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Eraclito (Panta Rhei) smentito dai partiti italiani

La politica si trova in una crisi strutturale e gestionale profonda, globale e, quel che è peggio, cronica! Essa ha compromesso l’efficienza, la moralità e l’autorevolezza delle istituzioni vitali dello stato, con pesanti ricadute sul paese quasi impossibili da rimuovere...
di Gaetano Sgalambro - domenica 10 gennaio 2021 - 606 letture

Riportato da Fb: "Discutiamone Insieme" - 10 gennaio 2017 •

"Prima d’intraprendere un’iniziativa comune, alla quale alcuni amici mi hanno sollecitato, voglio presentare le mie valutazioni su alcune delle situazioni politiche e sociali del nostro paese, tra quelle più significative, per dare un’idea precisa del mio pensiero.

Voglio evitare equivoci interpretativi che sono di facile insorgenza nel guazzabuglio cultural-politico in cui siamo immersi, fatto di partiti (della maggioranza e dell’opposizione) che decantano programmi di crescita -della quale il paese ha estremo bisogno – improbabili e improntati, a loro dire, al rispetto di valori e norme costituzionali, i quali nei fatti si dimostrano posticci; di una prassi politica che di questi pseudo-valori ne ha fatto il corpo di una seconda Costituzione Materiale; di troppi deputati senza arte né parte, erranti nell’emiciclo del parlamento! Ora della fine -oggi- non si capisce in nome di quale delle parti politiche ognuno parli.

Per semplificazione, riassumo il mio pensiero in cinque concetti chiave. I°- La politica si trova in una crisi strutturale e gestionale profonda, globale e, quel che è peggio, cronica! Essa ha compromesso l’efficienza, la moralità e l’autorevolezza delle istituzioni vitali dello stato, con pesanti ricadute sul paese quasi impossibili da rimuovere (vedi “Guardiamo in faccia la situazione del paese!”).

II°- I partiti nel loro corso storico hanno tenuto un comportamento assolutamente autoreferenziale che ha portato al consolidamento di un regime partitocratico. La partitocrazia ha mortificato del tutto la sovranità politica dei cittadini, dalla Costituzione postulata a fondamento della democrazia (vedi “Quale legge elettorale?” e “Di chi è la Costituzione?”), dando così luogo all’atrofia di quel pabulum che avrebbe dovuto nutrire la crescita di un efficace sistema-paese.

III°- Di recente abbiamo assistito al sorprendente ingresso nel parlamento di un nuovo movimento, con la più alta percentuale relativa di consensi elettorali, che si dichiara avverso a tutti i partiti preesistenti, in quanto ritenuti responsabili dell’attuale sfascio del paese. I partiti, a loro volta, gli rivolgono l’accusa presuntiva che a ruoli invertiti avrebero fatto molto peggio. Entrambi alimentano una diatriba probante del seguente dato di fatto: nessuno delle due parti – forse con qualche punto basilare a favore del movimento- presenta un serio progetto per la pur minima ripresa economica (almeno solo nell’immediato!) e per il rilancio del paese. Per non dire che entrambi appaiono tetragoni alla vera forza innovatrice della storia!

IV°- Moltissimi cittadini hanno ritirato la fiducia ai partiti tradizionali: i più rifugiandosi nell’astensione dal voto; altri avendola trasferita, come s’è detto, al suddetto movimento. Il loro, in ambo i casi, è un importante segnale di discontinuità che marca un’embrionale presa di coscienza della propria sovranità politica, in parte omologabile a quella sancita dalla Costituzione, la quale trae alimento da valori culturali spontaneamente custoditi da moltissime famiglie. Questo segnale è l’incoraggiante nuovo seme che ci si augura che germogli sul terreno politico, acciocché diventi lo strumento efficace per rinnovare l’attuale classe parlamentare con uomini capaci di rappresentare veramente gli interessi generali della collettività.

V°- I giovani ben poco possono fare in un siffatto ingarbugliato contesto politico, soprattutto perché se volessero intervenire per rimuovere la partitocrazia (causa prima dei mali) dovrebbero commettere un parricidio generale. Le speranze di un futuro migliore poggiano quindi solo sull’impegno dei genitori delle famiglie suddette e su quelli resipiscenti, cioè spogliati dei panni di obbedienti miles di partito, tutti vestiti degli abiti di cittadini promotori dei valori morali, civili e democratici della Costituzione Italiana, il cui spirito spontaneamente già nutrono in corpo. Ma l’impegno presuppone la decisa presa di coscienza di essere titolare della “piena sovranità politica”, sacralmente sancita dalla Costituzione. Solo da questa convinzione decisa e estesa a un ampio contesto di cittadini potranno venire fuori gli uomini capaci di tradurla sul terreno politico e, a seguire, quelli capaci di tirare fuori dalla crisi il paese. Sarà un processo lungo, ma è l’unico sostenibile. Per questo è tempo di farlo partire!"

P:S.: Ma Eraclito aveva proprio ragione?.


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