Elly e attorno a Elly

Per un’idea di paese che abbia il suo nucleo centrale nella pace e nel lavoro da portare in Europa. Un’europa da svegliare.

di Luigi Boggio - sabato 29 giugno 2024 - 598 letture

Non essendo un iscritto al partito democratico non entro nelle loro complesse e travagliate dinamiche interne, però come elettore alcuni interrogativi li pongo, anche per capire se questo partito potrà continuare a contare sul mio consenso e di tanti altri che sono in attese di risposte. Risposte politiche, programmatiche e di comportamento.

Come si può tollerare, come è avvenuto in questa campagna elettorale, vedere qualche eletto nelle proprie file o presunti dirigenti di circoli fantasmi chiedere il voto per partiti avversi ignorando l’importanza dello scontro politico in atto? Si tollerano per giochi di potere meschini e di comparaggio. Come si fa a non far votare Elly con la motivazione che non la si riconosce come segretaria? Una segretaria che ha animato un partito in agonia come hanno dimostrato i risultati elettorali, la tenacia nel prosieguo delle iniziative e la verve intelligente nella polemica contro Giorgia di Colle Oppio.

Elly però deve fare tutto il possibile per mettere ordine al suo partito rivisitando le regole democratiche interne e promuovere un reale rinnovamento generazionale, non figurine da tappezzeria, ma ragazze/i che dimostrano passione politica e impegno. La sfida è generazionale in particolare in alcune regioni meridionali come nella Sicilia dei gattopardi o delle iene. Accovacciati all’ombra dei campanili o delle mura normanne in attesa che cala la notte per sbranarsi o sbranare per marcare il territorio. Territori dai numeri sempre più asfittici e di facili controlli attraverso sbriga facendi di stagione in rapporto al mese in cui si vota.

Se Elly procederà senza fermarsi per dare un senso alla politica avrà con sé una parte della società italiana desiderosa di vedere un’altra Italia. Quella delle nuove generazioni in campo con idee rinnovate e non più fughe verso l’estero.

Ma una parte non piccola dipenderà dal vecchio ceto politico del partito di non creare intralci e di dimostrare quella generosità necessaria al ricambio. Non deve suonare strano, in un’epoca di egoismi, essere generosi per un progetto che riguarda una comunità. Una comunità parte della società da promuovere e rinnovare nella laicità e nel pluralismo. Su questi valori il confronto sarà molto aspro contro chi vuole riscrivere la Carta costituzionale nata dalla resistenza.

Per questo un partito coeso nella sua dialettica interna è necessario non per sé ma per l’Italia. Insieme alle altre forze politiche disponibili alla costruzione non di un’alternativa, come sostengono alcuni che vogliono giocare, ma dell’alternativa su un’idea di paese che abbia il suo nucleo centrale nella pace e nel lavoro da portare in Europa. Un’europa da svegliare.


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