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Addio a Pino Caruso

di redazione cinema - venerdì 8 marzo 2019 - 2055 letture

Detto Pino, inizia la sua carriera debuttando al Piccolo di Palermo il 16 marzo 1958 ne "Il gioco delle parti" di Luigi Pirandello, anche se era stato assunto semplicemente come direttore di scena. Nel 1962, entra nella compagnia di Emma Gramatica portando in scena "Sei personaggi in cerca d’autore", passando poi fra il 1963-1965 allo Stabile di Catania dove si diletta in qualche ruolo comico. Trasferitosi a Roma, entra nel Bagaglino di Roma, dove rimane per due anni come autore e protagonista de "Terza parte della serata". Recita tutte le sere, contribuendo notevolmente alla grande fortuna del locale. Dopo "Il venditore di echi" e "Pane al pane Pino al Pino", ricopre qualche ruolo televisivo grazie a Castellano e Pipolo che lo scelgono per il programma "Che domenica amici", diventando di fatto popolarissimo al grande pubblico italiano. Seguiranno poi "Gli amici della domenica" (1970), "Teatro 10" (1971) e il mitico "Dove sta Zazà" (1973) con la grandissima e mai dimenticata Gabriella Ferri. Ma non va dimenticato nemmeno "Due come noi" (1978-1979) con Ornella Vanoni.

Gli inizi cinematografici

Sposato con Marilisa Ferzetti, debutta come attore ne La più bella coppia del mondo (1968) di Camillo Mastrocinque, un musicarello con Walter Chiari e Paola Quattrini. Nel 1969, è con Peppino De Filippo ne Gli infermieri della mutua, poi recita nel francese La mano (1969). Negli Anni Settanta si impegna ne Quella piccola differenza e Le mur de l’Atlantique (1970), ma continua ad alternare i suoi impegni televisivi a quelli per il palcoscenico con "La vedova allegra" (1970), "Il paese dei campanelli" (1972)", "Don Giovanni involontario" (1970), "La lezione" e "Delirio a due" (1980).

Da Malizia a Nanni Loy

La sua filmografia durante gli Anni Settanta si disloca fra titoli e generi vari: dalla commedia erotica Malizia (1973) di Salvatore Samperi con Tina Aumont, Laura Antonelli, Lilla Brignone, Turi Ferro, Alessandro Momo e Angela Luce fino a Gli amici degli amici hanno saputo (1973), passando a La seduzione (1973); La governante (1974) e L’ammazzatina (1975) con Vittorio Caprioli; La donna della domenica (1975) di Luigi Comencini con Claudio Gora e Marcello Mastroianni e il film a più mani (fra cui le sue, perché ne curò la regia) Ride bene... chi ride ultimo (1977). Spesso usato da Pasquale Festa Campanile, recita anche ne Il ficcanaso (1980), L’esercito più pazzo del mondo (1981), Canto d’amore (1982) e Scugnizzi (1989) di Nanni Loy.

Gli Anni Novanta e Duemila

Negli Anni Novanta sfrutta la sua vena ironica per scrivere e interpretare "Conversazioni di uomo comune" (1991), seguito da "La questione settentrionale" (1992-1993) e da "Retablo" (1998), poi torna al cinema con Per quel viaggio in Sicilia (1991) e La strategia della maschera (1998). Lo si vedrà molto in televisione, grazie a fiction e telefilm come Ultimo (1998), Non lasciamoci più (1999) e soprattutto la serie Carabinieri (2002-2003) con il ruolo del Maresciallo Capello in un cast che comprendeva anche Andrea Roncato, Alex Partexano, Paolo Villaggio, Erika Blanc, Katia Beni, Maurizio Casagrande, Walter Nudo, Dario Vergassola e Vincenzo Crocitti (suo grandissimo amico). Non si dimentica però L’onore e il rispetto (2006) ed Eravamo solo mille (2007).

Caruso scrittore

Pino Caruso a partire dal 1969 ha scritto numerosi libri, spaziando tra vari generi. Si segnalano, in particolare la raccolta di poesie Il silenzio dell’ultima notte (editore Flaccovio), e la raccolta di aforismi, storie e ragionamenti Appartengo a una generazione che deve ancora nascere, edito da Rai-Eri-mondadori- già alla seconda ristampa dopo il successo della prima.

Il suo libro L’uomo comune (editore Marsilio) ha vinto la Palma d’oro al Salone Internazionale del Libro di Bordighera. Nel 2017 escono "Se si scopre che sono onesto, nessuno si fiderà più di me" e "Il senso dell’umorismo è l’espressione più alta della serietà" (Alpes editore). Raccolte di "Aforismi, riflessioni, storie, persone, personaggi e ragionamenti sullo stato attuale del mondo".

E’ morto il 7 marzo 2019 ad 84 anni nella sua casa di Roma dopo una lunga malattia.


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