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Dopo gli avvisi di garanzia, scricchiola il Consiglio comunale di Salerno

Rischia lo scioglimento il consiglio comunale di Salerno. L’ipotesi è al vaglio del Prefetto dopo gli arresti e gli avvisi di garanzia che hanno colpito alcuni amministratori locali

di Vincenzo Raimondo Greco - martedì 10 gennaio 2006 - 3928 letture

Rischia lo scioglimento il consiglio comunale di Salerno. L’ipotesi è al vaglio del Prefetto dopo gli arresti e gli avvisi di garanzia che hanno colpito alcuni amministratori locali ( tra cui il sindaco, Mario De Biase) e il parlamentare diessino Vincenzo De Luca. E’ un elenco lunghissimo di nomi importanti, di ex amministratori, di uomini di partito e della società salernitana che “conta”. Avvisi di garanzia che hanno raggiunto, come si diceva, il sindaco Mario De Biase (è il secondo nel giro di pochi giorni), l’onorevole Vincenzo De Luca, gli ex assessori al lavoro delle giunte De Luca e De Biase, Franco Mari (rifondazione comunista) e Mariano Mucio (attuale presidente della Società acqua), Ernesto Ricciardi (titolare della delega all’urbanistica nella giunta De Luca), Fausto Martino (ex assessore all’urbanistica nella giunta De Biase). Ma anche tecnici e consulenti del Comune (Felice Marotta, Bianca De Roberto, Alberto Di Lorenzo) e sindacalisti ( Giovanni Berritto, segretario provinciale della Cgil Chimici).

Il terremoto giudiziario che mina le fondamenta del governo cittadino inizia il 10 dicembre quando arrivano i primi 13 avvisi di garanzia per i 450 alloggi in località Picariello:150 alloggi di edilizia agevolata e 250 di edilizia libera. E a Natale nessuno dorme sonni tranquilli perché giunge la seconda ondata di avvisi di garanzia; questa volta gli indagati sono 45 per l’affaire relativo alla variante della ex Ideal Standard, una maxi lottizzazione di terreni inizialmente destinata alla creazione del Sea Park e poi finita nel progetto per la centrale termoelettrica della Energy Plus. Le contestazioni vanno dall’associazione a delinquere al falso, dall’abuso d’ufficio alla concussione.

Un terremoto giudiziario che mette a dura prova la coalizione che governa la città campana. Chiedono o scioglimento del consiglio i rappresentanti dell’opposizione mentre restano in attesa di conoscere gli sviluppi delle indagini i rappresentanti della maggioranza che pure esprimono un cauto appoggio alla giunta dei centro sinistra guidata da De Biase. Anche se tutti sono pronti a rassegnare le dimissioni poco prima dell’eventuale scioglimento prefettizio..

L’aria che si respira, a palazzo di città è, quindi, particolarmente tesa. Sull’argomento interviene, con una nota, il sindaco De Biase per rivendicare “le ragioni politiche” di una scelta. “La chiusura dello stabilimento Ideal Standard, avvenuta il 30 dicembre 1998, determinò una grave crisi occupazionale, economica e sociale nella città di Salerno. Centinaia di lavoratori e famiglie si ritrovarono praticamente sul lastrico. Il Comune di Salerno - si legge nella nota di Palazzo di Città -ritenne suo dovere intervenire per tentare di salvaguardare i lavoratori e le loro famiglie, garantendo al tempo stesso una prospettiva di sviluppo coerente con il più generale programma di risanamento urbanistico e recupero delle funzioni socio-economiche dell’intero territorio cittadino attuato in quegli anni”. Nelle intenzioni della giunta “la realizzazione di un parco ludico-tematico (Sea Park, N.d.r.)” era “perfettamente integrato nei programmi di valorizzazione turistica di quella zona ove sono stati già realizzati lo Stadio “Arechi” ed il MultiSala Medusa , è in fase di costruzione il PalaSalerno, si sta progettando un nuovo porto turistico” .

Ma sotto i riflettori della Magistratura ci sono tutte le varianti approvate dal Consiglio comunale ( quella per la costruzione del Novotel, del Playgarden, della MCM, dell’area ex Salid e quella dei “Fonditori di Salerno” e, forse, l’intero Piano Urbanistico Comunale. Preoccupazione fatta balenare dallo stesso sindaco dopo aver ricevuto il primo avviso di garanzia. “Non vorrei che questa inchiesta sia una intimidazione per il Puc” dichiara in conferenza stampa. E aggiunge: “questa inchiesta rischia di essere un ulteriore freno. I dirigenti potrebbero chiedersi se vale la pena subire perquisizioni alle prime ore del mattino solo per fare il proprio lavoro”. Un possibile blocco dovuto alle indagini in corso che preoccupa anche l’associazione costruttori. “E’ fondamentale per i costruttori salernitani - dichiara il presidente Antonio Lombardi in occasione della consueta conferenza stampa di fine anno - poter disporre di una strumentazione di sviluppo chiara ed efficace in tutti gli aspetti operativi, la quale fornisca certezza di procedure, chiarezza di obiettivi, tempi e costi certi relativamente ai tempi della trasformazione urbana”.

Dopo aver ricordato “l’importanza del Puc in quanto legato al rilancio del mercato immobiliare e alla realizzazione di opere pubbliche”, Lombardi auspica che le indagini della magistratura nei confronti del sindaco De Biase, dell’on. Vincenzo e Luca e di altri esponenti dell’amministrazione comunale non frenino l’economia. “La magistratura deve far il suo corso, - ribadisce Lombardi - si spera che questa vicenda non blocchi quello che è stato fatto in passato perché comporterebbe un freno all’economia e quindi allo sviluppo”. Posizione speculare rispetto a quella del sindaco De Biase che vede diminuire la possibilità di essere ricandidato alla carica di primo cittadino; lo sostiene ancora De Luca che lo designò come suo successore, frenano i verdi e rifondazione comunista. Assordante il silenzio della margherita rotto da una netta presa di posizione del parlamentare Roberto Manzione, autore di numerose interrogazioni parlamentari sulla vicenda della centrale termoelettrica. “E’ risultato chiaro che il diritto alla salute di molti cittadini salernitani era in vendita. Qualcuno comprava e qualcuno vendeva: un turpe commercio. L’impressione complessiva che si ricava, dopo gli ultimi fatti - sostiene il vice capogruppo al Senato della Margherita - è che a Salerno il malaffare imperi”. Per l’esponente diellino “a Salerno la politica ha dimostrato tutta la sua incapacità di autoregolarsi. Ancora una volta la magistratura deve intervenire per ripristinare il rispetto delle regole”. Chiare, quindi, le responsabilità politiche ma anche di quella “stampa supina, che ha nascosto la verità. Ci sarebbe da chiedersi - conclude Manzione - come mai la magistratura intervenga soltanto ora. A Salerno per molti anni c’è stato qualcuno che ha bloccato le indagini per nascondere la verità. Adesso la magistratura sembra libera, ma non può rinunciare a fare chiarezza al suo interno”.

La parola, quindi, passa al prefetto e al Parlamento al quale è stata chiesta l’autorizzazione a procedere per Vincenzo De Luca.


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