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31 Gennaio: a Roma per i migranti, tra centri di detenzione e diritti negati

di Gaetano Mangiameli - mercoledì 31 dicembre 2003 - 4267 letture

Riceviamo e pubblichiamo

Appello per costruire la giornata di mobilitazione del 31 gennaio prossimo

Costruiamo insieme a partire dai territori la giornata di mobilitazione nazionale del 31 gennaio

Libertà e diritti per i migranti

No alla guerra permanente

Per la chiusura dei centri di detenzione

Per la regolarizzazione di tutti i migranti

Per il riconoscimento del diritto di asilo

L’opposizione sociale alle politiche europee e nazionali che negano ai migranti il diritto all’esistenza, riducendoli a merce da lavoro, che propongono un modello di cittadinanza binario, separato e escludente che produce e riproduce processi di clandestinizzazione dei migranti (ma non solo), non è morta in questi mesi, ma ha stentato ad uscire da una forte frammentazione e a trovare una visibilità nazionale. La giornata di mobilitazione del 31 gennaio lanciata a Parigi su una piattaforma molto articolata, che vede al centro del ragionamento le frontiere e la libera circolazione, permette di riavviare un percorso unitario ricompositivo e coordinato di sensibilizzazione e di mobilitazione di massa coinvolgendo il numero più ampio possibile di migranti, organizzazioni della società civile, associazioni antirazziste, sindacati, partiti, personalità, cittadini, uomini e donne per rivendicare una diversa politica dell’immigrazione in Italia ed in Europa. Questo percorso noi pensiamo debba però partire dai territori. Rimarcando la necessità di ricreare e valorizzare luoghi rappresentativi del movimento che assumano e facciano proprie le riflessioni e l’azione politica dei e con i migranti, come assemblea romana (che si è riunita lunedì 15 dicembre) assumiamo la data del 31 gennaio nello spirito della costruzione di un percorso che sfoci in un’indizione di una giornata coordinata a livello nazionale. Non pensiamo che sia possibile oggi decidere di organizzare una manifestazione nazionale a Roma per il 31 gennaio, perché non abbiamo oggi una sufficiente garanzia di poter scendere in piazza numerosi, ma proponiamo di verificare città per città, territorio per territorio la possibilità di costruirla. Crediamo, invece, nell’efficacia di iniziative di mobilitazione diffuse e articolate su piattaforme che consentano di legare la dimensione europea proposta a Parigi con le specificità delle situazioni locali. Crediamo anche che, soprattutto in questa fase, vada affrontata una seria riflessione sulla relazione che lega le condizioni dei migranti, la guerra interna e il dispositivo della guerra preventiva. La guerra permanente ha ottenuto il suo primo trofeo, ma non cesserà perché è nata dalla crisi economica, sociale e politica del neoliberismo e dalla perdita della sua legittimità. La costruzione ideologica della «irriducibilità delle culture», dell’«altro come nemico», dello scontro tra civiltà, dell’equazione tra islam e terrorismo continuerà a cancellare i diritti, in primo luogo il diritto di asilo, e a criminalizzare il dissenso. A Roma alcuni compagni kurdi, sostenuti dall’intera comunità, avvieranno a metà gennaio una forte protesta per riproporre con forza, a partire dalla loro condizione, la rivendicazione di una tutela reale e piena del diritto di asilo e il riconoscimento della questione kurda, proprio mentre si discute dell’entrata della Turchia nell’Unione Europea. Assumendo la loro proposta, pensiamo di farla vivere, di arricchirla e di comunicarla costruendo una mobilitazione, in cui differenti iniziative e azioni già in preparazione, confluiranno nella giornata del 31 gennaio. Intendiamo centrare la nostra iniziativa sulla garanzia del diritto di asilo e sui temi della cittadinanza. Sui temi del diritto alla casa, al reddito, all’abitare, alla partecipazione, al voto, abbiamo lavorato in questi mesi e con questi contenuti vogliamo portare il nostro contributo alla piattaforma del 31 gennaio. Nel frattempo verificheremo con i compagni del Sud l’opportunità di far diventare questa piazza un luogo di mobilitazione nazionale che raccolga i momenti di lotta fin qui condotti e per avviare un nuovo percorso ricostituivo del movimento per la libertà e per i diritti dei migranti in Italia. Per costruire insieme questo percorso invitiamo tutte le realtà di movimento, le organizzazioni antirazziste, i singoli compagni a discutere con noi a Roma il 10 gennaio presso il centro sociale ex Snia Viscosa alle ore 13,00. Per questo proponiamo che le due giornate di seminario proposte dal tavolo di continuità del Forum Sociale Europeo per il 10 e 11 gennaio si svolgano a Roma in modo da facilitare la partecipazione dal Nord, dal Centro e dal Sud Italia.

Acrobax, Ararat, Arci Roma, Associazione Dromomania, Comitato immigrati di Roma, Commissione Immigrazione di Rifondazione Comunista Roma, Cooperativa Rom Bosnia-Herzegovina, Coordinamento cittadino di lotta per la casa, Coordinamento Giuristi Democratici, Dipartimento nazionale immigrazione di Rifondazione Comunista, Disobbedienti Roma, Federazione di Rifondazione Comunista di Roma, Lunaria, Senza confine, Servizio Legale Immigrati,Vittorio Occupato


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