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La notizia dell’arresto: minuto per minuto, su Tiscali

di Redazione - martedì 11 aprile 2006 - 6747 letture

18.11 - Provenzano, indagini partite da pacchi. Le indagini più che dai cosiddetti pizzini sono partite dai pacchi, dai plichi chiusi con dentro vestiti puliti o cibarie che venivano preparati da alcune persone di fiducia del boss, compresa la stessa moglie di Provenzano". Ha detto così il questore di Palermo, Caruso, durante la conferenza stampa al Viminale per la cattura del capo mafia Bernanrdo Provenzano.

18.05 - Provenzano: nessuna resistenza all’arresto "Assolutamente imperturbabile" ha detto il questore di Palermo, Caruso, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta al Viminale. Il capo di Cosa nostra, latitante dal 63, quando si è visto ormai nelle mani degli uomini dello Sco e della mobile di Palermo "non ha aperto bocca" e non ha opposto "nessuna resistenza".

17.48 - Provenzano in un carcere segreto Bernardo Provenzano è stato portato via dagli uffici della squadra mobile di Palermo per essere trasferito in un carcere segreto. Il luogo, di massima sicurezza, non è stato reso noto. Il boss ha un paio d’occhiali con una montatura dorata e indossa un giubbottino blu.

17.27 - Il boss trasportato in carcere Il boss Bernardo Provenzano,arrestato questa mattina all’alba dalla Polizia in un casolare di Corleone (Palermo) ha lasciato da pochi minuti la questura di Palermo per essere trasferito in carcere. Da quel che si è appreso dovrebbe essere trasferito in una località segreta a Roma.

17.10 - Il legale: preoccupati per salute boss I suoi familiari sono preoccupati per la salute, dato che è un uomo di una certa età e non in buone condizioni di salute". Lo afferma l’avvocato Francesco Marasà, neo difensore di Bernardo Provenzano, che ha accettato l’incarico su richiesta del figlio di Provenzano, Angelo. Marasà aveva già difeso Angelo Provenzano e la madre, Saveria Benedetta Palazzolo, in un altro processo.

16.29 - Arrestato il proprietario del nascondiglio Un uomo di 50 anni, G.M. di Corleone (Palermo) è stato arrestato dalla polizia nell’ambito del blitz che ha portato all’arresto di Bernardo Provenzano. L’uomo sarebbe il proprietario del casolare dove si nascondeva il superlatitante di Cosa nostra, a 2 chilometri da Corleone. Da quel che si è appreso l’uomo gestirebbe una azienda agricola. 16.04 - Sco: blitz senza mai averlo visto "L’operazione è scattata stamattina all’alba perchè abbiamo visto una consegna importante, non fatemi dire altro, e quindi abbiamo tentato il blitz che ha avuto successo". Lo ha detto Mario Cavaliere, direttore dello Servizio centrale operativo della polizia, a Palermo al suo arrivo alla questura dove da poco è arrivato Bernardo Provenzano. "Non posso che dire che è stato un grande successo, è stata una indagine svolta all’antica. Non l’abbiamo mai visto in volto perchè non si faceva vedere fuori dal casolare. La masseria sembrava non abitata ed invece era li dentro. Le indagini non si fermano qui. Individuati i fiancheggiatori"

15.55 - Provenzano: volto diverso da identikit Il volto di Provenzano non sarrebbe somigliante a quello dell’identikit. Lo rivelano fonti investigative che hanno visto in faccia Bernardo Provenzano che questa mattina è stato arrestato dalla polizia. Provenzano, di cui ancora non è stata diffusa una foto ufficiale, è alto circa un metro e 60 centimetri, di corporatura gracile, stempiato e sembra una persona che non gode di buona salute.

15.16 - Grasso: volto somigliante all’identikit "Il volto somiglia a quello dell’identikit.Ha 73 anni portati molto bene e ha dichiarato di essere stato riconosciuto". Lo afferma Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, a Palermo al suo arrivo davanti agli uffici della squadra mobile.

15.12 - Il boss in questura, la folla urla "bastardo" Bernado Provenzano, è arrivato da pochi minuti negli uffici della squadra mobile di Palermo. Dalla folla antistante la questura che ha applaudito il procuratore Piero Grasso, si sono levate numerose urla contro il padrino. In molti gridavano "bastardo, bastardo", mentre altri cantavano "la Sicilia, quella vera, siamo noi".

