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Pisa, i grandi maestri surrealisti al Palazzo Blu

Dipinti, sculture, oggetti, disegni, collage, installazioni e fotografie della corrente surrealista, la maggiore del Novecento, mai visti in Italia, alla mostra “Da Magritte a Duchamp, 1929: il Grande Surrealismo del Centre Pompidou” al Palazzo Blu di Pisa.
di Antonio Carollo - martedì 4 dicembre 2018 - 470 letture

Circa 150 opere. Un’emozione vedere dal vivo questi famosissimi capolavori dei grandi maestri surrealisti. Andre’ Breton: «Surrealismo, sostantivo maschile. Puro automatismo psichico attraverso cui si intende esprimere verbalmente, con la scrittura o qualsiasi altro metodo, il vero funzionamento della mente. È il dettato del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di là di ogni preoccupazione estetica e morale».

Dada e metafisica, cioè le associazioni illogiche e il senso di straniamento, uniti alle influenze di Marx e Freud., per quanto riguarda il senso di liberazione sociale e di quello spirituale dell’uomo, sono alla base della pittura surrealista. Le tecniche sono: gli accostamenti inconciliabili, le deformazioni, le scomposizioni, le sovrapposizioni di persone e cose, la calcomania, il collage, il fotomontaggio, il disegno automatico (senza idea e senza controllo della mano), il disegno di gruppo per il quale ciascuno dei componenti ignora quel che ha fatto quello che l’ha preceduto (vedi il cadavere squisito), il dripping (ottenuto da sgocciolatura).

Elementi sostanziali della pittura surrealista sono: libertà materiale e spirituale, incontro di realtà e sogno, lotta alla razionalità, magia, caso, assurdo, pazzia, chimera, dimensione onirica dell’immagine. Le opere esposte sono di: Rene’ Magritte, Max Ernst, Salvador Dalì, Joan Mirò, Giorgio De Chirico, Francis Picabia, Marcel Duchamp, Alberto Giacometti, Pablo Picasso, Tristan Tzara, Man Ray, Cahun Cloude, Tania Ramon, Lee Miller, Yves Tanguy, Greta Knutson, Hugo Valentine, Nusch Eluard, Paul Eluard, Jean Arp, Pierre, Roy, Andre’ Masson, Lotar Eli, Pain Leve’, Andre’ Boiffard, Stirsky Jindrich, Victor Brauner, Josef Sima, Henry Maurice.

Un flash su alcuni artisti:
 Rene’ Magritte
 Sono propri di Magritte: una specie di illusionismo onirico, contrapposizioni assurde di elementi reali, gioco di spostamenti e deformazioni irreali, situazioni fuori della realtà, per cogliere il mistero delle cose.

Max Errnst
 I critici parlano di una genialità esplosiva, di territori inesplorati, di onirica visione dell’essenza dell’immaginario, di soggetti e oggetti in sospensione, di un mondo dell’inconscio in movimento, immagini sul filo dell’equilibrio mentale, incoerenza psichica, luoghi allucinati. Egli va oltre la rappresentazione pittorica, irrompe oltre gli spazi ignoti della mente.

Salvador Dalì
 Dalì dice di dar voce alla realtà istintiva e fantasiosa che può scatenare incubi e dubbi. La sua ispirazione proviene dal mondo sconosciuto dei sogni. Le immaginiche fissa sulla tela vengono dall’agitazione dell’inconscio, sono rappresentazioni del delirio che prende forma col pennello.

Pablo Picasso
 Picasso nega di aver aderito alla corrente surrealista, ma dopo la fase del cubismo la sua arte si avvicina al surrealismo. Si può dire che egli ne è ispiratore e a sua volta influenzato. La sua visione della realtà è destrutturata e poi ricomposta in figure e immagini enigmatiche. filtrate dall’occhio straniante dell’artista.

Giorgio De Chirico
 La sua pittura è fondata sullo spostamento dell’immagine capace di suggerire un senso di spaesamento, anche se la stessa immagine è vista nella sua normale leggibilità. Egli smonta la classica armonia della composizione attraverso la combinazione contraddittoria, paradossale di oggetti della quotidianità, le apparizioni di città deserte, di manichini, di situazioni enigmatiche. Ottenendo così una ridefinizione dell’arte in contrasto con la tradizione.

Marcel Duchamp
 Egli abbandona la pittura di tele per creare un’arte che non è arte attraverso i ready made, cioè opere già fatte scegliendo oggetti qualsiasi estratti dal loro contesto, collocati in un museo, una mostra, e considerati come opere d’arte. Un gesto provocatorio ed enigmatico, a cui si aggiunge la dissacrazione di ciò che è pittura per gli altri artisti, anche avanguardisti,

Joan Mirò
 La pittura di Mirò è fatta di simboli, forme geometriche sospese, leggerezza, scarti del segno, giocosità del colore, aggressività materica. guizzi fantastici. Non solo astrazione, le parole hanno un peso nella sua creatività, esiste un nesso tra parola e segno in un bagno di totale libertà espressiva. Dalle composizioni di linee e forme schematiche cariche di colore passa alle figure infantili di animali, di stelle, estremamente stilizzate.

Francis Picabia
 Difficile decifrare la sua arte. Sfuggente, enigmatico, ironico, senza uno stile riconoscibile, egli attraversò quasi tutte le correnti, l’impressionista, la cubista, la dada, la surrealista, l’astratta, la figurativa. Scrisse: “Per avere idee pulite bisogna cambiarle come le camicie». Un esempio: l’uomo e la donna sono raffigurati in un rapporto ambiguamente erotico, mediante atteggiamenti ludici o sovrapposizioni di immagini, opposizioni di bianco e nero.


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