La poesia della settimana: Assunta Finiguerra

Una delle espressioni più significative della poesia dialettale. Da una terra di tradizioni storiche e culturali: la Basilicata.
di Piero Buscemi - martedì 23 aprile 2013 - 1540 letture

M’aggia appecà

M’aggia appecà a ’albere de giude
 e ssùbbete aggia vedé l’orsa maggiore
 ca se trastulle perfida signore
 sope o divanette d’a lattea vija

Come spiérte aggia èsse pe l’universe
 e l’istinde de guerriere ca tenije
 nd’arravuoglje de re ppene d’amore
 nguodde m’aggia purtuà cume nevušchele
 de luce n’aggia brellà pecché opache
 ha ccambate l’anema mije nghestedute
 inde o cuambesante d’i dannate

M’impiccherò all’albero di giuda
 e subito vedrò l’orsa maggiore
 che si trastulla perfida signora
 sul divanetto della lattea via

Cane randagio sarò per l’universo
 e l’istinto di guerriera che avevo
 nel groviglio delle pene d’amore
 addosso lo porterò come nevischio
 di luce non brfillerò perché opaca
 visse la ia anima incustodita
 dentro il cimitero dei dannati".

Assunta Finiguerra è originaria di San Fele, un paesino sui monti a nord di Potenza. Ha pubblicato le raccolte di poesia "Se avrò il coraggio del sole" (Basiliskos 1995), "Puozze Arrabbià" (La Vallissa 1999), "Rescidde" (Zone editrice 2001), "Solije" (Zone editrice 2003), "Scurije" (Lieto colle 2005). Suoi testi sono comparsi su riviste e antologie, come Nuovi poeti italiani (Einaudi editore). "Tunnicchje - A poddele d’a Malonghe" è la trasfigurazione lucana di Pinocchio ("Pinocchio - La farfalla del bosco della Malonga"), edizione Lieto colle 2008.

Ha ottenuto riconoscimenti in diversi concorsi letterari tra cui il premio “Lanciano” dove è stata finalista e “Città di Trento” con una segnalazione speciale. Suoi scritti poetici sono stati recensiti su: Il sole 24 ore, Nuova Antologia, La Vallisa, Nuova Tribuna Letteraria, Vernice, La Gazzetta del Mezzogiorno, altri citati su: Periferie, Pagine, Input, La Stampa. È presente in diverse antologie curate da Domenico Cara, Daniele Giancane, Vittoriano Esposito. Si sono occupati delle sue opere: Franco Loi. Giorgio Barberi Squarotti, Manlio Cortelazzo, Mariella Bettarini, Maurizio Cucchi, Achille Serrao, Gaetano Pampallona, Daniele Giancane. Suoi scritti sono stati tradotti in polacco. E’ scomparsa il 2 settembre 2009.


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