15.00- Provenzano non è stato tradito da nessuno "Lo abbiamo preso grazie a indagini condotte in vecchio stile", dice il questore di Palermo. "Dopo tanti pedinamenti e intercettazioni, alla fine abbiamo deciso di agire". Nell’ambito dell’arresto del boss, è stato fermato anche un pastore padrone del casolare dove il latitante era nascosto. Avrebbe avuto un ruolo anche nell’accudire l’ospite. Nel casolare gli investigatori hanno trovato diversi oggetti personali del boss.

14.30 - La notizia fa il giro del mondo A diffonderla per prime sono state le agenzie di stampa internazionali: la France Press ("arrestato il boss dei boss"), la Reuters (preso "l’italiano ’most wanted’") e la Efe ("catturato jefe maximo della mafia italiana). Poi è finita in prima pagina sui siti on-line della Bbc ("Top mafia boss" preso in Italia), della Cnn ("Italy arrests Mafia supremo") e dei maggiori quotidiani internazionali, accanto alle cronache delle elezioni italiane. Per un giorno l’Italia ha dominato, dunque, l’attualità internazionale. Il francese "Le Figaro" ha titolato: "Arrestato il capo supremo della mafia". Il boss fermato "dopo 42 anni di clandestinita’", ha scritto Le Monde, riecheggiando lo stesso titolo dei giornali spagnoli El Pais ed El Mundo. E in Germania, Der Spiegel: "Il Padrino catturato dopo quarant’anni".

14.04 - Fassino: congratulazioni a forze dell’ordine "E’ un’ottima notizia, non ci si può che rallegrare quando il capo storico di un’organizzazione pericolosa come la mafia viene catturato. Faccio le mie congratulazioni a Pisanu, al capo della Polizia e a tutti coloro che hanno lavorato per anni a questo obiettivo centrandolo: oggi siamo tutti più sicuri". Così il segretario dei Ds, Piero Fassino, commenta la notizia dell’arresto di Bernardo Provenzano, il boss della mafia latitante da più di quaranta anni.

13.51 - Parroco Corleone: fatto storico "Un risultato e un fatto molto importante, per la Sicilia e per tutto il Paese". Così don Vincenzo Pizzitola, parroco di San Martino a Corleone, commenta la notizia dell’arresto del superlatitante Bernando Provenzano, avvenuto proprio questa mattina nella località sicialiana. "E’ un risultato molto importante per la giustizia - ha aggiunto don Vincenzo ad Apcom - e tutto si è svolto nel silenzio totale.

13.46 - Arrestato un altro uomo a Corleone Poco distante dal casolare dov’e’ stato arrestato Bernardo Provenzano nelle campagne di Corleone la polizia, ha fermato un uomo sulla cui posizione sono attualmente in corso accertamenti.

13.35 - Provenzano: ritrovata macchina da scrivere La macchina da scrivere, con la quale Bernardo Provenzano scriveva i pizzini per dare ordini ai suoi fedelissimi è stata ritrovata nel casolare a due chilometri da Corleone. La macchina è il modello Brother Ax 410.

13.30 - Bertinotti: è un incoraggiamento a lottare "E’ una pagina che si chiude, è importante, molto importante e incoraggia alla lotta alla mafia". Così Fausto Bertinotti commenta l’arresto del boss Bernardo Provenzano, avvenuto oggi. Rimane da capire - continua il segretario del Prc - come sempre nei fenomeni mafiosi, fin dove sia la chiusura di una pagina e fin dove questo arresto incida anche sui nuovi assetti di potere della mafia. E’ questo un punto finora ancora oscuro".

13.25 - Prodi: siamo felici per la cattura "Ringrazio il capo della polizia per la cattura di Bernardo Provenzano, è un fatto molto importante e davvero ce ne rallegriamo". Lo ha detto il leader dell’Unione Romano Prodi, aprendo la conferenza stampa nel quartier generale di SS. Apostoli.

