Loro se ne fottono

Per lor signori la corruzione non esiste. Le inchieste della magistratura sono delle invenzioni di qualche zelante procuratore. Dove stiamo andando non si riesce a percepire. Però sappiamo che siamo dentro una tempesta perfetta.

di Luigi Boggio - mercoledì 15 maggio 2024 - 969 letture

C’è da vergognarsi, ma se ne fottono. Per lor signori la corruzione non esiste. Le inchieste della magistratura sono delle invenzioni di qualche zelante procuratore.

Le dimissioni per opportunità politica non esistono. Perché non c’è scritto da nessuna parte. Però in un articolo della Carta costituzionale c’è scritto qualcosa di più pregnante e impegnativo "i cittadini cui sono affidate le funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore". Su questo si giura da eletti o da semplici funzionari pubblici per il bene della comunità. Non ci sono altre vie se non quelle del mondo di mezzo dell’illegalità e delle convivenze malavitose per dare e ricevere. Uno scambio continuo a danno delle comunità governate.

Di fronte a quello che sta avvenendo non c’è nessun tentativo verso una discussione vera e reale per imprimere una radicale svolta in leggi e regolamenti interni ai partiti che li salva dal discredito e pure le istituzioni. Nei casi di reati gravi e di collusioni l’invocazione di pene maggiori a quelle attuali non mi convincono, invece sarebbe più efficace l’interdizione dalle cariche elettive per non aver adempiuto al proprio dovere con disciplina e onore. Questo spetta alla magistratura, ma ci dovrebbe essere anche quella che, senza aspettare, spetta ai partiti di fare pulizia al proprio interno.

origone-corruzione

Ma i partiti ci sono? Non ci sono più in quanto sono stati sostituiti dai cacicchi di ogni taglia e misura. Li troviamo ovunque, per non dire dei cambi casacca. Esseri di difficile identificazione per le continue metamorfosi. Mutazioni che portano negli scontri quotidiani, mentre l’Istat ci presenta lo stato delle condizioni economiche e sociali del Paese.

Non si cresce, ma siamo indebitati fino al collo con il debito pubblico che sfiora i 3 mila miliardi di euro e si riscontra anche il calo del risparmio. Non si risparmia ma ci si mette anche mano per far fronte alle spese quotidiane. I salari non crescono al costo della vita come le pensioni. Ma sui salari e le pensioni si fa cassa, mentre le grandi fortune non vengono sfiorate e gli evasori fanno feste grazie al governo amico.

Una condizione disperata per l’aumento della povertà e della vecchiaia. Siamo diventati un paese di vecchi anche per i 3 milioni di giovani andati via in dieci anni. Si muore, non si nasce e si continua a scappare. Anche i genitori-nonni vanno via.

Un quadro desolante che crea sfiducia e passività. Non c’è tensione. Ogni cosa si guarda con distacco e indifferenza, anche quando si vedono in giro delle scene di inaudita violenza. Dove stiamo andando non si riesce a percepire. Però sappiamo che siamo dentro una tempesta perfetta.


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