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19 maggio, 2023 - Pensiero della notte (per gli intellettuali politici) -Tratto da f.b.

"La crisi cronica che sta attanagliando il paese, peraltro contrassegnata da continue emergenze di ogni tipo, segnate da ingenti danni economici e a volte da morti, è la prova che il governarlo nel nome dei principi di bandiera e con il buon senso comune, come avviene, non è sufficiente a prevenirle o a diminuirne le gravi conseguenze."

di Gaetano Sgalambro - venerdì 19 maggio 2023 - 1492 letture

La crisi cronica che sta attanagliando il paese, peraltro contrassegnata da continue emergenze di ogni tipo, segnate da ingenti danni economici e a volte da morti, è la prova che il governarlo nel nome dei principi di bandiera e con il buon senso comune, come avviene, non è sufficiente a prevenirle o a diminuirne le gravi conseguenze. Il restare rigidamente ancorata alle ideologie novecentesche, a volerne testimoniare la fede nella loro perenne validità storica, ha comportato e comporta per la classe politica di non giovarsi del supporto del vero sapere scientifico e umanistico, cresciuto al di fuori dell’alveo dei rispettivi partiti, che sarebbe necessario per una loro solida soluzione. Essa si attiene all’ assioma che la competenza specialistica è propria del tecnico e non del politico! Così dicendo, mentre legittima la propria incompetenza non si rende conto che rinnega il primato che fu dei partiti della prima repubblica, che consisteva nell’essere rappresentati dagli uomini più dotti della società. Eppure oggi, molto più di prima, senza un vero sapere multidisciplinare non si può capire, né governare la complessità dei problemi del paese. E il perseverare in questa convinzione è il sintomo patognomonico dell’autoreferenzialità degli uomini dei nostri partiti, che sta alla base dello stallo di crescita del paese.

Emanuela ... Ahimè, caro dottore, non si può nemmeno dire che esistano ideologie di riferimento. Nemmeno quelle sono rimaste ...e nel panorama politico non vedo nessuno che sia in grado di costruire un nuovo sapere. Come giustamente Lei rileva, oggi è necessaria una visione multidisciplinare che sappia coniugare una profonda cultura con le continue " rivoluzioni" del presente.

Gaetano Sgalambro Gentile Emanuela, attenzione. La sua è una convinzione diffusissima, ma non è aggiornata. Oggi il vero sapere si muove in una dimensione dinamica e di ordine superiore: dove il migliore sapere uscito dalle università usa aggregarsi nel comune uso di cardini multidisciplinari di lavoro , sanciti in dedicate sessioni internazionali di “consensus", per conferire il crisma scientifico alle proprie produzioni professionali, di progettazione o di analisi. Ne consegue una crescita d’insieme veloce, ben lontana dalle statiche opinioni dei comuni esperti. Questo tipo di sapere esiste anche in Italia, ma la politica non se ne vuole avvantaggiare perché ha una formazione culturale di base volta allo sviluppo orizzontale e non verticale. Purtroppo oggi con la buona volontà e il buonsenso non si possono raggiungere importanti obiettivi di bandiera per la complessità delle interconnessioni sociali. Né per le stesse ragioni si possono trovare soluzioni stabili per gli obiettivi minori. Eppure basterebbe che classe politica fruisse di detta competenza superiore a supporto dei suo programmi, onde volgerli in qualificati progetti programmatici di legislatura. Infine, le ideologie storiche, peraltro patrocinate da potenze geopolitiche, sono servite a farci crescere e a cambiare il mondo. Ma non possono avere alcuna carica propulsiva nel mondo che hanno cambiato, i cui presupposti di ulteriore sviluppo sono diversi da quelli di partenza (fine ottocento-primo novecento). Avremmo anche un’ideologia di continuazione per il futuro, la cui carica propulsiva parte dal punto-vertice dove si sono esaurite quelle storiche: la Costituzione Italiana. Purtroppo interessi geopolitici e la paleo-cultura diffusa hanno fatto sì che i partiti restassero impalati alle vecchie e ignorassero principi e fini della nuova.

P.S.: Mi scuso per la prolissità della risposta, in parte figlia di parecchi mesi di silenzio.

Emanuela .... Certamente, dottore. Credo tuttavia che ci siano molti improvvisati che mancano dei presupposti essenziali per procedere in quella direzione.

Gaetano Sgalambro Da un punto di vista pragmatico se consideriamo che il paese non riesce a crescere dal 1980 per i danni strutturali procuratogli a turno dai politici, vuoi di sinistra o di centro o di destra, vuole dire che costoro sono degli improvvisatori o, nel migliore dei casi, dei semplici retori ben lontani dall’etica costituzionale. Bisogna tenere presente che negli ultimi quarant’anni le redini del governo del paese sono passate più volte, alternativamente, per le mani di tutti loro e ognuno, nessuno escluso, ha dato il proprio apporto alla crisi del paese: è’ un dato di fatto incontrovertibile e unico nel panorama europeo. Mentre noi , addottorati del ceto medio, ci siamo attardati a dibattere chi sull’antifascismo, chi sul neoliberismo e chi su tanti altri argomenti politici di bandiera, pur vedendo che il paese stava andando a ramengo. Da un punto di vista politico sono invece dei furboni, in quanto sono riusciti a mantenere il potere senza mai pagare il costo del loro malfatto da incompetenza. Anzi, a ogni tornata elettorale con faccia tosta si ripropongono ex novo, raccogliendo la riconferma.


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