13.11 - I probabili successori di Provenzano Sono Matteo Messina Denaro, boss trapanese e latitante da 20 anni e Salvatore Lo Piccolo, referente della provincia di Palermo, anch’esso latitante, gli "eredi" di Bernardo Provenzano, dopo l’arresto del superlatitante avvenuto nella campagne di Corleone. Sarebbe questo, secondo il Pm della Dda di Palermo Gaetano Paci, il nuovo organigramma di Cosa nostra.

13.05 - Rita Borsellino: arresto straordinario "La notizia dell’arresto di Bernardo Provenzano è di straordinaria importanza. Un successo reso possibile dal lavoro di magistrati e forze dell’ordine che non sono mai venuti meno al loro impegno nonostante, in questi anni, si siano tolte risorse, uomini e mezzi a chi deve esercitare la giustizia e combattere la mafia". E’ quanto afferma Rita Borsellino, candidata dell’Unione alla Presidenza della Regione Siciliana. "L’arresto di Provenzano - prosegue - ha un grande valore perché è un colpo al vertice di Cosa Nostra".

12.53 - Provenzano tradito dai suoi bigliettini Sarebbero stati alcuni pizzini (fogliettini di carta) scambiati fra Bernardo Provenzano e la moglie a mettere la polizia sulle tracce del superlatitante e ad agevolarne l’identificazione e la cattura. E’ quanto si apprende da fonti investigative. Quando ha visto gli agenti entrare nel casolare, Bernardo Provenzano, che non era armato, avrebbe prima negato di essere lui. Solo successivamente, però, il superlatitante di Corleone avrebbe ammesso di essere proprio Bernardo Provenzano.

12.40 - Vizzini (Fi): giornata storica "Oggi è certamente una giornata storica nella lotta alla Mafia". Con "l’impegno degli inquirenti, delle Forze dell’Ordine e del Governo" si è "messo fine alla più lunga latitanza nella storia della Mafia assicurando alle patrie galere Bernardo Provenzano". Queste le parole del senatore Carlo Vizzini, di Forza Italia, sull’arresto di Bernardo Provenzano.

12.38 - Sindaco Palermo: grande notizia "L’arresto di Bernardo Provenzano, dopo una lunghissima latitanza, è una bella notizia per tutti i palermitani e siciliani onesti che desiderano liberarsi per sempre dal cancro della mafia". Lo afferma il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, che aggiunge: "Un grazie di cuore ai magistrati e alle forze dell’ordine che hanno contribuito quotidianamente con un lavoro intenso e silenzioso al raggiungimento di un obiettivo che sembrava impossibile. Un altro ringraziamento - conclude Cammarata - va anche al ministro dell’Interno, Beppe Pisanu".

12.36 - Polizia conferma arresto nei dettagli La Polizia di Stato di Palermo, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato diretta dal Prefetto Nicola Cavaliere, ha arrestato Bernardo Provenzano, boss della mafia latitante dal 1963. Lo conferma un comunicato della polizia di Stato. I poliziotti hanno fatto irruzione in un casolare nelle campagne di Corleone dove Provenzano si nascondeva, dopo lunghi controlli effettuati dalla Squadra Mobile della Questura di Palermo e dal Servizio Centrale Operativo della D.A.C., giunti nel capoluogo siciliano da alcuni giorni.

12.30 - Provenzano trasferito a Palermo Dopo l’arresto Bernardo Provenzano , trovato in un casolare di Corleone, è stato caricato su un elicottero della polizia e trasferito alla caserma Lungaro di Palermo per accertamenti di rito. Provenzano dovrebbe essere trasferito a breve alla questura di Palermo.

12.27 - Provenzano preso grazie a esame Dna Il superlatitante Bernardo Provenzano, arrestato dalla Polizia in un casolare di Corleone è stato identificato anche grazie all’analisi del Dna. Provenzano è già stato trasferito in una località segreta. Da quel che si è appreso, nelle tasche di Provenzano sono stati trovati numerosi pizzini, i famosi bigliettini di carta con i quali il boss durate la latitanza impartiva ordini ai suoi uomini. Pare inoltre che assieme a Provenzano siano state arrestate altre due persone.

