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Ischia: una frana su cui discutere

Ischia, come Sarno, Nocera Inferiore sono esempi dove incendi e abusivismo edilizio hanno “agevolato” situazioni di una gravità enorme.

di Vincenzo Raimondo Greco - mercoledì 10 maggio 2006 - 4711 letture

La recente tragedia che ha colpito l’isola di Ischia ripropone, con forza, la delicatezza del sistema idrogeologico italiano. Quasi l’80% dei Comuni svolge un lavoro insufficiente per la mitigazione del rischio idrogeologico. Una situazione molto preoccupante se si considera che poco più della metà delle amministrazioni ha elaborato un piano d’emergenza e soltanto il 46% lo ha aggiornato negli ultimi due anni.

Ischia, come Sarno, Nocera Inferiore sono esempi dove incendi e abusivismo edilizio hanno “agevolato” situazioni di una gravità enorme. Secondo l’ultimo rapporto di Legambiente, “nei primi soli tre mesi del 2004, i vigili urbani dei sei comuni di Ischia hanno messo i sigilli a oltre 500 cantieri fuorilegge. Esemplare il caso del comune di Forio, il più esteso dell’isola con i suoi 13 chilometri quadrati, dove solo nel mese di febbraio 2004 sono stati sequestrati almeno 200 cantieri abusivi”.

Drammatico anche il dato sulle domande dell’ultimo condono. Complessivamente nei sei comuni dell’Isola fino a maggio 2004 erano pervenute circa 9.000 domande. A tutto questo, va aggiunto la notevole pressione urbanistica che caratterizza i comuni dell’isola. Dal 1951 al 1981, in trent’anni i vani sono passati da 18.843 a 69.560 con un incremento del 269%, secondo i dati ufficiali dei censimenti della popolazione. “E dal 1981 ad oggi- denuncia Legambiente- si stima che i vani realizzati siano oltre 100mila, pur in presenza di una legislazione fortemente vincolistica. Il tutto farcito dal fatto che la pianificazione territoriale sull’isola è al palo. Nel biennio 2003-2005 si stima che sia stato consumato un 2% del territorio utile, quella parte dell’isola che non è compresa nel corpo centrale dell’Epomeo”.

Quanto accaduto a Ischia ci riporta ad una triste realtà. “Oggi siamo davanti ad una triste realtà: l’abbattimento del Fuenti del 1999, le 400 case abusive sulla pineta di Eboli e le torri del Villaggio Coppola sono - afferma Michele Buonomo, presidente regionale Legambiente - un lontano ricordo. In Campania la stagione delle ruspe che dovevano cancellare gli scempi sul territorio registra una forte fase di stallo”.

Sbaglia chi ritiene che l’abusivismo non produce danni. “ Giova - prosegue Buonomo di Legambiente- ricordare casi come quello di Lettere (Napoli), dove il 22 dicembre 1997 una frana si abbatte su due costruzioni abusive sulle quali pendeva ordinanza di abbattimento sospesa però per richiesta di condono: risultato, 3 morti e 5 feriti. O come la frana che il 23 febbraio 1986 investì Palma Campania una casa abusiva facendo 8 morti, senza dimenticare la tragedia di Sarno di cui tra pochi giorni ricorre l’anniversario”. Ciò che è accaduto a Ischia rischia di colpire qualsiasi altro comune campano; bisogna, quindi, correre ai ripari, con una politica di prevenzione seria. In caso contrario non servirà piangere le incolpevoli vittime.

A preoccupare Legambiente sono i dati: la Campania si conferma leader nazionale con 6144 case abusive realizzate nel 2004(erano 5568 nel 2003) e altrettanto si stimano che verranno realizzate nel 2005.

Nel 2005 - si legge in una nota di Legambiente -sono state più di 500 le opere abusive realizzate nella sola costiera amafitana secondo una nostra elaborazione sui dati della Guardia di Finanza, sezione navale di Salerno, Carabinieri della Compagnia di Amalfi e dai vari corpi dei vigili urbani delle principali località della divina costiera. E davanti a questo diluvio di cemento, nel 2005, si sono registrati in Campania solo 2 abbattimenti di case abusive nel Parco Nazionale del Vesuvio”. Oltre 12 mila costruzioni abusive, nate tra il 2004 e il 2005, che, per Buonuomo, rappresentano “un fardello insopportabile per la qualità dell’ambiente nella regione”. Allora cosa fare?

Serve - dichiara Buonuomo -una risposta immediata e convincente, magari attraverso la definizione di un vero e proprio programma nazionale di lotta all’abusivismo edilizio che veda il coinvolgimento di regioni, province e amministrazioni locali. Un piano che riparte in Campania dove chiediamo meno ’politichese’ piu’ ruspe partendo dagli abbattimenti degli ecomostri dell’ Hotel Castelsandra a Castellabate e scheletro dell’Alimuri in penisola sorrentina”.

Una lotta all’abusivismo edilizio che si sposa con il rifiuto della politica dei condoni. E’grazie a questa politica "ed ai numerosi provvedimenti in deroga urbanistica, oltre ad ex presidenti del Consiglio ed alle mogli di giornalisti famosi, i ’furbetti del cantierino’- si legge in una nota di Italia Nostra - stanno cambiando il volto delle nostre città".


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Ischia: una frana su cui discutere
7 settembre 2006, di : Giovanni

Abito a Nocera Inferiore. Sono stato coinvolto con parenti dalla frana del marzo 2005. Non ho ben capito,leggendo l’articolo, se sono le case abusive a causare le frane oppure non bisogna costruire case abusive in zone pedemontane per il rischio frana in Campania. Se qualcuno ha stabilito tecnicamante che le case abusive provocano frane, sono d’accordo su quello che scrivete. Senza comunque entrare nei complicati argomenti geofisici e geotecnici vi invito a visitare il sito http://www.misericordiaonline.net/selfsafe/welcome.html? .Inoltre, per la frana di Nocera Inferiore il GIP incaricato per le indagini ha evidenziato, avvalendosi delle relazioni di esperti geologi che la frana è stata provocata da una strada/e costruita/e nel cuore della montagna. Questa strada è proprio sul vertice della frana e se si osservano le frane di Sarno ed anche altre si notano le strade ai vertici delle frane. Il ragionamento è lungo ma ritengo che i comuni nella cui area esistono rischi del genere debbano prevedere un piano di prevenzione contro l’abusivismo in genere e un piano di emergenza considerando che è impossibile mettere in sicurezza alcune zone.Vedi dove passano le autostrade per esempio e Nocera Inferiore ne è un esempio. Grazie per avermi consentito di esprimere un parere sull’argomento. Giovanni
    Ischia: una frana su cui discutere
    30 aprile 2007

    sono parente delle ragazze morte il 30 aprile a ischia le case avevano tutto acqua luce e stavano li da oltre 40 anni e a nessuno è mai venuto in mente di controllare le cose come andavano quando è stato fatto le famiglie nn sarebbero rimaste la a rischiare la proprio vita e quella dei loro cari...oggi è l’ anniversario di quella tragica giornata e un dolore sordo ancora ci trafigge il cuore...purtroppo nessuno ci può ridare quello che ci è stato tolto ma sopratutto è stato tolto a quella moglie e mamma che oggi non ha più ragione di vivere il coraggio x andare avanti è dato dalla piccola nipote stella anche lei ha vissuto il momento della frana ma ne è uscita per fortuna illesa...