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Salerno: Riflessione sulla sindrome “dell’isolamento”

Stiamo assistendo in questi giorni di campagna elettorale a Salerno a scene di uno squallore unico.

di Enzo Maddaloni - giovedì 15 giugno 2006 - 3473 letture

Solo alcuni giorni fa il gota della sanità della Campania: l’Assessore Montemarano in testa ed il Vice Presidente della Giunta Regionale Valiante hanno visitato l’Azienda Ospedaliera di Salerno, dove lavoro, impegnando i Manager a sostenere il candidato a sindaco di Salerno Andria (anche lui presente all’incontro con molti medici e primari): la proprietà pubblica è ormai diventata privata!

Gli operatori della sanità da anni, credo avvezzi a queste logiche di occupazione istituzionale del potere, come me, hanno registrato con fastidio questa visita.

In questo contesto però vorrei soffermare la mia riflessione su un termine molto ripetuto in questa campagna elettorale, anche dal (Compagno) Presidente Antonio Bassolino in persona e da tutti i sostenitori del candidato Andria, in questo caso proposto a mo di vera è propria sindrome e ammonimento: “l’isolamento”.

Ora, considerato che per molti "isolarsi", in certi momenti, può essere vissuto come momento di riflessione, quindi, come aspetto positivo della propria vita personale e/o sociale isolarsi, quindi, di per se non è negativo a differenza di come ci viene proposto in questo caso, più appunto come uno “spauracchio” un "avvertimento".

Inoltre, va cosniderato che "l’isolamento" può essere vissuto anche come momento “liberatorio” da una persecuzione politica o da una condizione negativa. D’altronde, la stessa proposta di seccessione avanzata da alcune regioni settentrionali e che a breve ci porteranno a votare un referendum, dovrebbe farci riflettere di quali sono le ragioni che in un processo di globalizzazione spingono delle comunità ad "isolarsi" apparendo anche ciò come una possibile contraddizione, in verità.

Quindi, “isolarsi” sempre nell’eccezione letterale del termine è assunto o personalmente o socialmente in certi momenti (storici) anche come soluzione positiva, aggiungo, forse mai come in questo momento, perché tende sostanzialmente a “distinguerci dal mucchio...uscire fuori dal branco.....rivendicare una propria autonomia...un’identità..una diversità... ” che non significa affatto estraniarsi dal contesto o nascondersi perché si ha paura, anzi forse è vero il contrario!

Il problema resta però quando questo termine viene utilizzato, nel nostro contesto sociale ed istituzionale, da un compagno e per giunta Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino come "spauracchio" e "avvertimento" del rischio negativo "condizionando altre scelte".

La questione, in questo caso, ed a mia opinione, non può essere sottaciuta nella sua valutazione di un fenomeno, sempre più deviante, dell’uso sia di un qualsiasi ruolo istituzionale, che dell’occupazione del potere delle stesse istituzioni democratiche, perchè si rischia di ledere, intervenendo nella sfera dei diritti civili di una persona e/o di una popolazione, che rivendica attraverso una ricerca di autonomia e di identità , le garanzie democratiche altrimenti il rischio è che si impone un regime.

In questo caso le esperienze vissute negli ultimi anni in europa e nel mondo sono molte ma soffermandoci solo agli esempi Italiani richiamo l’attenzione sui motivi che possono spingere una popolazione come il Trentino Alto Adige a ritornare con l’Austria, perchè non si sente rappresentata dall’Italia; il settentrione d’Italia che auspica in parte alla seccessione alla faccia di Cavour e Garibaldi, a fronte proprio di una crisi istituzionale e politica che, negli ultimi anni, ha rappresentato anche logiche feudali dei signorotti della politica: figli, mogli e nipoti nelle liste elettorali; con una comunità locale soggiogata in maniera trasversale a logiche clientelari ed affaristiche che rischia di perdere valori ed identità.

Qui ci dovremmo chiedere perché viene usato a mo di spauracchio questo assunto?

L’assunto è:”... se non si sta come me, tu vieni (sei) isolato!”

Quindi non rappresenta più una condizione positiva maturata per una tua libera scelta ma una “condizione negativa” proprio perché la conseguenza di una tua scelta “libera” diventa sbagliata e ti “isola”. Cio nel nostro caso è rappresentato dal fatto di non far votare a Enzo De Luca, ma Andria a Sindaco di Salerno.

