Mentre i governi non sentono e non vedono

Non capisco come questo Mezzogiorno possa rinascere senza il sorriso, la passione, lo studio delle nuove generazioni quando sono costrette ad abbandonare i luoghi del loro sentire e amare

di Luigi Boggio - mercoledì 6 dicembre 2023 - 1158 letture

Come si fa a non capire le condizioni economiche e sociali in cui vive il Mezzogiorno. Schiacciato nella morsa della mancanza di lavoro e della spirale inflazionistica, della precarietà e del super sfruttamento. Anche chi ha un lavoro non riesce a far fronte ai bisogni quotidiani della vita a causa di salari o stipendi di fame rispetto alla media europea. Gli esempi più eclatanti sono gli stipendi del corpo docente e degli operatori sanitari. Una vergogna gridata in molte piazze italiane ieri mattina [5 dicembre 2023] nel corso del riuscito sciopero della sanità pubblica.

Il governo non vede e non sente, anche al salario minimo ha voltato le spalle. A loro non interessano gli oltre tre milioni di precari, persone, che vivono sulla loro pelle una condizione di sfruttamento e di diritti negati come le prestazioni sanitarie, le ferie non godute e quasi sempre delle buste paghe farlocche. Si è arrivati anche alle estorsioni con il doppio scambio delle restituzioni di una parte del salario. Le forme dello scambio sono diverse ed interessano non pochi settori produttivi e dei servizi. Nella logica del ricatto e dei bisogni esistenziali che portano a piegarsi.

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governo meloni - non sento non parlo non guardo

Un dramma che viene da lontano che ultimamente si sta allargando per le politiche ultra liberiste del governo della signora Meloni che ha fatto una precisa scelta a favore delle rendite parassitarie e dei profitti delle banche e dei soliti capitalisti nostrani. Cioè quelli che vogliono il Ponte ma che non vedono che l’Ilva sta per chiudere, cioè la fabbrica che dovrebbe fornire l’acciaio.

Che errore, Boggio, non pensare che nel pianeta ci sono altri produttori di acciaio come gli indiani o i cinesi. che lo possono fornire in grande quantità e a prezzi stracciati. La verità è che i tentacoli della finanza sono ovunque e in ogni luogo. Sempre pronti a strozzare imprese ed anche Stati senza pietà.

Mentre descrivo e rifletto su questi fenomeni leggo gli ultimi dati sulla condizione del Mezzogiorno che fanno rabbrividire. Intanto continua la fuga di lavoratori e competenze e nel 2021 circa 9000 laureati sono andati via. In 20 anni dal 2001 al 2021, dati Svimez, sono andate via 460 mila persone prevalentemente ragazze e ragazzi.

Non capisco come questo Mezzogiorno possa rinascere senza il sorriso, la passione, lo studio delle nuove generazioni quando sono costrette ad abbandonare i luoghi del loro sentire e amare. Non è solo l’abbandono, perde anche la democrazia come possibile ricambio degli attuali gruppi dirigenti. Abbiamo anche questa questione che viene sistematicamente dimenticata per alcuni volutamente per non pensare di essere sostituiti e di regnare nella solitudine della decadenza senza respiro e speranza.

La Sicilia ci dovrebbe dire qualche cosa, quando riappaiono i gattopardi di un tempo passato con la sfrontatezza e lo squallore dell’epoca che fu, dominata dalla mala politica e dai signori degli affari in armonia con gli uomini dell’intermediazione mafiosa. Uomini delle istituzioni, delle imprese e delle professioni che hanno sfregiato il volto dell’isola. Una terra che dovrebbe trovare una propria collocazione insieme all’intero Mezzogiorno. Questa parte del Paese andrà avanti se troverà una propria strada e una propria anima per non trovarsi tra qualche decennio spopolata immersa nel freddo polare demografico.


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