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ANCHE LA VERSILIA IN PIAZZA A ROMA CONTRO LA GELMINI: IL RACCONTO DEL VIAGGIO E DEL CORTEO

Con cori da stadio “Non vogliamo questo decreto” , chi con striscioni che richiamano i vangeli ” Dio perdona loro perchè non sanno” e ” Anche Dio è trino”, chi con striscioni più latineggianti ” Cogito ergo protesto”, chi con epitaffi per Berlusconi ” La cultura ti seppellirà”, il coro unanime degli studenti versiliesi si è unito a quello nazionale del ” non abbiamo paura delle minacce, e non ci fermeremo”...
di Letizia Tassinari - domenica 2 novembre 2008 - 3366 letture

Il Senato ha approvato tre giorni fa definitivamente il contestato decreto Gelmini sulla scuola: l’aula di Palazzo Madama ha infatti detto “si” con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti alla conversione del decreto in legge. Ma le proteste degli studenti e dei loro insegnanti non si fermano, in Italia come a Viareggio e in tutta la Versilia. Gli studenti di tutti i licei che per giorni hanno occupato scuole, si sono riuniti in assemblee, fatto sit in in strade, piazze e stazioni ferroviarie, organizzato dibattiti e assemblee, sono più che determinati nel continuare la loro protesta, ” convinti che Tremonti e la Gelmini possano essere sconfitti”.

A Roma le persone in piazza sono state un milione. Solo da Viareggio due mattine fa all’alba sono partiti dal piazzale della stazione vecchia ben otto pullman, organizzati dalla Cgil, con oltre quattrocento studenti e insegnanti. Oltre alle centinaia di persone che sono partite per Roma con treni e mezzi propri. “Tutti sotto al Quirinale - questo il loro grido - per chiedere al Capo dello Stato di non firmare la legge”. La lotta anti Gelmini non si è fermata con l’approvazione in Senato del decreto, continua anzi più forte di prima, e i ragazzi sono animati di una tale forza che da anni non si vedeva. Un movimento unito, che in questi giorni è cresciuto e che è appoggiato da tutti quei lavoratori della scuola, insegnanti delle elementari, delle medie inferiori e superiori, dal personale Ata e dai docenti universitari, oltre ai partiti dell’ opposizione che hanno già annunciano un referendum abrogativo della parte più estesa del decreto.

In piazza a Roma, accanto agli studenti, sono scesi anche i Sindacati, la Cgil, la Cisl e la Uil.

Su uno dei pullman partiti da Viareggio c’eravamo anche noi del Corriere, per scrivere e fotografare quelli che sono stati i momenti più significativi del lungo corteo in una Roma completamente in tilt per l’enorme affluenza di persone.

Tanto che per raggiungere le stazioni della metropolitana è stato necessario scendere sulla corsia di emergenza e farsi a piedi diversi chilometri del raccordo anulare.

Metropolitane intasate, presidiate da carabinieri e militari dell’esercito in mimetica, alcune fermate annullate, ma finalmente è stato possibile raggiungere il lungo serpentone colorato, che ha unito studenti e insegnanti di realtà diverse, da sud a nord, isole comprese.

Con cori da stadio “Non vogliamo questo decreto” , chi con striscioni che richiamano i vangeli ” Dio perdona loro perchè non sanno” e ” Anche Dio è trino”, chi con striscioni più latineggianti ” Cogito ergo protesto”, chi con epitaffi per Berlusconi ” La cultura ti seppellirà”, il coro unanime degli studenti versiliesi si è unito a quello nazionale del ” non abbiamo paura delle minacce, e non ci fermeremo”.

Sfilando da piazza Esedra, passando dal Pincio, per arrivare fino a piazza del Popolo. Della “banda”, anche la scuola Martiri di Sant’Anna e il sindaco di Stazzema Michele Silicani che, salito sul palco a fianco di Epifani, ha urlato agli studenti ” non smetteremo mai di combattere: o ritirate la legge, o ricorreremo al Presidente della Repubblica”.

Il decreto Gelmini è passato, ma il movimento studentesco pensa al futuro: l’obiettivo è il referendum.

” BELLO QUESTO SPIRITO DEI GIOVANI”: parla l’assessore provinciale Emiliano Favilla, sul pullman con i ragazzi

Con gli studenti e gli insegnanti viareggini e versiliesi è partito per Roma anche l’assessore della Provincia di Lucca Emiliano Favilla, un ex sessantottino DOC, che già sul pullman ha indossato la maglietta regalatagli dai ragazzi del liceo scientifico di Forte dei Marmi, quella con la scritta ” Occupazione ‘08, io c’ero!!!”.

” Mi brillano gli occhi – ha affermato Favilla mentre sfilava per le vie di Roma, “armato” di cinepresa. e in corteo con gli studenti e gli insegnanti –, mi sembra di rivivere oggi la protesta di esattamente quaranta anni fa, e vedo che stavolta i giovani fanno sul serio”. “La straordinaria mobilitazione pacifica, non violenta, antifascista che coinvolge la scuola, l’università e gli enti di ricerca non si arresta – aggiunge l’assessore. La posta in gioco infatti è alta : “è il futuro di una generazione a cui si propone un modello di scuola autoritario e dequalificato, e il futuro di una generazione, quella dei precari della conoscenza, a cui si toglie la possibilità di una ricerca libera”. Quello che si teme è la trasformazione pubblica della qualità dei saperi e della democrazia del Paese. ” Il futuro non si taglia”, e dall’occupazione delle scuole e delle università si passa all’ ” occupiamo anche il futuro, occupandoci del futuro”, continuando la mobilitazione a Viareggio come nel resto dell’Italia, ” respingendo ogni provocazione e ogni tentativo di criminalizzazione del movimento studentesco”. L’ “onda anomala”, questo ztunami di proteste, secondo l’assessore Emiliano Favilla, “ha riaperto la possibilità di una grande stagione di partecipazione, di opposizione e di connessione tra soggetti della conoscenza, studenti e insegnanti, e della difesa dei diritti”. A detta di tutti i manifestanti questa “non è una riforma scolastica, ma un semplice attacco all’istruzione costruito all’insegna di tagli giganteschi e con l’obiettivo immediato del risparmio finanziario”. Anche se per tutti l’orizzonte nel quale il Governo intende muoversi pare essere più ambizioso: ” ristrutturare l’intero sistema scuola con meno istruzione per i ceti più poveri”. Di scelta ideologica dunque si tratterebbe e allora ” abroghiamo la Gelmini”, con un percorso costituzionale che promuova un referendum abrogativo delle “leggi devastanti scuola, università e ricerca”.

Per il diritto alla conoscenza, è “conflitto a tempo pieno”.

Letizia Tassinari


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