12.22 - Schifani: durissimo colpo alla mafia "L’arresto del boss mafioso Bernardo Provenzano rappresenta un durissimo colpo alla mafia". Lo dichiara il senatore azzurro, Renato Schifani. "E’ una vittoria delle Forze dell’Ordine dello Stato e del Governo che, ancora una volta, dimostra di combattere la criminalità organizzata con fatti importanti. L’arresto di Provenzano - prosegue - rappresenta un enorme successo della legalità e dello Stato di diritto. Da oggi la Sicilia è più libera dal cancro della mafia.

12.15 - Pm: silenzioso impegno di polizia "L’arresto di Bernardo Provenzano è frutto dello straordinario impegno profuso in silenzio, con pazienza, determinazione e impareggiabile professionalità, dagli uomini delle forze dell’ordine, cui va anche il nostro personale ringraziamento". E’ questo il primo commento dei pm di Palermo, Michele Prestipino, Giuseppe Pignatone, e Marzia Sabella che hanno coordinato l’operazione.

12.10 - "Sì, sono Bernardo Provenzano" "Sì, sono io Bernardo Provenzano", il padrino dopo aver negato ha ammesso di essere il superboss. Nel casolare dove è stato trovato Bernardo Provenzano è stata trovata una macchina da scrivere e molte lettere.

12:05 - Provenzano tradito da un ’pizzino’ Alla cattura di Provenzano hanno partecipato circa 50 uomini, dello Sco, del Dac e, ovviamente, della Squadra Mobile di Palermo. Il boss sarebbe stato tradito da un ’pizzino’, un foglietto usato dai mafiosi per scambiarsi messaggi. Secondo il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano il boss sarebbe ancora nel casolare.

12:00 - Provenzano latitante dal ’63 Bernardo Provenzano era è latitante dal 9 maggio 1963. Aveva iniziato da poco la sua carriera criminale nelle file di Cosa Nostra, come fedelissimo del boss di Corleone Luciano Liggio, che di lui disse "spara come un angelo". Aveva assunto il ruolo di vertice dell’organizzazione mafiosa dopo le stragi sanguinose volute da Totò Riina nel ’92 e nel ’93, e per le quali è stato anch’egli condannato all’ergastolo come mandante.

11.50 - Dda Palermo: "Vittoria delle istituzioni" "La cattura di Provenzano è una vittoria di tutte le istituzioni, frutto di un impegno dello Sco, della polizia di Stato e della Squadra Mobile di Palermo. Un successo di eccezionale importanza, perché viene assicurato alla giustizia l’attuale capo di Cosa nostra, già condannato per le stragi più efferate. E’ la fine di una latitanza durata troppo a lungo". Lo ha detto il procuratore aggiunto della Dda di Palermo, Giuseppe Pignatone.

Ore 11.45 - Ciampi e Fassino si congratulano con la polizia Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi si è congratulato con il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu per l’arresto effettuato dalla polizia di Stato. Il capo dello Stato ha esteso le congratulazioni al capo della Polizia Gianni De Gennaro. Fassino: "Mi congratulo con le forze dell’ordine: non si può che essere lieti del fatto che il più pericoloso esponente della mafia sia stato arrestato".

Ore 11.43 - Si trovava in un casolare Bernardo Provenzano è stato arrestato in un casolare nella campagna di Corleone. L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Palermo insieme al Servizio Centrale Operativo (Sco) e alla Direzione Centrale Anticrimine (Dac). Il super latitante non ha opposto resistenza e non era armato. Nel paese di Corleone vive la famiglia del super boss, latitante da quasi 50 anni.

Ore 11.41 - Arrestato Provenzano Il boss mafioso Bernardo Provenzano è stato arrestato dalla Polizia di Stato nel Corleonese. Lo confermano il procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone ed i pm della Dda Prestipino e Marzia Sabella.


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buona questa del DNA
26 aprile 2006, di : Carmen

complimenti per l’informazione: "12.27 - Provenzano preso grazie a esame Dna".

Quindi appena preso gli avevano già fatto l’esame del DNA. Chissà poi con quale DNA l’hanno confrontato, forse con quello di sua sorella.

Ma quando la finite di riportare notizie di regime? Perchè invece non andate a parlare con il vecchietto? Con il vecchietto non vi fanno parlare, vero? Ve lo chiedete il perchè?