Non ci manca niente neanche la sabbia nera dell’Etna

Andiamo dalla siccità per mancanza d’acqua alla munnizza che sommerge l’isola, dagli incendi che divorano i boschi alla sabbia nera sui tetti e sulle strade...

di Luigi Boggio - domenica 7 luglio 2024 - 405 letture

Non ci manca niente, neanche la sabbia nera dell’Etna. Andiamo dalla siccità per mancanza d’acqua alla munnizza che sommerge l’isola, dagli incendi che divorano i boschi alla sabbia nera sui tetti e sulle strade.

Manchiamo solo i siciliani che non ci facciamo sentire. Silenziosi e muti, insensibili e indifferenti. Anestetizzati. Capisco che per lo sbuffare dell’Etna non possiamo farci niente, se non ammirare lo spettacolo delle fiammate che salgono verso il cielo, ma per differenziare i rifiuti, sapere utilizzare la poca acqua che abbiamo, ancora per poco tempo, se non piove e avere cura dei boschi, anche del verde che abbiamo di fronte alle nostre case, per evitare che brucino, non ci vuole l’uomo nero dal pugno forte. Dipende da ognuno di noi e dallo stare insieme per fare quello che possiamo e, nello stesso tempo, rivendicare a chi ci governa di ascoltare e di risolvere i problemi di cui alcuni urgenti e annosi.

Se non capiamo queste cose l’isola andrà alla deriva circondata da quel mare di plastica che galleggia nel Mare nostrum. Il mare degli scarti umani e dei rifiuti del nostro "benessere". Non mare di speranze e di pace. Un groviglio di contraddizioni che divengono sempre più difficili da sciogliere per la natura del capitalismo nelle sue diverse declinazioni e la totale assenza della politica degli Stati a livello globale. Siamo nel caos più totale con rischi seri per l’umanità.

Che ognuno possa salvarsi da solo non credo, ma dubito nel caos per il prevalere delle potenze maggiori nel campo della ricerca, della formazione e dell’innovazione. Le tendenze si capiscono e si presentano per le ricadute economiche e sociali nelle realtà. Mentre dalle nostre parti siamo alle prese per la risoluzione di alcune criticità storiche in altre parti del pianeta si marcia spediti sulle grandi sfide globali. L’India per tutti, anche se le diseguaglianze crescono in particolare tra le grandi aree urbane e le campagne. Una tendenza che ritroviamo in molti altri Stati anche a livello di orientamento politico.

Ma noi siamo persi perché non vediamo nemmeno il presente. Molti giovani vedono il presente altrove affrontando sacrifici immensi. Non c’è solo il lavoro anche la casa dove ritrovarsi e muoversi. Sono questioni che dovrebbero trovare la loro giusta collocazione nella agenda politica del governo e dei partiti di opposizione. All’inizio ho parlato di essere anestetizzati. Ci si domanda dov’è il governo regionale? Non dimenticandoci dell’opposizione che non si vede e non si sente.

La cenere dell\'Etna - foto di repertorio


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