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Ma non chiamatelo Bobi

Bobi / Roberto Calasso. - 1 ed. - Milano : Adelphi, 2021. - 97 p., [11] : br. ; 17,8 cm. - (Piccola biblioteca ; 767). - ISBN 978-88-459-3633-3.

di Sergej - mercoledì 4 agosto 2021 - 643 letture

Su Roberto Bazlen esiste una buona bibliografia ormai. A lui si deve una capillare ma profonda influenza sul mondo editoriale e culturale italiano, pur rimanendo nell’ombra e di sottofondo. Qualche anno fa ad es_ abbiamo letto una monografia a lui dedicata e pubblicata da La Nave di Teseo [1]. Sulla figura di Bazlen, di cui fu amico e, per quanto è possibile usare questa parola, allievo, è tornato Roberto Calasso in quello che è stato in pratica l’ultimo libro pubblicato in vita da Calasso. Uscito proprio nei giorni della sua morte. Che Calasso ritorni proprio all’ultimo sulle tracce di quella persona che tanto fu importante nella sua vita, e per la storia di Adelphi, è singolare. In fondo, riesce persino a renderci più vicino e amicale la figura di Calasso che con distacco intellettuale e culturale guardava un po’ tutti - e senz’altro noi che non siamo nessuno.

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Copertina del libro di Roberto Calasso, Bobi

Noi certamente non apparteniamo al mondo di Calasso, né abbiamo alcuna intenzione di "giudicare" quel mondo. Che ci ha molto influenzato, di cui abbiamo seguito molte delle indicazioni editoriale che ne sono venute. Adelphi ha pubblicato molti "libri necessari", soprattutto dei primi del Novecento. E certamente non chiameremo mai "bobi" Bazlen, primo perché non pensiamo che fosse un cane e secondo perché non apparteniamo a quel mondo di gaudenti che si chiamano tra di loro con il nome di Cicci, Piersilvio, Robi, Gegi e similia. Ancora, riteniamo che le note, osservazioni marginali, frammenti di testo, che riguardano Bazlen siano in fondo la cosa migliore prodotta - a scopo divulgativo, per far conoscere chi era Bazlen alla massa dei lettori -, uno dei pochi modi di "dare" Bazlen. Adelphi è l’equivalente di Apple nel mondo dei libri in Italia, una attività industriale destinata alle masse di acquirenti, ma con l’aura nietzschiana dell’essere "destinata a pochi ma non a tutti". E per questo la si trova nei supermercati e nei cesti dei remainder.

Nei libretti come questi Calasso trova probabilmente il mezzo migliore di espressione. Probabilmente aveva ragione Bazlen quando, giovane, lo sconsigliava di cimentarsi in un mestiere come quello dello scrittore. Abbiamo fiducia che in qualche tempo a venire i voluminosi volumi del Calasso filosofo possano ancora essere letti. Nel frattempo leggete questo volumetto in cui, tra tanto narcisismo e bovina autosufficienza ci sono anche brandelli che nonostante tutto ci parlano di una figura che è stata importante per la cultura italiana del secolo scorso.


Sinossi

«Di Roberto Bazlen, universalmente noto come Bobi, non poco è stato scritto, ma il più rimane da dire e capire. Bazlen attraversò la prima parte del Novecento come un profilo di luce imprendibile. Nell’ultima fase della sua vita, fu l’ideatore di Adelphi, su cui riversò la sua sapienza, che non era solo quella – stupefacente – sui libri, ma investiva il tutto. L’idea e la fisionomia della casa editrice risalgono a lui. Quando Bazlen mi parlò per la prima volta di qualcosa che sarebbe stata Adelphi e non aveva ancora un nome mi disse: "Faremo solo i libri che ci piacciono molto"» (Roberto Calasso)


Sulla morte di Calasso abbiamo dato la notizia il 29 luglio 2021.


[1] Purtroppo, una occasione mancata, il saggio non riesce a nostro avviso a cogliere molti degli aspetti reali della figura di Bazlen. Ci riferiamo a: Bobi Bazlen : L’ombra di Trieste / Cristina Battocletti. - 2 ed. - Milano : La Nave di Teseo, 2017. - 392 p., [8] : br. ; 21,5 cm. - (Oceani ; 17). - ISBN 978-88-9344-251-0.


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