La vita se ne frega ma io voglio vivere ancora un po’

Adesso spero di riuscire a dormire e domani si conterà e si canterà com’è d’usanza ormai.
di Daniela Leotta - sabato 21 marzo 2020 - 403 letture

L’evoluzione se ne infischia della vita dei singoli esseri umani. Deve avanzare, cambiare, mutare, proprio come un virus, e lo fa attraverso tutte queste vite umane le quali vanno e vengono come se salissero e scendessero dalla metropolitana. Poco fa ascoltavo il giornalista Marco Damilano mentre diceva che si sarebbe dovuto dare un nome e un volto a tutti questi morti. Mentre il suo è un nobile pensiero il mio, che invece è riduttivo, lo è molto meno: siamo puntini che appaiono e scompaiono con un volto e un nome in prestito.

La solitudine mi fa vedere più intensamente del solito il mondo e me stessa con distacco e mi regala una serenità ancora però da raffinare. Altre volte invece il senso di impotenza si affaccia e ho voglia di capire e razionalizzare ed emergono pensieri che vengono fissati su queste sorti di cartelloni pubblicitari che il viaggiatore può scorgere o meno lungo la strada o meglio lo scorrere su fb.

L’impotenza di fronte alla morte viene mitigata dalla potenza di dare la vita. Allo stesso tempo però questo senso di potenza ci fa sentire ancora più frustrati e arrabbiati perché impotenti invece sulla morte. Ma senza quest’ultima il virus dell’evoluzione non sopravviverebbe e l’umanità rimarrebbe uguale a se stessa nei secoli.

Lo stare a casa, senza avere nulla che mi metta fretta, mi fa sentire rilassata e serena in un distacco senza tempo. Poi ritornano i pensieri di allarme e di preoccupazione che levano il sonno. Sono a casa e non lavoro in un momento in cui il lavoro mi dava davvero tante soddisfazioni e penso alla cassiera dell’Eurospin, costretta invece a lavorare con una maschera da saldatore anche per far sì che io possa rifornire il mio congelatore di pizze congelate.

Il senso di distacco mi spinge a guardare questo momento, indubbiamente storico, come se non mi appartenesse. La terra è qualcosa che mi sopravviverà e bisogna essere molto seri a riguardo, ma io non sopravviverò a qualcosa che un giorno deciderà per me, motivo per cui mi riesce difficile spesso prendere la vita sul serio anche se le cose che vi accadono sì. Nonostante tutto però, come tanti altri, voglio vivere un altro po’ e un altro po’ ed essere ancora presa in giro dalla vita.

Adesso spero di riuscire a dormire e domani si conterà e si canterà com’è d’usanza ormai.


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