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Il silenzio delle parole non dette (parte II)

La seconda parte del riassunto del romanzo... molto ma molto schematico... giusto per darvi la possibilità di farvi un’idea...
di Ugo Giansiracusa - mercoledì 29 novembre 2006 - 4394 letture

Nel primo post che ho messo on line ho descritto, diciamo così, i primi tre capitoli di questa sorta di romanzo... ma la storia è ancora lunga e molto intrecciata. Più o meno è aggrovigliata nella mia testa in attesa che io abbia una mezza giornata libera e la pazienza di districarla.

Intanto vorrei parlarvene brevemente, giusto per farvi capire qualcosa di più, su questo progetto.

Adesso proverò a buttare giù le idee... senza pensare per nulla alla forma. Giusto uno schema... l’ossatura... che poi dovremo/dovrò andare a far diventare un corpo vivo e autonomo. Nella speranza che un soffio divino, alla fine, renda questa operazione magica.


Capitolo IV in macchina

Dopo essere stati al Circo massimo i ragazzi si dirigono verso Trastereve. L’umore è alto. Si sono divertiti a correre come pazzi e mangiare la nebbia come se fosse zucchero filato. Sul sedile posteriore una mano di Lui e una di Lei si intrecciano, per qualche momento, stringendosi e accarezzandosi. Non hanno bisogno di dare un nome a quello che sta succedendo. Non hanno bisogno di parlarne. Vogliono viverselo in maniera semplice, come viene.

I due davanti si sono lanciati in una discussione pseudo-filosofica-fancazzista se noi, esseri umani, siamo ciò che pensiamo, ciò che facciamo, ciò che diciamo o un’insieme delle tre cose, o nessuna delle tre. Un pò come un quiz a risposta multipla. Dopo qualche tempo anche i due che stanno nel sedile posteriore si uniscono alla discussione. Per la ragazza siamo i rapporti che riusciamo a costruire. Per il ragazzo siamo le azioni che facciamo etc etc... la discussione potrebbe non avere mai una fine... se non fosse che mentre sono fermi ad un semaforo gli si accosta un autobus. L’autista abbassa il finestrino e gli dice che si è perso, che è il primo giorni di lavoro, che non è di Roma e chedeve arrivare in Via Nazionale.

I ragazzi si guardano un momento tra di loro e senza perdersi in un’altra discussione decidono di fare strada al neo autista. "Seguici" dicono ridendo. Quando le risate sono finite riprendono la loro discussione sull’essenza dell’essere umano, dimenticandosi di controllare se l’autobus, alle loro spalle, continua a seguirli. Se lo avessero fatto si sarebbero accorti che l’autobus si è fermato, per prendere a bordo la ragazza che avevano incontrato a Santa Maria dei Monti, mentre cercava il proprio cane.

Dopo un pò di strada e di chiacchere, finalmente, qualcuno si gira, constratando che non c’è più nessun autobus a seguirli. Un’alzata di spalle e riprendono la strada per Trastevere.

Capitolo V Trastevere

Nel frattempo il buon vecchio Serse con i soldi guadagnati lucidando ombre e vendendo poesie senza rima ha comprato, da un ragazzo indiano, un mazo di rose che adesso va, per le strade di Trastevere, a regalare in cambio dei segreti della gente. Ascolta con calma e con un sorriso sincero sulle labbra le confessioni che gli vengono fatte. E alla fine regala una rosa.

I ragazzi, arrivati nei pressi di Trastevere, stanno diventando pazzi nel tentativo di trovare un posto dove lasciare la macchina. Quando finalmente ci riescono il loro umore non è proprio dei migliori. Serse nel frattempo ha attrevarsato il tevere, su un ponte dove alcuni ragazzi cantano al suono di una chitarra. I ragazzi passeggiano per trastevere fino ad arrivare ad un vecchio bar con le saracinesche abbassate per metà. Riescono a convincere il proprietario a farli entrare per prendere 4 caffè. Accanto alla cassa, in un bicchiere alto e stretto da drink, una rosa. Mentre sono nel bar arriva un tizio con un castume da orso, ed un’aria depressa, che si scola, una dietro l’altra, due grappe... e comincia a parlare ai ragazzi. Vengono a sapere che gli hanno fregato i vestiti mentre faceva uno spettacolo per bambini. Ma se fosse solo per questo non sarebbe tanto depresso... il fatto è che aveva promesso ad una tipa, di cui è cotto, di andarla a prendere all’uscita da lavoro. Di certo non può andarci vestito da orso, dato che è il loro primo appuntamento. Alla fine, mentre parla e parla, guardando uno dei ragazzi, gli viene un’idea "brillante". Fare cambio di vestiti con uno di loro che ha più o meno la stessa taglia. E’ disposto a pagarlo... metà dei soldi che ha guadagnato per il lavoro. Considerati i pro e contro, fatto il calcolo delle bollette da pagare, non riuscendo a far stare zitti gli altri 3 che lo spingono ad accettare... accetta. I due si infilano in bagno ed esscono l’uno con i vestiti dell’altro... Saluti, ringraziamenti, scambio di numeri di telefono per fare nuovamente cambio quanto prima e per sapere com’è andata la serata. Mentre prendono il caffè decidono quale sarà la loro prossima tappa. Optano per Campo dei Fiori, abbastanza vicino.

Capitolo VI Campo dei Fiori

Non avendo Serse i ragazzi tornano alla macchina e si dirigono a Campo dei Fiori. Qui trovano un paio di ragazzi che stanno giogando a "campana". Quel gioco che tutti i bambini del mondo (o quasi) fanno, tracciando dei quadrati in terra, con un gessetto. Ogni quadrato ha un numero. Bisogna lanciare una pietra all’interno dei quadrati e poi andarla a recuperare saltando su un piede solo... I ragazzi si uniscono al gioco. Anche il ragazzo con il vestito da orso, osservato da tutti e motivo di svariati sorrisi e commenti. Saltellano e si impegnano come se fosse una cosa estremamente importante. Almeno fin quando un cagnolino non entra nella piazza e cerca di prendere i sassi che i ragazzi lanciano, per il loro gioco, riportandoglieli festante. Il cane sembra solo e quando qualcuno si china per accarezzarlo legge sul collare che il suo nome è Snoopy. Proprio il cane che la ragazza andava cercando... Usano una sciarpa a mo di collare e vanno in un bar per decidere sul da farsi. Il barman gli fa capire che possono entrare, anche quello vestito da orso... ma che il cane deve rimanere fuori. Così lo legano ad un palo ed entrano al bar. Mentre sono dentro, dalla piazza, passa la proprietaria del cane, chiamandolo, come al solito. Questo risponde abbaiando e scodinzolando. La ragazza lo scioglie, senza che dentro si accorgano di nulla, e se lo porta via. Quando i ragazzi escono, non trovando il cane, cominciano a chiamarlo loro, come aveva fatto la proprietaria poco prima.. ma senza successo.


Pant pant pant... in seguito posterò una terza parte di questo riassunto... non pensavo fosse così lungo...


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