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CONTRO LA GELMINI OCCUPATO ANCHE IL CHINI

PROTESTA STUDENTESCA: FACCIA A FACCIA CON I POLITICI ALLO SCIENTIFICO.
di Letizia Tassinari - sabato 25 ottobre 2008 - 3690 letture

C’erano sia gli studenti che gran parte degli insegnanti del Liceo Scientifico Barsanti e Matteucci all’assemblea dibattito indetta ieri mattina alle dieci nel cortile interno della scuola. E pure i due sindaci di Stazzema e Seravezza, Michele Silicani e Ettore Neri, che i ragazzi avevano invitato. Anzi, a sorpresa, è arrivato anche il presidente del Consiglio Comunale di Viareggio Paolo Spadaccini. Accompagnato dal consigliere di maggioranza Bruno Puccinelli.

E’ stato proprio Spadaccini, “molto emozionato”, come ha dichiarato, il primo a prendere il microfono e a parlare ai ragazzi e con i ragazzi. ” Ho tre figli che studiano e sono stato io stesso studente. Ho passato ventun’anni nella scuola, quella pubblica. Non solo, ho anche insegnato. E mi sento di dover dire qualche cosa”. La voce era emozionata davvero. ” Credo nella scuola pubblica, da genitore ma anche da ex studente e ex professore. La mia famiglia ha avuto brutte esperienze con la scuola privata”. Questa è stata la premessa. Sull’argomento caldo, quello dell’occupazione, Paolo Spadaccini confessa di avere fatto anche lui occupazioni e forme forti di protesta come quelle degli studenti di oggi. Occupazioni che poi ha rivissuto da insegnante. ” Ho militato fin da giovane in partiti centristi, e per me non era facile politicamente. Nelle assemblee mi si giudicava sempre. Come quando fu rapito Aldo Moro e qualcuno mi impedì di attaccare uno striscione”. ” Ho vissuto il ‘68, e anche il ‘77 – ha aggiunto – e le esperienze di quegli anni mi hanno formato. Pur condividendo le ragioni della vostra protesta, la mia raccomandazione è quella del dialogo”.

Gli studenti dello Scientifico lo applaudono tutti. Soprattutto quando afferma ” non mi sono piaciute le affermazioni di Silvio Berlusconi di voler fare intervenire le Forze dell’Ordine. Occorre sempre un confronto con le pluralità di pensiero”. Quando gli studenti gli chiedono una sua idea personale sulla Riforma Gelmini l’ex professore del Nautico, oggi solo ingegnere e politico locale, Spadaccini risponde che ” in Italia si spende tanto ma si spende male”. Il buco nero? ” Proprio l’università, con cattedre gestite da quindici persone tra assistenti ed associati. Ma avete ragione a non volere la privatizzazione, molte famiglie non potrebbero più permettersi i costi per far studiare i figli”. Se c’è una cosa che il presidente del Consiglio Comunale di Viareggio apprezza nella riforma è “l’attenzione al sistema economico”. Lo stato deve far quadrare i conti, ma “non chiudendo scuole o privatizzandole”. La promessa di Spadaccini prima di passare la parola agli altri due ospiti è l’invito a partecipare al prossimo consiglio comunale aperto. Aperto agli studenti. La protesta delle migliaia di giovani, non solo a Viareggio ma in tutta Italia, nasce da un idea di scuola per tutti, e non per pochi.

” Bravi”, è il grido di Michele Silicani. Che non ha vissuto il ‘68, ma ricorda i suoi oltre 40 giorni di assemblea permanente quando studiava all’Istituto per Geometri di Massa e la Pantera degli anni ‘80. ” La vostra è una protesta civile, corretta e seria. Fuori da ogni demagogia. L’opportunità di studiare va data a tutti. Dopo la scuola cosa vorrebbe privatizzare questo governo? Anche la Sanità?”. Nel suo discorso il sindaco di Stazzema punta il dito sul decreto: ” parola che mi fa paura – afferma - visto che non si tratta di legge e il parlamento resta un estraneo”. Un atto imposto e non di confronto.

