti POP (Persistent Organic Pollutants o Inquinanti Organici Persistenti), un gruppo di pesticidi e sostanze chimiche industriali ad altissimo potenziale tossico. Gli effetti documentati di questi composti comprendono attività cancerogene, immunodepressive e endocrino-distruttive sia negli animali che negli uomini. Il WWF, assieme ad altre 16 ONG (tra cui Greenpeace e Friends of the Earth), ha presentato una petizione ai governi dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo e che non hanno ancora ratificato il Protocollo sulle fonti di inquinamento della terra ferma (Land Based Sources of Pollution), per chiedere loro di farlo urgentemente. L’implementazione del protocollo impedirebbe il rilascio di questi altri livelli di inquinanti organici. In una petizione congiunta presentata al meeting da 16 ONG a 21 Ministri si chiedono forti sforzi da parte dei paesi del Mediterraneo per implementare il Protocollo. Algeria, Bosnia Herzegovina, Croazia, Egitto, Israele, Libano, Libia, Serbia e Syria devono ancora ratificare il Protocollo. Di questi paesi, servono solo 3 firme per permettere che il protocollo diventi legalmente vincolante per i paesi del Mediterraneo che hanno ratificato la Convenzione di Barcellona. Le ONG hanno chiesto a questi paesi di procedere il più presto possibile e non più tardi di 6 mesi, per permettere al trattato di entrare in vigore. Qualche altro dato ci può aiutare ad avere un quadro complessivo della situazione. L’Italia risulta prima assoluta nell’inquinamento marino dovuto ad alcuni metalli pesanti (piombo, cadmio, rame e zinco): il 30% dei rilasci totali di queste sostanze nel Mediterraneo viene proprio dal Belpaese. Ogni anno, l’Italia produce 2174 tonnellate di piombo (la Spagna 944 e la Francia 868); 30 tonnellate di cadmio (14 tonnellate in Spagna e 12 in Francia); 8576 tonnellate di rame (la Turchia 2220 e la Serbia 1950); 1949 tonnellate di zinco (la Serbia 1804 e la Francia 1310). Nella produzione di diossine dobbiamo ancora «migliorare» per raggiungere il primato della Francia, ma inquiniamo comunque più di Spagna, Grecia e Portogallo. Risulta molto grave il dato sull’emissione di mercurio, il metallo pesante più pericoloso per l’ambiente e la salute. Classifica del mercurio, espressa in tonnellate abbandonate in mare: Spagna 18, Francia 17, Italia e Grecia «solo» 13.

Fonte: WWF International (traduzione di Fabio Quattrocchi)

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> Mediterraneo tossico: l’Italia trionfa nell’inquinamento marino
5 dicembre 2004, di : Hello’Infidels

E poi parlate di Bush...FOUR MORE YEARS///
> Mediterraneo tossico: l’Italia trionfa nell’inquinamento marino
12 gennaio 2005

sarei interessato a leggere il rapporto dell’UNEP è possibile avere gli estremi.
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