Terra lontana oltre i monti,
oltre il mare, rinnovi in me
profuga sempre malinconie.
Tomba dei miei padri,
dolce coltre d’ulivi
solo Tu mi sazi.
Questa mattina, aprendo la finestra,
ancora mi sorprendono i profumi
dell’inverno e l’oro fresco dei limoni.
La casa di via Garibaldi
La salita affannosa,il batticuore non servono
a ritrovarti casa mia,che un tempo
guardavi il mare da lassù.
Casa di vaste stanze e d’allegria,ora sei triste
e dimessa
come donna che dopo lungo lutto
non ha più forza per piangere.
Casa antica, quale ben diverso padrone
ormai ti abita, ed io ti ritrovo ora,
disperatamente solo nei miei ricordi.
Le cugine perdute
Mie compagne d’infanzia
che nei pomeriggi d’autunno inventavano
girandole di giochi con la fantasia,
vi ritrovo solo negli allegri convivi,
nel gesto amoroso che ricorda antiche fraternità.
poi, tronfie, ritornate ai tristi giochi
di prestigio per dimostrare,
i privilegi e la vostra inutile superiorità
Terre abbandonate di Sicilia.
MALATERRA
Terra arsa,sassi dimenticati,
di notte il vento ulula la rabbia
dei miei padri alle mandrie sperdute,
ai campi dimenticati, uliveti svaniti.
Tutto è ora confusione di rovi,strabiombi
in sogni remoti esplorati.
Solo qualche carrubo maestoso e solitario,
annuncia lontani ricordi al vento che improvviso,
apre la vista verso il mare lontano.