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Sciopero della fame delle detenute de L’Aquila

Anna Beniamino e Silvia Ruggeri, due detenute del reparto di massima sicurezza del carcere dell’Aquila sono in sciopero della fame dal 29 maggio. Protestano per l’isolamento a cui sono costrette e denunciano una struttura chiusa e dura. In tanti, in queste ultime ore, si stanno mobilitando per chiedere garanzie in loro favore.
di Fabio Iuliano - mercoledì 19 giugno 2019 - 1079 letture

"La garanzia della certezza della pena non può escludere la tutela dei diritti basilari delle persone, men che meno privarle di un senso di umanità", ha affermato Americo Di Benedetto, consigliere regionale”. La mobilitazione ha fatto registrare anche l’occupazione di palazzo Fibbioni, la sede del municipio. Gli attivisti sono riusciti, tra l’altro, a salire sulla gru posta al fianco della Cattedrale di San Massimo in Piazza Duomo esponendo un lungo striscione con su scritto: "Chiudere la AS2 di L’Aquila".

Anna Beniamino è stata fermata dalla Digos a Soriano nel Cimino l’anno scorso, nell’ambito dell’operazione “Scripta Manent”. Con lei in sciopero Silvia Ruggeri, invece, è stata arrestata in occasione dello sgombero dell’Asilo di Torino, occupato dal 1995.

WhatsApp_Image_2019-06-17_at_12.32.24Le parole delle due: "Ci troviamo da quasi due mesi rinchiuse nella sezione ’AS2’; oramai sono note, qui e fuori, le condizioni detentive frutto di un regolamento in odore di 41bis ammorbidito. Siamo convinte che nessun miglioramento possa e voglia essere richiesto, non solo per questioni oggettive e strutturali della sezione gialla (ex 41bis). L’intero carcere è destinato quasi esclusivamente al 41bis, per cui allargare un poco le maglie del regolamento di sezione ci pare di cattivo gusto e impraticabile, date le ancor più pesanti condizioni subite a pochi passi da qui. Non possiamo non pensare a quante e quanti si battono da anni, accumulando rapporti e processi penali. A questo si aggiunge il maldestro tentativo del DAP di far quadrare i conti istituendo una sezione mista anarco-islamista, che si è concretizzata in un ulteriore divieto d’incontro nella sezione stessa, con un isolamento che perdura. Esistono condizioni di detenzione, comune o speciale, ancora peggiori di quelle aquilane. Questo non è un buon motivo per non opporci a ciò che ci impongono qui. Noi di questo pane non ne mangeremo più".

Sulla vicenda, la deputata del Pd Stefania Pezzopane ha presentato una interrogazione urgente al ministro Alfonso Bonafede. "La situazione delle due donne detenute nel reparto di massima sicurezza del carcere dell’Aquila sembra essere preoccupante e ritengo vada verificata con urgenza. Conosco l’impegno costante e quotidiano del personale di polizia penitenziaria e di tutta la struttura operativa a Costarelle, fanno ogni giorno il massimo, considerando anche l’insufficienza degli organici. Le notizie che arrivano sulle due detenute non sono positive. Cosa sta succedendo? Ho pertanto presentato una interrogazione al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per chiedere un suo immediato intervento." 03-WEB

La parlamentare abruzzese del Pd ha chiesto inoltre al ministro Bonafede di "verificare se la condizione di isolamento prevista dallo statuto carcerario non sia in contrasto con principi costituzionalmente sanciti e con i più elementari diritti umani e come intenda risolvere una situazione così pericolosa".


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