“Tenere alta la guardia, a 360 gradi. Non rispondete alle provocazioni, lottate come Gandhi” è invece la raccomandazione di Ettore Neri. “La protesta continua, con forme pacifiche, fino a quando il decreto non verrà ritirato”. Questa è la promessa degli studenti.

Occupato anche il Chini

E cinque. Dopo il Liceo Scientifico, il Liceo Classico, l’Istituto di Ragioneria e Itis, ieri alle 13 è stato occupato anche il Liceo Galileo Chini. Quasi tutte donne. Ma molto battagliere.

Al suono della campanella, che annunciava la fine della penultima ora e l’inizio dell’ultima, gli studenti delle ex Magistrali, oggi diventate tre licei distinti, Liceo Linguistico, Liceo Socio Psico Pedagogico e Liceo delle Scienze Sociali, si sono ritrovati nel corridoio al piano terra, hanno sciolto i loro striscioni ed hanno annunciato al Preside che l’edificio era occupato.

Il professore Gioi Franco Pinna si è barricato nella sua stanza minacciando di chiamare Polizia e Carabinieri che venissero a sgombrare la scuola in balia di un “golpe militare”. Qualche coro al dirigente scolastico,” fuori”, è stato forse di troppo.

Ma la situazione è rientrata nei ranghi di pacifica protesta non appena i rappresentanti degli studenti si sono riuniti nella palestra. Insieme ai professori, quelli che appoggiano la protesta. Nemmeno unìora dopo il Preside ha accettato l’occupazione, come tutti gli altri suoi colleghi viareggini hanno già fatto. Occupazione si, quindi ma con una “conditio”, unica: il libero accesso alla segreteria e alla presidenza del personale. Dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Viareggio sono arrivati due agenti in borghese. Per parlare con gli studenti, per spiegare loro le possibili conseguenze penali e per prendere i nomi dei sei che dovranno garantire che dentro entrino solo gli studenti della scuola. Nessun ospite extra. Se i ragazzi avessero bisogno, il numero del 113 è sempre a loro disposizione.

Da ieri quindi anche il Chini è occupato. Solo la sede.

Alla succursale di via Beata si farà picchettaggio: dalle 7 alle 14 della mattina sarà un gruppo di quindici – venti studenti a “sorvegliare” che nessun insegnante faccia lezione e l’edificio, preventivamente, è stata “sigillato” dai ragazzi: avvolgibili chiusi e le porte antipanico con l’accesso sulle scale antiincendio sono state “rafforzate” dall’interno con alcune scrivanie prese dalle aule. Fino a sabato l’occupazione andrà avanti. Come in tutte le altre scuole. Cosa ha mosso l’occupazione del Chini? Lo chiediamo agli studenti: “Sono state le dichiarazioni da regime fatte dal presidente Berlusconi alle quali rispondiamo con “lotta dura e senza paura”.

Tutti a Pisa

” Il seme della privatizzazione sta Gelminando”. Questo la frase d’effetto del volantino predisposto dai liceali del Classico Carducci e distribuito a tutti gli studenti dei vari licei viareggini in partenza per Pisa.

Al grido di “vogliamo una riforma della scuola nell’interesse di chi la vive”, striscioni con ” Viareggio Lotta”, in circa centocinquanta, in rappresentanza di tutte le scuole medie superiori della città, si sono dati appuntamenti alla stazione ferroviaria e alle 14.37, sono saliti sul regionale per Pisa, per aderire alla manifestazione indetta dagli universitari dell’Ateneo Pisano. “Treno occupato”, si legge su un pezzo di stoffa dipinto appeso a un finestrino. Ma non abusivamente, i ragazzi hanno comprato tutti il biglietto, di andata e ritorno. La protesta diventa un “tanti corpi e una sola anima”, liceali e universitari, professori e genitori. ” Stanno rubando ai poveri per dare ai ricchi”. E la mobilitazione è ovunque per la salvare il diritto allo studio di tutti, e non di pochi.


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