Sei all'interno di >> :.: Città invisibili |

Catania: La polizia sgombera lo studentato di Catania

Sotto attacco un raro esempio di autogestione cittadina. La polizia sgombera lo studentato di Catania, centro di aggregazione studentesca che ospita tante iniziative politiche e culturali, un ambulatorio popolare e un consultorio...

di Redazione - venerdì 8 dicembre 2023 - 661 letture

Sotto attacco un raro esempio di autogestione cittadina. La polizia sgombera lo studentato di Catania, centro di aggregazione studentesca che ospita tante iniziative politiche e culturali, un ambulatorio popolare e un consultorio con medici volontari.

👉Proprio un galantuomo Trantino il Sindaco di Catania, un galantuomo tra altri galantuomini come il Rettore dell’Università di Catania, il segretario generale del Comune di Catania, il Sovrintendente per i Beni culturali e ambientali di Catania e qualche altro di minore spessore, ma certamente rientrante nella categoria dei galantuomini.

Questi galantuomini costituiscono il Consiglio di Amministrazione della prestigiosa istituzione catanese Biblioteche riunite “Civica e A. Ursino Recupero”, che è proprietaria del palazzo in via Gallo 15 ex abitazione della nobile famiglia Ursino-Recupero.

👉Un luogo lasciato in abbandono fino a quando nel 2018 è divenuto uno spazio autogestito da student che vi hanno istituito un ambulatorio popolare e gratuito e il consultorio Mi Cuerpo Es Mio. Grazie al loro impegno ha preso vita un centro di iniziative politiche e culturali che in questi anni ha dato ospitalità a studenti universitari bisognosi di un posto letto in una città che fa pagare affitti da capogiro. Un esempio di autogestione attiva che fuori dalle logiche del profitto sottrae all’abbandono e al degrado uno spazio cittadino trasformandolo in un luogo degli abitanti.

👉Ed ecco che il gruppo di galantuomini di cui sopra ne chiede lo sgombero e la solerte Procura di Catania invia decine di vigli urbani, vigili del fuoco e poliziotti con mezzi blindati che irrompono nei locali “occupati”, sottraggono i telefonini agli studenti che vi alloggiavano e li accusano del reato di “invasione e occupazione di edificio pubblico”.

Ecco a cosa si riferiva il Sindaco Trantino quando nel suo saluto domenicale di oggi su FB scriveva: “Invece di dedicarci alle famiglie, con i colleghi di Giunta ci teniamo in contatto per stabilire dove concentrare le poche forze di cui disponiamo per contrastare i numerosi fenomeni di abusivismo e degrado”. Veramente dei galantuomini!

🔥Ma la lotta per riprendersi gli spazi dell’abbandono e restituirli alla comunità non si ferma.

Tutta la nostra solidarietà agli occupanti dello studentato di Catania, tutto il nostro disprezzo verso le istituzioni che oggi hanno dimostrato per l’ennesima volta di essere del tutto lontane dai concreti interessi degli abitanti.

Studentato 95100 e Mi Cuerpo es Mio - Consultorio Autogestito.

Antudo


studentato95100

Stamattina @zerocalcare è venuto al presidio permanente a mostrarci la sua solidarietà!

Siamo ancora in presidio permanente, ci vediamo domani alla manifestazione alle 19.00, appuntamento alla Villa Bellini!

Video e link

Articolo pubblicato il 6 dicembre 2023


Aggiornamento 8 dicembre 2023:

Oltre 3mila persone hanno manifestato per sostenere “Mi cuerpo es mio”, che aveva sede in un palazzo inutilizzato occupato dal 2018

Giovedì sera [7 dicembre 2023] a Catania oltre tremila persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata per protestare contro lo sgombero del consultorio autogestito “Mi cuerpo es mio” e dello studentato 95100. Nella mattinata di martedì 5 dicembre i locali del consultorio e dello studentato erano stati sgomberati dalla polizia su richiesta della procura di Catania perché occupati dal 2018. Nei giorni scorsi associazioni, sindacati, comitati e partiti di centrosinistra hanno sostenuto l’importanza dei due servizi, da tempo integrati nella rete associativa della città siciliana.

Il consultorio Mi cuerpo es mio e lo studentato 95100 si trovavano in un palazzo all’incrocio tra via Gallo e via Sant’Elena. L’edificio è di proprietà dell’Ente Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero”: del consiglio di amministrazione dell’ente fanno parte il comune di Catania, l’università, un erede del barone Ursino Recupero e la soprintendenza.

Dal 2018 il palazzo è occupato da un gruppo di universitari e universitarie che dovevano far fronte a un problema notevole: a causa della mancanza di fondi, la Regione Siciliana non riusciva a garantire un contributo economico per borse di studio e posti letto agli studenti che erano risultati idonei a riceverlo. Da tempo inoltre gli studenti protestavano per la pessima gestione delle residenze universitarie di Catania, alcune delle quali abbandonate da anni come “Hotel Costa”, chiusa dal 2009. Il numero di posti decisamente inferiore rispetto alle richieste convinse il gruppo di studenti a occupare e recuperare lo stabile di via Sant’Elena che era stato sede degli uffici dell’università di Giurisprudenza, chiuso da decenni.

Alle attività dello Studentato 95100 si affiancò anche il consultorio autogestito con servizi di primo ascolto psicologico, consulenze su educazione, sessualità, reindirizzamento a ospedali e servizi pubblici, e con la funzione di sportello antiviolenza. Negli anni è stata creata una rete di mediche, avvocate, psicologhe, doule, neonatologhe, assistenti sociali, educatrici per aiutare donne vittime di violenza. Oltre allo studentato e al consultorio, nell’edificio c’era anche la sede catanese del movimento femminista Non una di meno.

Dal 5 dicembre, giorno dello sgombero da parte della polizia, è stato organizzato un presidio permanente in via Sant’Elena. Negli ultimi giorni gli attivisti e le attiviste hanno ricevuto sostegno e solidarietà da molte associazioni e organizzazioni di altre regioni.

I segretari della CGIL Carmelo De Caudo e Rosaria Leonardi hanno criticato l’iniziativa del comune. «In una città dove gli spazi pubblici dedicati alla condivisione di attività sociali è ridotta al lumicino e dove tutte le donne sono impegnate ad informare su diritti e azioni che possano prevenire la violenza di genere, servono più i dialoghi che gli spiegamenti di forze della polizia», hanno scritto. Anche i partiti d’opposizione PD, Sinistra Italiana e Movimento 5 Stelle hanno sostenuto la mobilitazione degli attivisti.

Elena Cecchettin, sorella di Giulia Cecchettin, uccisa a novembre dall’ex fidanzato Filippo Turetta, ha rilanciato su Instagram un post diffuso per protestare contro lo sgombero: «E poi letteralmente il giorno stesso dei funerali di Giulia Cecchettin lo Stato sgombera a Catania il consultorio autogestito “Mi cuerpo es mio”, un presidio contro la violenza di genere in cui si fa tra le altre cose letteralmente quell’educazione sessuale dietro cui ci si nasconde per non ammettere di essere il problema». Il fumettista Zerocalcare ha incontrato gli attivisti al presidio permanente e ha dedicato un’illustrazione alla protesta contro lo sgombero.

Fonte: Il Post.



- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -