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Da Odessa a Catania: la storia della scuola pianistica catanese

La storia della scuola pianistica catanese ha un suo punto di origine a Odessa. Ecco una breve sintesi di questa origine. Scritto in collaborazione con Antonio Marcellino.

di Riccardo Insolia - giovedì 17 marzo 2022 - 3010 letture

Da Odessa a Catania: la storia della scuola pianistica catanese ha un suo punto di origine a Odessa. Ecco una breve sintesi di questa origine. Scritto in collaborazione con Antonio Marcellino.

Un singolare elemento di novità apparve a metà degli anni Venti negli ambienti musicali catanesi, e come tale fu vissuto e avvertito dalle nuove generazioni di musicisti. Giunse a Catania Ilija Grinstein, di Odessa ove era nato nel 1902, di nobile famiglia e di bella formazione pianistica. Dopo la rivoluzione russa la sua famiglia era stata costretta a rifugiarsi in Crimea, poi in Romania, infine in Germania, ad Amburgo, dove Ilija aveva potuto riprendere gli studi con Egon Petri, gran pianista e allievo di Busoni. Dal 1925 si era stabilito a Catania dove era stato accolto facilmente e felicemente, nei salotti dell’aristocrazia cittadina. Ma Grinstein non si limitava a frequentare salotti. Suonava e soprattutto insegnava a suonare il pianoforte: divenne presto maestro alla moda, ricercato e apprezzato.

«Ci fece scoprire la tecnica del peso, ci fece scoprire il suono, il tocco, la frase… prima c’era solo una specie di solfeggio fatto con le dita!». Così esclamava proprio la pianista Giovanna Ferro che di Grinstein era stata allieva. E non è esagerato affermare che una scuola pianistica nasce qui a Catania proprio grazie alla presenza del pianista russo: l’intera prima generazione di insegnanti di pianoforte dell’Istituto Bellini è fatta di sue allieve. Nella Catania degli anni Trenta Ilija si sentiva accettato e sicuro. La tragedia della rivoluzione russa (due suoi giovanissimi fratelli erano stati uccisi) sembrava finalmente lontana. Nel 1931 si esibiva al Lyceum che era associato all’Istituto Nazionale Fascista di Cultura, davanti alla aristocrazia e ai ceti colti della città, rispettato e applaudito, ma si sarebbe presto accorto che quella sicurezza era un vetro incrinato. Grinstein era ebreo e, nel febbraio del 1939, per sfuggire alle leggi razziali del regime fascista sarebbe stato costretto ad abbandonare Catania e raggiungere gli Stati Uniti, appena in tempo per non essere travolto da una nuova, altrettanto feroce catastrofe.

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Odessa - teatro nazionale

Tuttavia i suoi quattordici anni di attività avevano dato frutti (e ad essi si devono poi aggiungere i sei anni, dal 1947 al 1953, che Grinstein trascorse ancora a Catania dopo la guerra), producendo allievi e curiosità musicali, lasciando vivo lo spirito di ricerca e il desiderio di confrontarsi con l’esterno che rimarranno tipici degli ambienti pianistici catanesi. I primi docenti di pianoforte dell’Istituto Bellini (Carla Gemmellaro, Emilia Miozzi, Giovanna Ferro, Eugenia Zappalà), hanno avuto perciò frequentazioni culturali assai ricche e non provinciali (Grinstein ma anche Sangiorgi, Savasta, lo stesso Pastura, Santonocito, Sollima, Mannino, Trombone e poi maestri come Casella, Michelangeli, Agosti, Zecchi, Vitale e Mozzati).


Pubblicato in: "Appunti per un profilo biografico di Francesco Pastura" (Riccardo Insolia - Antonio Marcellino, in: Vincenzo Bellini 1801-2001, I Quaderni dell’Istituto II - 2001, a cura di R. Carnevale, Lucca, Libreria Musicale Italiana, 2001.)


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