La Sicilia a secco di acqua e piena di munnizza

Quando abitavo ad Enna non poche volte andavo a passare alcune ore della giornata in serenità al Lago di Pergusa. Vederlo ridotto ad uno stagno senza più vita viene la tristezza.

di Luigi Boggio - domenica 30 giugno 2024 - 475 letture

Quando abitavo ad Enna non poche volte andavo a passare alcune ore della giornata in serenità al Lago di Pergusa. Vederlo ridotto ad uno stagno senza più vita viene la tristezza. Le cause sono la mancanza di pioggia, anche per l’incuria, come hanno denunciato le associazione ambientaliste, dei governi passati e presenti che non fatto niente.

Non hanno fatto niente neanche per gli altri invasi interrati e melmosi per la totale mancanza di manutenzione. Anche le reti irrigue che perdono acqua da tutti i lati dei tubi non conoscono la cura quotidiana per non far disperdere il liquido del ciclo della vita.

La provincia di Enna con le sue sette Dighe (Ancipa, Pozzillo, Sciaguana, Nicoletti, Morello, Olivo, Ogliastro) con una capacità d’invaso di circa 330 milioni di mc e il Lago naturale di Pergusa è stata denominata la provincia dei Laghi.

Invasi che danno acqua, oggi molto meno rispetto al passato, per uso civile, agricolo, industriale elettrico. Il Lago di Pergusa è ricco di storia passata - da Cicerone, Ovidio, Diodoro Siculo ed altri, non per l’anello di cemento per bolidi rimasti ai box, mentre la Dighe sono ricchi di storia recente per le lotte operaie, contrassegnate da gravi lutti durante il lavoro. Ricordo i 13 morti durante la costruzione della diga Ancipa di Troina. La realizzazione di queste Dighe hanno dato vita, e nel contempo hanno formato delle nuove professionalità e creato una coscienza di classe alla pari di quella dei minatori delle miniere di zolfo. In alcune manifestazioni li ho visti marciare insieme e fieri. Sempre presenti anche con un forte senso solidaristico nei confronti di altre categorie di lavoratori.

Tempo passato da non dimenticare, che non dimentico e che mi accompagna nel mio scorrere degli anni sempre dalla parte del torto. Indignato delle condizioni in cui vive la Sicilia chiusa nella morsa della mancanza di acqua e della munnizza. Da dove abito vedo l’invaso del Biviere pieno di acqua non utilizzabile a causa delle pompe di sollevamento fuori uso. E da più distante arriva il fetore della discarica chiusa dopo aspre lotte e ancora non bonificata.

Il presidente della Regione c’è con la sua corte, ma non si muove come si dovrebbe però pensa al rimpasto per dare più slancio al governo. Lo slancio servirebbe al governo e ai 70 deputati di sala d’Ercole che non fanno quello che dovrebbero fare con impegno e serietà.

Da una parte, dall’altra ci vorrebbe un sommovimento sociale per scuoterli e farli svegliare.


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