Nella sostanza se fai la prima scelta, questa di per se ti porterà conseguenze negative, perchè corri il rischio come Cittadino di questa comunità di non poter utilizzare un contesto politico che ti possa garantire diritti di cittadinanza e cio perchè un’altro livello di governo istituzionale diverso non collaborerà positivamente per questi obiettivi di civiltà e di sviluppo di una comunità locale.

Ora mi chiedo, come Cittadino, come militante politico, come iscritto ai DS: può un compagno e Presidente di una Regione (Campania) come Antonio Bassolino sostenere come slogan di una campagna elettorale un concetto che dovrebbe appartenere ad una logica di potere estranea alla politica e alla tutela della democrazia e dei diritti civili (aggiungo io), proprio in un momento storico come il nostro, che ci vedrà a breve affrontare il tema referendario, che si pone il problema costituzionale di tenere Unita l’Italia ?

Non si rischia cosi di riscrivere una Carta Costituzionale non più basata su diritti civili dei cittadini e dei lavoratori e di tutte le "resistenze" ma solo dei potentati di turno ?

In verità “l’isolamento”, nell’attuale contesto istituzionale “più largo”, oggi, e credo sempre più domani, non rischia di viverlo proprio la nostra Regione Campania a fronte di un Sistema Sanitario Regionale che ha pubblicizzato il deficit e privatizzato il credito sul vecchio modello “cileno di Pinochet”, privileggiando le alte specialità a discapito del territorio e della presa in cura delle persone, con 12.000,00 Mld di vecchie lire di debiti, cosa che sta rischiando di far pagare ai Cittadini della Campania, le logiche clientelari prima evidenziate ?

Non è possibile che il problema di un "isolamento" di una comunità stia nascendo proprio da una condizione negativa di gestione delle risorse pubbliche a beneficio di alcuni ed a discapito di altri come nel caso dello sfascio della sanità in Campania ?

Non si crede che l’isolamento politico istituzionale posto in evidenza con queste logiche gestionali delle risorse e dell’attuale politica stia rischiando di farle vivere all’intera nostra comunità con il rischio di dare ossigeno alle logiche separatiste nazionali proprio con l’azione degli ultimi anni della gestione politica regionale della cosa pubblica?

Personalmente è anche per questi motivi che molti operatori della sanità, come me, oggi sostengono convinti il Compagno Enzo De Luca perchè in questo momento è l’unico che sta rappresentando questa comunità Salernitana, contro tutte le “false democrazie”.

Non comprendere oggi la rivendicazione di "nuove identità" da parte dei cittadini è un errore.

Comprendere i processi di trasformazione, già in atto, nella nostra società e che il nuovo millennio ci pone resta la vera scommessa per una sinistra veramente socialista, riformista e libertaria.

Nella sostanza credo che Enzo De Luca, con tutte le contraddizione che qui si possono eccepire, sia l’unico che stia rappresentando questa esigenza di cambiamento interpetrandola a differenza di una vecchia logica del fare politica che non si può assolutamente più classificare semplicemente di destra o di sinistra.

Per questo credo che Salerno, ancora una volta, possa e debba rappresentare un laboratorio della nuova etica della politica della sinistra del XXI secolo.


Enzo Maddaloni Operatore della Sanità - iscritto ai DS


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Salerno: Riflessione sulla sindrome “dell’isolamento”
15 febbraio 2007

con ki parli,per ki parli?tutto vero quello che dici ;ma se viviamo una realtà di clan mafiosi che attribuiscono onori e dispiaceri a seconda del grado di pronazione e servilismo,se ancora oggi dopo 50 anni deve decidere de mita se un chirurgo è bravo e un pericoloso assassino può tranquillamente fregiarsi del titolo di primario,che speranza abbiamo?Ancora chi vuoi che ti ascolti quando parli di democrazia e rappresentatività ;oggi chi dirige il servizio pubblico è e deve essere un cretino imn modo da non dubitare mai qualsiasi sia la richiesta del padrone politico del momento.noi abbiamo fatto il nostro,ma ai figli abbiamo solo il diritto di gridare fuitavenne ;
    ....Opterei per la rimozione.
    16 febbraio 2007, di : Enzo Maddaloni

    Parlo per me, per il futuro dei figli. Parlo come lavoratore e cittadino. Parlo per tutti quelli come te che hanno ancora voglia di ascoltare. Parlo perchè ho visto, ho sentito e quindi testimonio.

    Per quanto riguarda le altre considerazioni, Adriano, l’Imperatore Romano diceva: “....quando ci sono ‘uomini stato’ due solo le soluzioni possibili o l’eliminazione fisica o la rimozione.”

    Nel nostro caso opterei semplicemente per la rimozione.